La lezione dei DSA

I DSA di Sanders e Mamdani sono un movimento socialista democratico, non un partito ma un movimento aperto e plurale che mette assieme tutte le anime del socialismo democratico degli Stati Uniti: socialdemocratici, socialisti democratici di sinistra, comunisti trotskisti, socialisti libertari e anarchici. Correnti diverse della sinistra ma che si sono unite sulla base di un chiaro programma anticapitalista e socialista radicale.
Probabilmente non conoscono Riccardo Lombardi, leader della sinistra del PSI, ma nei fatti portano avanti le sue idee sul riformismo rivoluzionario. Un socialismo radicale e anticapitalista ma al tempo stesso democratico e libertario, un socialismo che utilizza le istituzioni democratiche per superare il capitalismo e lo Stato. Partendo sempre da rivendicazioni concrete della classe lavoratrice (salario minimo, sanità pubblica e universale, trasporto pubblico gratuito, asili nido gratis, ecc.). Senza mai dimenticare la prospettiva anticapitalista e rivoluzionaria. Perché per i DSA non c’è contraddizione fra la lotta per le riforme e la rivoluzione socialista, da attuare sempre in forme democratiche.
I DSA sono una sorta di via di mezzo fra il socialismo democratico e l’anarchismo, una sintesi fra i migliori ideali della sinistra socialista. Come gli anarchici aspirano a un socialismo libertario e autogestionario, radicalmente diverso sia dal capitalismo sia dal “socialismo” di Stato dei comunisti autoritari. Ma a differenza degli anarchici tradizionali partecipano alle elezioni e vogliono arrivare al socialismo libertario con mezzi pacifici e costituzionali.
La sinistra europea e italiana dovrebbe prendere esempio dai DSA, sia per la loro concretezza sia per la loro radicalità anticapitalista. Sono la dimostrazione che il socialismo democratico e libertario è la ricetta vincente per un socialismo del ventunesimo secolo. Stanno dimostrando che il socialismo non è un’utopia ma qualcosa di concreto, che parte dai bisogni dei lavoratori e delle persone comuni. Per questo la gente li vota.
In Italia invece non esiste un movimento socialista democratico di massa, ma solo una sinistra moderata asservita al capitalismo (PD e affini) e un’estrema sinistra settaria e vetero-comunista rimasta al secolo scorso e fondamentalmente antidemocratica. La sinistra italiana avrebbe molto da imparare dai socialisti statunitensi e dal loro successo. #makesocialismcoolagain #democraticsocialistofamerica

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