di MASSIMO AMADORI –
A Goebbels viene attribuita la seguente frase, che probabilmente non pronunciò mai: "Una menzogna ripetuta cento volte diventa una verità". I nipotini di Goebbels oggi stanno mettendo in pratica questo principio della propaganda nazista. Durante un genocidio un gruppo di uomini e donne provenienti da tutto il mondo, di tutte le fedi e di idee politiche diverse decide di partire per portare un messaggio di pace e speranza al mondo intero. Decidono di farlo a rischio della loro stessa vita, consapevoli che lo Stato genocida di Israele potrebbe farli fuori. Il loro fine è aprire un varco per gli aiuti umanitari, per rompere l’assedio illegale contro la popolazione di Gaza. In pratica un gruppo di civili disarmati sta facendo ciò che gli Stati e i governi di tutto il mondo avrebbero dovuto fare. Senza violare nessuna legge e in maniera pacifica. I fatti sono questi. Per il governo Meloni invece la situazione è ribaltata: chi porta aiuti umanitari ai bambini che muoiono di fame e porta solidarietà a una popolazione vittima di un genocidio è un criminale e un guerrafondaio, mentre chi sta massacrando un intero popolo diventa la vittima. Una missione di civili disarmati e non violenti diventa un pericolo per la pace, mentre chi vende armi a uno Stato genocida diventa un pacifista. Nemmeno Goebbels era arrivato a una deformazione della realtà paragonabile a quella portata avanti dalla Meloni, da Salvini, da Tajani e da tutti i giornali della destra italiana. Goebbels in confronto a costoro era un principiante. Il governo italiano non è "solo" complice del genocidio di Gaza, è uno degli attori che lo sta compiendo, assieme a Trump e a Netanyahu. In futuro gli attivisti della Flotilla saranno ricordati come giusti fra le nazioni, mentre la Meloni, Salvini, Trump e Netanyahu saranno ricordati come i carnefici, al pari di Hitler, Himmler e Goebbels. Quanto meno, la missione della Flotilla ha avuto il merito di mostrare la mostruosa complicità di tutti i governi e gli Stati del mondo con il genocidio in corso. Solo per questo ha già fatto la storia. #STOPtheGENOCIDE #globalsumudflotilla
Politica
Pace in Palestina, ma senza i palestinesi
di MASSIMO AMADORI –
Da pacifista radicale penso che una pace ingiusta sia comunque preferibile a una guerra o a un genocidio. Questo vale sia per l’Ucraina sia per la Palestina. Ma al tempo stesso penso che sia impossibile arrivare a una pace giusta e duratura senza interpellare anche i palestinesi e gli ucraini. Il piano di Trump e Netanyahu non è un piano di pace, perché non prevede l’ autodeterminazione del popolo palestinese e anzi comporta una gestione coloniale del territorio palestinese di Gaza. Non è questione della cacciata di Hamas, perché nemmeno l’ANP sarebbe ammessa a partecipare alla gestione di Gaza. I palestinesi non sono nemmeno stati presi in considerazione e la Palestina sarebbe affidata a un governo colonialista occidentale, come prima del 1948.
Poco importa se a essere il dittatore di Gaza sarà Trump o il criminale di guerra Tony Blair. In entrambi i casi i palestinesi non saranno liberi e l’unico che ci guadagnerà sarà Netanyahu. Meglio della prosecuzione del genocidio? Certamente, però non è possibile sostenere che sia una pace giusta e duratura. Perché la gestione coloniale di Gaza porterebbe inevitabilmente ad altre guerre e non proteggerebbe i palestinesi dal genocidio, che verrebbe semplicemente procrastinato.
Il fatto che l’intera classe dirigente occidentale stia plaudendo al "piano di pace" di Trump e Netanyahu dimostra che l’ Occidente, gli Stati Uniti e l’Europa sono ancora imperialisti e colonialisti come nel secolo scorso. Sono ancora gli stessi farabutti che nella conferenza di Berlino si spartirono l’Africa. Gli stessi razzisti e suprematisti bianchi che pensano di avere il "diritto" di dominare i popoli considerati "inferiori".
