Marx e la decrescita (prima parte)

di Marino Badiale e Massimo Bontempelli –

Questo saggio, il cui titolo nomina Marx e la decrescita, è ovviamente rivolto in primo luogo alle persone interessate a Marx e a quelle interessate alla decrescita, e il primo obiettivo che ci poniamo è quello di suscitare una discussione costruttiva fra questi due gruppi.

1. Introduzione.

È noto che, in genere, fra coloro che continuano a ricavare ispirazione dal pensiero di Marx e coloro che in tempi recenti hanno iniziato a teorizzare la decrescita non corrono buoni rapporti. I primi tendono a vedere la decrescita, nel migliore dei casi, come un’aspirazione soggettiva di natura socialmente ambigua, mentre i “decrescisti” vedono nel pensiero di Marx nient’altro che una versione “di sinistra” dell’idolatria dello sviluppo che oggi domina il mondo e contro cui intendono combattere. Giudichiamo questa contrapposizione del tutto negativa, e cercheremo in questo saggio di mostrare le ragioni di questo nostro giudizio. Continua a leggere

Antifascismo, diritti, giustizia e beni comuni: il discorso “radicalsocialista” del nuovo Presidente della Camera

di Roberto Fico –

Signore deputate, signori deputati! Sono emozionato nel rivolgermi oggi, in quest’Aula, a tutti voi e a tutti i cittadini. Vi ringrazio per la fiducia che mi avete accordato con un incarico di così alta responsabilità. Onorerò il mio impegno con la massima imparzialità e il massimo rigore. Desidero innanzitutto rivolgere il saluto mio e di quest’Aula al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante degli equilibri e dei valori costituzionali. Valori che per essere affermati nella nostra Carta costituzionale hanno richiesto il sacrificio di tanti uomini e tante donne nella lotta contro il nazifascismo. Vogliamo ricordare quel sacrificio con particolare commozione oggi, nell’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Continua a leggere

Potere al Popolo: indietro non si torna!

di Eleonora Forenza e Sandro Targetti –

Il voto alle elezioni politiche del 4 marzo esprime un esito di portata storica. In primo luogo la netta sconfitta dell’establishment del Pd, travolto come tutte le forze della socialdemocrazia in Europa, che hanno contribuito a imporre ai popoli europei le politiche neoliberiste, le riforme strutturali, lo svuotamento della democrazia e l’aumento della povertà e delle disuguaglianze. Continua a leggere

Nel 200° della nascita (5 maggio 1818) un film per riscoprire il pensiero libertario del giovane Marx

di Federica Gregoratto

Sono già passati circa dieci anni dall’inizio dell’ultima crisi finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia mondiale, soprattutto occidentale. Una delle trasformazioni sociali, politiche e culturali più evidenti che sta segnando la fase attuale (e terminale?) [1] della società capitalista è la presa di coscienza dei limiti, intrascendibili, e dei fallimenti, irreversibili, del progetto social-democratico e liberale. Le procedure democratiche e il sistema dei diritti non sembrano più soluzioni adeguate, o quantomeno sufficienti, per domare la volontà di potenza e violenza delle classi dominanti, mediare le relazioni con il “diverso”, godere delle libertà rese disponibili dal capitalismo tenendone sotto controllo, allo stesso tempo, le derive (auto)-distruttrici. Continua a leggere

La “dalemanìa” che ha rovinato Liberi e Uguali

di MAURIZIO ACERBO

Avevamo ragione: le biografie contano. Lo scopre Civati su il manifesto: «Ho passato la campagna elettorale a rispondere a domande su D’Alema (…) non eravamo considerati abbastanza alternativi (…) il sospetto era che quelli che ci avevano messo tanto a uscire dal Pd fossero già pronti a rientrarci». Per mesi abbiamo ripetuto inascoltati che per fare una sinistra nuova e radicale bisognava darsi 1) un profilo di netta rottura col Pd e quindi l’impegno a nessuna alleanza; 2) un programma radicale di alternativa alle politiche del centrosinistra degli ultimi 25 anni a partire dal no a legge Fornero, tav ecc.; e 3) liste senza D’Alema, Bersani e gli altri esponenti dei governi di centrosinistra. Abbiamo ripetuto che non era credibile contrapporre il “centrosinistra autentico” (quello del governo Monti, della legge Fornero o della guerra in Jugoslavia) al Pd renziano. Continua a leggere

