Dai video possiamo vedere chiaramente che gli assassini dell’ICE, la polizia anti-immigrazione di Trump, dopo aver sparato in faccia a una giovane donna disarmata hanno impedito qualsiasi soccorso allontanando medici e infermieri. La donna purtroppo è morta ammazzata. Sarebbero questi gli esportatori di democrazia?
La polizia di Trump assomiglia sempre più alla Gestapo, alla GPU e alle SS. L’ICE non è nemmeno un corpo di polizia, ma un apparato paramilitare di fascisti fanatici pagati da Trump per massacrare le persone. Come le SS.
Gli USA non hanno mai brillato per democrazia e le violenze delle forze dell’ordine contro persone disarmate non sono certo una novità negli Stati Uniti. Ma Trump ha superato il limite, utilizzando gruppi paramilitari per mantenere il potere e massacrare i migranti e gli attivisti per i diritti umani. Come la donna a cui hanno sparato in faccia, una poetessa di 37 anni che non faceva male a nessuno ed era disarmata. La sua unica "colpa" era aver ripreso le violenze dell’ICE contro i migranti.
Quando lo Stato diventa apertamente un’associazione terroristica che usa gli stessi metodi omicidi dei mafiosi, la resistenza diventa un dovere, in nome dei diritti umani e della democrazia. Ormai gli USA sono in piena guerra civile contro gli immigrati, la comunità nera, i poveri, i socialisti e gli attivisti per i diritti umani, i quali hanno tutto il diritto di difendersi dagli apparati omicidi di Trump e dello Stato. Quando un sistema si fonda sulla violenza va distrutto.
L’aggressione imperialista di Trump non assolve l’anticomunista Maduro!
di MASSIMO AMADORI –
Trump è un criminale e l’aggressione imperialista degli USA al Venezuela va condannata senza se e senza ma. Ma a sinistra dovremmo evitare di fare i tifosi raccontando delle balle, tipo che tutti gli oppositori del regime di Maduro sono ricchi borghesi espressione dell’oligarchia capitalista.
In Venezuela la gente muore di fame e sono fuggiti milioni di persone, anche tanti poveri e proletari. Maduro non è Allende e non è nemmeno Chavez. Maduro è un dittatore espressione della borghesia bolivariana, una classe di capitalisti venezuelani che si arricchisce grazie al petrolio mentre il popolo muore di fame.
Certo meglio la "boli-borghesia" delle multinazionali USA e meglio Maduro di Trump e della fascista Machado. Ma non venitemi a raccontare che in Venezuela ci sia il socialismo, quando la gente muore di fame e la società è divisa in classi.
Non entro nel merito dei brogli elettorali, ma certamente Maduro ha perseguitato e messo in galera l’ opposizione di sinistra venezuelana: socialisti, comunisti, sindacalisti e anarchici. Non solo i trotskisti, gli anarchici e i socialisti libertari, ma persino i marxisti-leninisti del PC del Venezuela sono stati perseguitati. Gli stessi socialisti e comunisti che appoggiarono Chavez e la rivoluzione bolivariana con Maduro sono passati all’ opposizione, subendo il carcere e le torture del regime.
Forse la sinistra italiana dovrebbe leggere ciò che scrivono i socialisti e i comunisti venezuelani prima di difendere Maduro a spada tratta. Non dico queste cose per difendere Trump, la cui aggressione è contraria ai principi del diritto internazionale. Spetta al popolo venezuelano rovesciare Maduro e conquistare la democrazia, che non può essere esportata a suon di bombe da una potenza straniera. Anche perché sul fatto che gli USA siano un Paese democratico ho molti dubbi e certamente Trump non lo è, e ha ammesso apertamente di voler rubare il petrolio del Venezuela.
Né con Trump né con Maduro!
Contro l’imperialismo (senza se e senza ma)
Ogni volta che una potenza imperialista invade o attacca un Paese sovrano trova sempre dei pretesti per giustificare l’aggressione.
Nel 2003 la scusa utilizzata dagli USA per bombardare l’Iraq fu il possesso di "armi di distruzione di massa" da parte del regime di Saddam, che in realtà non esistevano. Nel 2022 Putin invase l’Ucraina con la scusa del Donbass, utilizzando come pretesto la "denazificazione" dell’Ucraina stessa. E pochi giorni fa Trump ha aggredito il Venezuela con la scusa del narcotraffico.
Si tratta sempre di pretesti propagandistici, di vere e proprie menzogne per giustificare la guerra. Perché quando l’imperialismo russo o l’ imperialismo USA scatenano una guerra aggredendo un altro Paese non lo fanno mai per la "democrazia", per "denazificare" o per motivi umanitari ma lo fanno sempre per depredare le risorse del Paese aggredito o invaso (vedi il petrolio in Venezuela per Trump) o per affermare il loro predominio politico (vedi Putin in Donbass).