Come spiega Hannah Arendt nel suo capolavoro "Le origini del totalitarismo" è proprio questa ideologia suprematista e colonialista dell’ Occidente ad aver generato il nazismo. Non riguarda solo i fascisti e i "sovranisti", perché anche gli atlantisti, gli "europeisti" e i "liberali" occidentali sposano in pieno questa ideologia. Per questo Blair, Renzi, Calenda, la Von Der Leyen e tutti i centristi europei si trovano dalla stessa parte della barricata con Trump e l’estrema destra, assieme a Salvini e alla Meloni.
Non ci potrà essere pace in Palestina fino a quando non sarà riconosciuto il sacrosanto diritto del popolo palestinese all’ autodeterminazione, fino a quando cioè Israele non rispetterà le risoluzioni dell’ONU ponendo fine all’occupazione illegale della Palestina.
#STOPtheGENOCIDE #FreePalestine
Nella musica la politica non deve contare… ma le competenze sì!
di MASSIMO AMADORI –
La musica non ha colore politico. Ci sono ottimi direttori d’orchestra di destra, di centro e di sinistra. Per quel che mi riguarda un direttore può anche essere di Forza Nuova, basta che abbia le competenze necessarie. Io non conosco il Maestro Venezi. Sono sicuro che sia una brava musicista e una professionista. Ma la sua è stata una nomina politica, non di merito. Non la conosco e quindi non esprimo un giudizio musicale su di lei ma se la stragrande maggioranza dei professori d’orchestra della Fenice ed anche degli altri teatri prestigiosi dice che non ha le competenze necessarie per dirigere un’orchestra di quel livello, io mi fido e sostengo la loro lotta.
La musica è una cosa seria ed è intollerabile che sia il governo a decidere le nomine dei direttori dei teatri più prestigiosi del mondo. Devono essere i musicisti a farlo, in maniera democratica e trasparente. Non è tollerabile che i politici piazzino i loro amici e parenti anche nei teatri lirici. È una mancanza di rispetto nei confronti dei musicisti e anche degli amanti della musica classica.
Auguro al Maestro Venezi una brillante carriera, ma deve fare la gavetta come tutti. Ci sono musicisti bravi quanto lei o anche molto più bravi che fanno la fame perché non hanno amicizie politiche. Non è giusto. Leggo commenti di persone che non sono mai entrate in un teatro lirico che attaccano i musicisti della Fenice. Davvero pensate di avere maggiori competenze musicali dei professori d’orchestra di uno dei più prestigiosi teatri italiani? Nel caso diplomatevi al conservatorio e fate il concorso per entrare alla Fenice. Se non sapete nulla di lirica e di musica classica il vostro parere vale meno di zero.
Stavolta il giochetto di criminalizzare chi manifesta è un po’ difficile…
di MASSIMO AMADORI –
Questa volta non ce la farete a criminalizzare i manifestanti, perché non siamo più 4 gatti. I media e i politici del governo raccontano balle, ma chi ha partecipato ieri alle manifestazioni per Gaza sa benissimo che sono state manifestazioni pacifiche. I complici del genocidio raccontano balle, perché sanno di avere torto e sanno che la maggioranza degli italiani sta con i bambini di Gaza. Le piazze di ieri parlano chiaro: il popolo italiano solidarizza con le vittime, mentre il governo Meloni appoggia Netanyahu. I media parlano solo degli scontri a Milano e non dicono nulla delle centinaia di migliaia di persone che sono scese in piazza pacificamente in tutta Italia. I benpensanti che si indignano più per 2 vetrine rotte che per un genocidio sono persone senza cuore e senza dignità. Il governo ha paura perché il massacro di Gaza ha risvegliato la coscienza di milioni di italiani. Siamo la maggioranza e siamo dalla parte giusta della storia. I violenti non sono coloro che ieri hanno manifestato, ma coloro che vendono armi a Israele. I violenti sono Giorgia Meloni e i suoi ministri, un branco di delinquenti assassini complici di un genocidio. Questi criminali invocano la galera per chi ieri ha manifestato bloccando treni e autostrade. Sappiano che la legge italiana prevede l’ ergastolo per i complici di un genocidio. Un giorno faremo i conti con questi assassini. Meloni, Salvini e compagnia meritano di essere processati dalla corte penale internazionale. La vostra repressione non fermerà la nostra rabbia sacrosanta. Alle vostre balle ormai non crede più nessuno, se non i cretini che vi votano. Una minoranza degli italiani. Fate bene ad avere paura, perché è solo l’inizio. Viva l’Italia solidale e antifascista! #STOPtheGENOCIDE #FreePalestine
La manifestazione più bella della mia vita (ed essere di sinistra non c’entra!)