“La sinistra scenda dal Palazzo per tornare tra la gente!”

di VALENTINA PENNACCHINI

Il 4 marzo ha decretato la fine di un progetto politico morto da tempo e mai sepolto. Non ha perso Renzi, ha perso una narrazione di cui il giovane-vecchio di Rignano è solo l’ultimo tassello. Ad essersi macchiati indelebilmente la “fedina penale” sono stati in molti: quelli che dopo aver subito il sonno della ragione – sempre che la ragione sia stata una loro prerogativa – si son svegliati tardi, quando il punto di non ritorno era stato ampiamente superato, e quelli che hanno svenduto una linea politica alternativa in vista di una poltrona che a posteriori non è arrivata. Continua a leggere

Finalmente sconfitto il Pd (quello di Renzi e quello… di prima)

Il voto del 4 marzo ha dato una mazzata decisiva al Pd in tutte le sue versioni: quella attuale (Renzi e la sua insopportabile claque, arrogante e presuntuosa); quella “futuribile” (Gentiloni, Minniti, Calenda), trascinata nel burrone dalle nefandezze del “giglio magico” da cui avrebbe voluto smarcarsi; e quella vecchia (Bersani e D’Alema), che ha pagato l’impotenza e le scellerate politiche neoliberistiche del “centrosinistra” prerenziano. Non è apparso credibile, infatti, il pallido tentativo dei “rottamati” di recuperare fuori tempo massimo generiche posizioni di “sinistra”, per poi magari riappropriarsi della “ditta” e riprendere come niente fosse le formidabili “riforme” uliviste che, ben prima dell’opera devastatrice del bullo di Firenze, avevano pesantemente intaccato lo stato sociale e i diritti dei lavoratori. Continua a leggere

Il bilancio di MRS: con Potere al Popolo una campagna entusiasmante

Nella campagna elettorale «più brutta di sempre» – come in molti l’hanno definita – noi di MRS abbiamo vissuto l’esperienza elettorale più bella di sempre, grazie a POTERE AL POPOLO. Ripartire dal basso, dalle lotte sociali e ambientaliste, dalle pratiche concrete di mutualismo e solidarietà, dalla radicalità dell’impegno sul territorio, ci ha permesso di rivitalizzare quei valori e ideali per i quali siamo nati 11 anni fa. Continua a leggere

Quel fantasma che ancora spaventa il capitale…

Care e cari,

uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo. Non era che l’inizio, l’inizio del Manifesto del Partito comunista pubblicato esattamente il 21 febbraio di 170 anni fa. Oggi sentiamo il peso della nostra debolezza, della nostra inadeguatezza e capita spesso di sentirsi l’ombra di quello spettro, nani piccoli piccoli sulle spalle di giganti. Eppure quello spettro non ha smesso di far paura al capitale, alla violenta restaurazione neoliberista in atto.

Forse perché, come Marx aveva già spiegato in un altro celebre scritto, “il comunismo non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente”.

Ecco, Potere al Popolo in fondo è questo: un piccolo passo collettivo in movimento reale, che sta unendo lotte, mutualismo, sindacalismo conflittuale, partiti; che sta unendo molecolarmente tante resistenze finora disgregate in un progetto che vuole abolire lo stato di cose presente.

Proletari di tutto il mondo unitevi!, diceva in conclusione il manifesto. Oggi che il capitale sfrutta l’intera vita e mette in campo una potentissima capacità di disgregazione quell’appello è sempre più urgente. E non smette di animare la nostra sfida.

Buona lettura e soprattutto buon voto a tutte e a tutti!

Eleonora Forenza

Le classi… classiste della Buona Scuola (ovvero gli incredibili spot contenuti nei RAV voluti dal Ministero)

di VALENTINA PENNACCHINI

La Buona scuola è quella senza stranieri, senza disabili e senza poveri: parola di RAV. A scriverlo a chiare lettere, nel “Rapporto di Autovalutazione”, sono alcuni tra i licei di “eccellenza” del nostro Paese. Tutto pubblicato sul portale “Scuola in chiaro”, perché deve esser chiaro che la scuola è tornata classista come 50 anni fa (forse lo è sempre stata) ed anche un po’ razzista ma è cosa buona e giusta che le famiglie ne siano adeguatamente informate al momento delle iscrizioni. Continua a leggere