E dire questo non significa sostenere Saddam, Zelensky o Maduro, ma semplicemente dire la verità. Non abbiamo nessuna simpatia né per Maduro né per i nazionalisti ucraini, ma stiamo dalla parte dell’ Ucraina e del Venezuela aggrediti dall’imperialismo. Putin e Trump si comportano come dei bulli, dei terroristi e dei mafiosi, calpestando il diritto internazionale.
Se la politica ridotta a tifo da stadio delle opposte tifoserie…
di MASSIMO AMADORI –
Sono contrario all’aggressione imperialista di Trump al Venezuela, ma non per questo sostengo Maduro.
Sono contrario all’aggressione imperialista di Putin all’Ucraina, ma non per questo sostengo Zelensky e l’invio di armi in Ucraina.
Provo orrore davanti al genocidio di Gaza, ma non per questo sostengo Hamas e la dittatura teocratica iraniana.
Il mondo è complesso e ragionare per slogan propagandistici del tipo: "Se non appoggi la NATO stai con Putin", "Se non stai con Putin sei un servo della NATO" ecc. è solo una banalizzazione da tifoseria calcistica.
In un mondo governato da banditi, da assassini, da guerrafondai, da invasati e da mafiosi possiamo anche scegliere di non sostenere nessun governo, nessuna dittatura e nessun imperialismo; possiamo scegliere di stare dalla parte degli oppressi e delle vittime in tutti gli angoli del globo, contro tutti gli oppressori e i carnefici.
La politica non dovrebbe essere tifo da stadio, ma difesa dei diritti umani, della giustizia sociale, della pace e della democrazia. Mettendo sempre al centro la persona e i suoi diritti. Purtroppo però la maggioranza delle persone ragiona per ideologia e cade vittima delle opposte propagande di guerra, che inevitabilmente disumanizzano il "nemico" e dividono il mondo in buoni contro cattivi, negandone la complessità e dimenticandosi sempre delle vittime e degli oppressi.
Il ritorno degli imperialismi e la fine del diritto internazionale
Il mondo è governato da mafiosi e da criminali imperialisti. Il diritto internazionale non conta più nulla, ma solo la logica del più forte. Le grandi potenze coloniali e imperialiste si spartiscono il mondo come se fosse roba loro, senza fermarsi davanti a guerre e massacri. È la violenza che domina le relazioni internazionali, non il diritto.
Le potenze imperialiste sono tre: gli Stati Uniti, la Russia e la Cina. Gli USA vedono l’America Latina come il loro cortile di casa (vedi Venezuela), la Russia segue la stessa logica nell’Europa dell’est (vedi Ucraina) e la Cina in Asia (vedi Taiwan). Siamo tornati all’età degli imperi e dell’imperialismo.
In tutto ciò l’Europa rischia di diventare il terreno di scontro fra le grandi potenze imperialiste. È chiaro che noi europei non possiamo pensare di competere militarmente con la Russia, la Cina e gli Stati Uniti. Mai come oggi l’Europa dovrebbe diventare un blocco indipendente da tutte le potenze imperialiste e seguire una strada diversa. Lo dicevano già i socialisti autonomisti come Riccardo Lombardi durante la guerra fredda, cercando una via diversa sia dagli USA sia dall’URSS. Oggi una politica autonomista dell’Europa sarebbe ancora più urgente, se non vogliamo diventare carne da cannone nella guerra mondiale che le grandi potenze stanno preparando.
Purtroppo però l’Unione Europea è asservita agli USA e non pensa ad altro che al riarmo. Invece dovremmo essere autonomi sia dagli USA sia dalla Russia e dalla Cina e non competere con il riarmo ma creando un welfare migliore e difendendo i diritti umani, la democrazia e il diritto internazionale. Ma per fare questo ci vorrebbe un’Europa socialista e federalista, l’Europa sognata da Altiero Spinelli nel Manifesto di Ventotene.
Socialismo o barbarie!
Dalla padella alla brace
di MASSIMO AMADORI –
Maduro era un dittatore. Conosco tanti venezuelani che mi hanno raccontato che mentre il popolo moriva di fame Maduro e la sua cricca di burocrati (la boliborghesia) si arricchivano grazie alla vendita del petrolio. Maduro non è Allende e in Venezuela non c’è mai stato il socialismo. Detto ciò con l’intervento militare statunitense i venezuelani passeranno dalla padella alla brace. Continueranno a morire di fame, solo che adesso i profitti del petrolio non andranno più a Maduro e alla borghesia bolivariana ma ai capitalisti USA e a Trump.