di MASSIMO AMADORI –
Oggi in tutta Italia ci sono state manifestazioni contro il genocidio. A Bologna eravamo decine di migliaia. Ho 32 anni e scendo in piazza da quando ne ho 15. In vita mia ho partecipato a decine di scioperi e cortei, ma è la prima volta che vedo una piazza così piena. C’erano bambini, ragazzi delle superiori, studenti universitari, lavoratori e pensionati. Uomini e donne di tutte le età, italiani e immigrati.
È stata la manifestazione più bella della mia vita.
Chi ha aderito allo sciopero generale per Gaza ha fatto molto di più che scioperare: ha dimostrato che il popolo italiano sta dalla parte giusta della storia. Oggi i lavoratori italiani hanno scioperato per dire no al genocidio, contro un governo che invece continua a vendere armi a Israele e a fare affari con Netanyahu, un governo di delinquenti che malgrado l’evidenza e le risoluzioni dell’ONU continua a essere complice del governo israeliano.
Lo sciopero di oggi purtroppo non fermerà il genocidio, ma ha dimostrato che per fortuna gli italiani sono migliori della Meloni, di Salvini e di Tajani. Ovviamente non basta, dobbiamo continuare a mobilitarci fino a quando il governo Meloni non fermerà ogni collaborazione politica, economica e militare con il governo di Netanyahu. Dobbiamo bloccare il Paese, se necessario per settimane. Dobbiamo rendere la vita impossibile a questi assassini complici dello sterminio di donne e bambini. Ringrazio tutti i bolognesi che oggi hanno sciopero e sono scesi in piazza, perché mi hanno dato fiducia nel genere umano.
Non c’è bisogno di essere di sinistra per schierarsi contro un genocidio, basta essere umani.
Stop al genocidio! #STOPtheGENOCIDE #FreePalestine
Assurdo rispondere ai crimini di Israele con l’antisemitismo!
di MASSIMO AMADORI –
Ciò che sta succedendo a Gaza non può giustificare l’antisemitismo. Non sono "gli ebrei" i responsabili del genocidio ma il governo nazista di Netanyahu.
Tantissimi intellettuali ebrei denunciano il genocidio di Gaza da più di un anno, da molto prima che lo facesse l’ONU. Il popolo ebraico non ha alcuna colpa e non va identificato né con lo Stato di Israele né tantomeno con il governo nazista israeliano.
Gli ebrei sono le vittime dei peggiori massacri e genocidi della storia dell’umanità. Gli ebrei non sono solo Netanyahu e i suoi ministri, sono anche Primo Levi, Karl Marx, Rosa Luxemburg, Hannah Arendt, Albert Einstein, Eduard Bernstein e Sigmund Freud. Sono fra i migliori intellettuali, letterati, artisti, filosofi e scienziati della storia dell’ umanità. I più grandi marxisti rivoluzionari della storia erano ebrei. Lo stesso Gesù era un ebreo.
Ho cominciato a cancellare dalle amicizie sia gli antisemiti sia chi giustifica il genocidio di Gaza. Gli ebrei sono nostri fratelli, al pari dei palestinesi e dei mussulmani. Il nemico è il governo israeliano, i nemici sono Netanyahu e i suoi ministri nazisti. Ma anche Salvini, la Meloni, Trump e tutti i complici del genocidio. I nemici sono i nazifascisti, che siano tedeschi, italiani, russi, americani o israeliani.
