Intervista di Giancarlo Iacchini
Ammette lui stesso di avere un carattere “spigoloso”, ed è consapevole di essere percepito come un “rompiscatole”, una Cassandra solitaria e talvolta fastidiosa per le orecchie di chi “non vuole ascoltare”, ma è anche convinto di essere l’unico intellettuale italiano a possedere una teoria realmente e completamente alternativa all’esistente, e si comporta di conseguenza. Quello che affascina di Giulietto Chiesa è la capacità di combinare, gramscianamente, il pessimismo della ragione con l’ottimismo della volontà. Basti pensare al titolo e sottotitolo del suo ultimo libro: “Invece della catastrofe. Perché costruire un’alternativa è ormai indispensabile”. E proprio Alternativa si chiama il movimento politico-culturale da lui fondato, paradossalmente basato sulla constatazione che, entro l’attuale quadro politico, non c’è proprio nessuna alternativa. Continua a leggere