di MASSIMO AMADORI –
Io rifuggo la tifoseria politica, anche nei confronti dei leader della sinistra. Su Sanchez ho una posizione articolata, che rifiuta tanto la demonizzazione quanto l’esaltazione acritica. Il leader socialista spagnolo ha dei meriti indiscutibili: è l’unico statista europeo che ha avuto il coraggio di dire no a Trump e Netanyahu e di condannare apertamente il genocidio di Gaza e la guerra contro l’Iran. Questo va riconosciuto e dimostra che quello di Sanchez è l’unico governo realmente di sinistra che abbiamo in Europa. Per questo l’estrema destra lo attacca in continuazione; per questo Trump e il fascismo internazionale fanno di tutto per metterlo in difficoltà. Sul piano sociale ha rifiutato il neoliberismo, approvando un salario minimo e tassando i super ricchi. L’economia spagnola cresce molto più di quella italiana. Anche le migrazioni sono state gestite meglio rispetto all’Italia della Meloni e la regolarizzazione di mezzo milione di migranti ha portato grandi benefici.
Ma non è tutto oro ciò che luccica. Nei confronti dei migranti irregolari Pedro Sanchez ha attuato politiche che non si distinguono da quelle della destra: “remigrazione” di migliaia di persone, respingimenti al confine, accordi con il Marocco e violenza poliziesca. Queste cose non sono accettabili per un vero socialista; non è accettabile la violenza di Stato contro migranti e persone razzializzate, anche quando a farlo è un governo di sinistra. Certamente non è accettabile per noi socialisti libertari, che lottiamo per un mondo senza confini, senza razzismo e senza violenza statale.
Sanchez rappresenta la migliore socialdemocrazia europea, decisamente il “meno peggio” rispetto ai fascisti ed anche al “centrosinistra” italiano. Un gigante rispetto a Giorgia Meloni e a Trump. Ma rimane sempre un riformista, che si limita a gestire il sistema capitalistico e lo Stato borghese, non per superarli ma con l’illusione di riformare il capitalismo e lo Stato centralizzato. Per noi socialisti libertari questo è il limite di Sanchez e in generale della socialdemocrazia europea, da non confondere con il socialismo democratico di Sanders e Mamdani negli USA.
I DSA infatti hanno nel loro statuto il superamento del capitalismo, l’autogestione e l’autogoverno. Socialismo significa redistribuire sia la ricchezza sia il potere, democratizzare l’economia e restituire alla società i poteri dello Stato. Fra Sanchez e Sanders esiste un abisso, anche se entrambi si definiscono socialisti. È la differenza che esiste fra la socialdemocrazia e il socialismo democratico e libertario.