L’ antisemitismo non va tollerato. Giù le mani dagli ebrei! #STOPtheGENOCIDE #stopantisemitism
Sciopero generale contro il genocidio del popolo palestinese!
di MASSIMO AMADORI –
La commissione internazionale d’inchiesta delle Nazioni Unite ha stabilito ufficialmente che il governo israeliano sta compiendo un genocidio a Gaza.
Non lo dicono i “pro Pal” o i terroristi di Hamas, ma l’ONU.
Ormai nessuno potrà negare l’ evidenza, nessuno potrà dire di non sapere.
In futuro sui libri di storia si dirà che l’ Occidente è stato complice del genocidio del popolo palestinese. Si dirà che gli Stati Uniti d’America hanno sostenuto attivamente il genocidio e che in Europa solo la Spagna ha fatto qualcosa di concreto. Si dirà che il governo Meloni è stato il più complice, perché ha venduto armi a Israele mentre realizzava il genocidio e perché in tutte le sedi ha difeso politicamente il governo israeliano e si è opposto a qualsiasi sanzione.
Probabilmente ci sarà una giornata dedicata a questo genocidio. Cosa si dirà dei popoli europei dipende da ciò che faremo. Dobbiamo bloccare tutto, scioperare e mettere i nostri governi davanti alle loro responsabilità. Dall’Italia non deve più partire nemmeno un proiettile destinato a Israele. Tutti gli insegnanti e gli educatori dovrebbero parlare in classe del genocidio. Non è vero che non possiamo fare nulla: possiamo fare molto. Parlandone, manifestando, aderendo agli scioperi e sostenendo la Flotilla. Il 22 settembre i sindacati di base hanno indetto uno sciopero generale contro il genocidio di Gaza. Dobbiamo aderire in massa! Dimostriamo al mondo che i popoli sono migliori dei loro governi! #STOPtheGENOCIDE
Dalla parte sbagliata della storia (di nuovo)!
di MASSIMO AMADORI –
Gaza sta bruciando. Non lo dicono i "pro Pal" ma i video che abbiamo a disposizione e lo stesso ministro della "difesa" israeliano.
Il governo di Netanyahu ammette apertamente il crimine di genocidio davanti al mondo intero, la "soluzione finale" della questione palestinese. Gaza sarà distrutta e occupata e i palestinesi per non essere tutti sterminati saranno costretti a scappare. Dove, non lo sa nessuno.
Così l’estrema destra sionista completerà la pulizia etnica del popolo palestinese. Non solo a Gaza ma anche in Cisgiordania. Purtroppo hanno ottenuto ciò che volevano: la Palestina non esiste più, perché l’ intero territorio palestinese è occupato.
Lo slogan "due popoli e due stati" purtroppo è solo ipocrisia davanti alla ferocia genocida di Netanyahu e dei suoi ministri nazisti.
Il governo israeliano può fare tutto questo solo grazie al sostegno degli USA e alla complicità dell’UE, che non sta facendo nulla di concreto. Il governo italiano è ancora più complice, perché continua a vendere armi a Israele e in tutte le sedi possibili difende i crimini di Netanyahu e si oppone a qualsiasi sanzione contro Israele. La Meloni, Salvini e Tajani hanno le mani sporche del sangue di migliaia di bambini. Accusano la sinistra di fomentare odio e nel frattempo sono complici di un genocidio. Piangono Kirk per fare propaganda ma se ne fregano dell’assassinio di decine di migliaia di palestinesi, tanto non sono bianchi. La storia non li assolverà. Il nostro Paese per colpa dei fascisti che ci governano potrebbe essere condannato dalla corte penale internazionale per complicità nel genocidio. Siamo dalla parte sbagliata della storia, oggi come durante la seconda guerra mondiale.
