Fra le tante proposte radicali e socialiste dei DSA di Sanders e Mamdani c’è la socializzazione graduale dei grandi mezzi di produzione, tramite il trasferimento di fondi e azioni dai capitalisti ai lavoratori. Si tratterebbe di una socializzazione democratica dell’economia, attuata dal basso. Un’alternativa valida sia allo Stato sia al mercato, sia allo statalismo comunista sia al liberismo capitalista.
Perché socialismo significa anche portare la democrazia nei luoghi di lavoro, promuovere l’autogestione e l’autogoverno in tutti i settori. Il socialismo democratico e libertario è una sana via di mezzo fra il capitalismo e il comunismo. La proposta dei socialisti democratici statunitensi riprende il riformismo rivoluzionario di Riccardo Lombardi, una corrente del socialismo democratico di sinistra che propone una transizione democratica dal capitalismo al socialismo, tramite riforme di struttura da attuare all’interno delle istituzioni democratiche, riforme radicali e socialiste per trasferire tutto il potere politico dallo Stato alla società civile e ai lavoratori e tutto il potere economico dagli oligarchi ai lavoratori e ai loro sindacati.
Non si tratta quindi di abbellire il capitalismo come vorrebbero i riformisti socialdemocratici, ma di superarlo. Ma non si tratta nemmeno di distruggere il capitalismo con mezzi violenti e dittatoriali, come vorrebbero i comunisti. Si tratta di utilizzare la democrazia costituzionale per superare il capitalismo e lo Stato borghese.
Socialismo significa socializzare sia la ricchezza sia il potere. Utopia? No, politiche di questo tipo furono applicate in parte dalla sociademocrazia svedese di Olof Palme, la più radicale fra le socialdemocrazie europee. Palme promosse assieme al principale sindacato socialista svedese un piano per trasferire gradualmente le azioni dalle mani dei capitalisti a quelle dei lavoratori. Il suo assassinio mise fine al più radicale esperimento di socialismo democratico della storia. Ma oggi queste idee stanno tornando di moda, specialmente negli Stati Uniti, dove i socialisti democratici passano di vittoria in vittoria e forse presto riusciranno a mandare a casa Trump.
Possiamo farlo anche in Italia, anche se purtroppo da noi la “sinistra” ha persino paura di parlare di patrimoniale sui super ricchi. Figuriamoci di socializzazione dei mezzi di produzione e di autogestione.