di GIANCARLO IACCHINI –
Il grande filosofo Immanuel Kant fondava la sua morale illuministica su un “imperativo categorico” che, sia pure formulato in modi diversi, diceva in sostanza questo: agisci sempre come se tutti gli altri potessero e dovessero fare la tua stessa azione, quasi a fondare col nostro comportamento una “legislazione umana universale”. Una gran bella responsabilità, non c’è che dire! Gandhi invece, nel suo “messaggio del talismano”, era più… selettivo ma non meno esigente: agisci sempre nell’interesse dell’uomo più povero e più debole che esista sulla terra! Un ammonimento altrettanto “pesante”, che Nanni Salio ama molto citare nei suoi discorsi sulla pace e la nonviolenza. Questioni che insieme a quelle dell’ambiente e dei diritti sono i temi forti del Centro Studi “Sereno Regis”, fondato oltre 30 anni fa (nell’82) a Torino proprio da Giovanni Salio – per tutti Nanni – (oggi 70enne) insieme a Piercarlo Racca, Franco Sgroi e a quel Domenico Sereno Regis che morì appena 3 anni dopo la nascita del Centro, ora intitolato alla sua memoria. Continua a leggere