Sciopero generale contro il genocidio! Fermiamo questi nazisti! #STOPtheGENOCIDE #FreePalestine
Aberrante giustificare un barbaro omicidio, ma chi esalta l’odio, la violenza e le armi rischia di essere vittima del suo stesso sistema
di MASSIMO AMADORI –
La violenza va sempre condannata e davanti al vile omicidio di un giovane che aveva la mia età provo solo orrore.
Non mi importa che fosse di estrema destra e che avesse idee aberranti. Era un ragazzo di 31 anni e per quanto fosse uno stronzo non meritava quella fine.
Detto questo, il fatto di essere stato assassinato non lo rende un martire e tantomeno una brava persona. Il giovane conservatore non faceva che fomentare odio e violenza contro le persone trans, i gay, le donne, gli immigrati e le persone di colore. Giustificava il genocidio di Gaza ed era favorevole alla vendita indiscriminata delle armi da fuoco, le stesse armi che un fanatico ha usato per ucciderlo.
L’omicidio va condannato ma dobbiamo anche dire che il ragazzo è stato vittima delle sue stesse idee. Chi fomenta odio e violenza non potrà che raccogliere odio e violenza, chi è favorevole alle armi crea le condizioni che permettono a pazzi o fanatici estremisti di usarle, anche contro di lui. Sarebbe ipocrita non dirlo e fare di questo giovane un martire.
Non è una vittima "della sinistra" ma del sistema statunitense che lui tanto amava.
Il suo assassinio non fa che confermare che le armi non portano più sicurezza, ma solo più omicidi e più criminalità. Una società meno armata è una società più sicura.
Detto ciò, credo che giustificare il suo omicidio sia vergognoso. Se vogliamo sconfiggere questa destra dobbiamo dimostrare di essere migliori di loro. Se ci mettiamo al loro stesso livello abbiamo già perso.
Sul piano politico la morte del giovane sarà utilizzata da Trump come un pretesto per reprimere la sinistra. L’ omicidio politico non solo è moralmente ripugnante ma fortifica sempre le forze reazionarie e fasciste. Non è un metodo accettabile per i socialisti e non ha mai fatto parte della storia del movimento operaio organizzato. Fa parte della storia dei fascisti e dei mafiosi, non della nostra. Il mondo non è un luogo migliore dopo l’omicidio di Kirk; sarà un luogo migliore quando saranno abolite le armi e quando l’odio e la violenza spariranno.
Perché ciò che (giustamente) vale per la Russia non vale per Israele? Se i governi non vogliono fermare il massacro a Gaza, devono farlo i popoli!!!
di MASSIMO AMADORI –
Il governo terrorista e genocida di Israele è un cancro. Bisogna fare pressione affinché tutti i governi facciano sanzioni contro questi criminali di guerra e affinché la smettano di vendere armi a Israele.
Perché senza le armi di Stati Uniti, Italia e Germania, Netanyahu non potrebbe fare ciò che sta facendo. Soprattutto senza il tacito assenso e la complicità di quasi tutti gli Stati del mondo il genocidio a Gaza non sarebbe possibile.
Il governo israeliano può permettersi di violare continuamente il diritto internazionale perché sa che tutto gli è concesso. Ciò che vale per la Russia non vale per Israele, che sta commettendo crimini persino peggiori.
Questa impunità è complicità e in Europa solo le Spagna sta facendo qualcosa di concreto contro il genocidio. Visto che il governo italiano non fa nulla e anzi continua a vendere armi a Israele, dovremmo bloccare il Paese. I portuali di Genova hanno detto che se il governo israeliano farà del male ai compagni della Sumud Flotilla allora bloccheranno l’Italia. Probabilmente sono già stati attaccati da un drone israeliano, sarebbe quindi ora di passare dalle parole ai fatti.
Tutti i lavoratori dovrebbero seguire l’esempio dei portuali di Genova, perché solo noi possiamo fermare il genocidio. Possiamo e dobbiamo mandare a casa questo governo di assassini complici del genocidio di Gaza. Perché per colpa della Meloni, di Salvini e di Tajani in futuro l’Italia potrebbe essere condannata dalla corte penale internazionale per complicità in crimini contro l’umanità.