Non ci sarà alcuna democrazia, semplicemente la dittatura burocratica di Maduro sarà sostituita da una dittatura di destra neoliberista asservita agli USA. Il popolo continuerà a morire di fame e semplicemente cambieranno i padroni. Anzi, sarà pure peggio perché il Venezuela finirà asservito a una potenza coloniale e imperialista come gli Stati Uniti.
Spettava al popolo venezuelano rovesciare Maduro, per realizzare una democrazia socialista basata sull’autogoverno dei lavoratori. Non spettava certo a Trump.
Nessuna potenza straniera ha il diritto di rovesciare il governo di un Paese sovrano, fosse anche la peggiore dittatura. Fra l’altro Trump ha ammesso apertamente che non è intervenuto perché ha a cuore la democrazia e il benessere del popolo venezuelano, ma perché vuole il petrolio. Non intende nemmeno concedere libere elezioni, perché vuole fare del Venezuela un protettorato statunitense.
Il popolo venezuelano si merita di meglio. Capisco i venezuelani che esultano per la caduta di un dittatore, ma passeranno dalla padella alla brace. Putin e Trump si comportano come dei veri e propri mafiosi, come tutti gli imperialisti. Auguro al popolo venezuelano un futuro di pace, democrazia e socialismo, senza Maduro e senza Trump.
Giù le mani dal Venezuela!
Maduro è un dittatore e in Venezuela non c’è il socialismo, ma l’aggressione imperialista degli Stati Uniti al popolo venezuelano va condannata senza se e senza ma, a prescindere dai crimini di Maduro.
La democrazia non si può esportare con le bombe e il fine del bandito Donald Trump non è liberare il popolo venezuelano dalla dittatura e dal narcotraffico ma rubare il petrolio e le risorse naturali del Venezuela, imponendo una dittatura di destra alleata degli USA.
Ormai il mondo è governato ovunque da criminali fascisti e fare il tifo da stadio per un bandito imperialista contro un altro bandito imperialista è stupido e certamente non utile alla causa del socialismo e della democrazia.
Trump e Putin pari sono. Russia e Stati Uniti sono entrambe potenze imperialiste e come tali conoscono solo il linguaggio della guerra.
È la legge del più forte che domina il mondo capitalistico, non il diritto internazionale. Tutte le potenze capitalistiche fanno i loro interessi e sono disposte a qualsiasi violenza e massacro pur di fare profitto. La guerra fa parte del DNA del capitalismo e purtroppo è probabile che arriverà anche da noi in Europa.
Mai come oggi il mondo avrebbe bisogno di un movimento di massa pacifista e internazionalista, per fermare le guerre del capitale. Stare dalla parte dei popoli aggrediti dall’imperialismo è un dovere di tutti i socialisti rivoluzionari, dall’Ucraina al Venezuela. Trump e Putin sono due banditi.
Giù le mani dal Venezuela bastardi imperialisti!
I nemici dei nostri nemici non sono nostri amici!
di MASSIMO AMADORI –
Senza se e senza ma dalla parte dei lavoratori iraniani che scioperano e scendono in piazza contro il regime reazionario degli Ayatollah.
Dovrei difendere un regime che spara sui lavoratori e massacra le donne solo perché è nemico di Israele? No grazie, il nemico del mio nemico non è un mio amico.
Da socialista libertario mi schiero sempre dalla parte degli oppressi e contro gli oppressori, dalla parte delle vittime e contro i carnefici. Per me non esistono dittature buone, imperialismi buoni e governi buoni. Chi divide il mondo in buoni e cattivi finisce sempre per appoggiare un regime oppressivo contro un altro o un imperialismo contro un altro.
Il mondo non è diviso buoni e cattivi ma in classi sociali e essere marxisti libertari significa stare dalla parte dei lavoratori: a Teheran, a Gaza, a Mosca, a Washington, a Tel Aviv e in tutto il resto del mondo. Dalla parte di tutti i popoli oppressi, quindi dei palestinesi di Gaza massacrati dal governo israeliano e dalla parte del popolo iraniano vittima del regime degli Ayatollah.
Stalinisti e rosso-bruni che vedono la CIA e il Mossad nella rivolta della classe lavoratrice iraniana sono solo dei reazionari nemici dei socialismo e della democrazia e finiranno nella pattumiera della storia.
Solidarietà alla classe operaia di Teheran!
Hamas, basta la parola! (E passano dalla parte del torto i palestinesi e chi li aiuta!)
di MASSIMO AMADORI –
Di Hamas penso tutto il male possibile. Il 7 ottobre fu un massacro ingiustificabile e non un’ azione di resistenza, inoltre sappiamo che lo Stato di Israele ha finanziato Hamas per colpire la resistenza palestinese. Un fatto ammesso dallo stesso Netanyahu. Ma processare i leader della comunità palestinese italiana perché hanno mandato soldi a Gaza è una porcata, una montatura giudiziaria.
Sappiamo tutti che purtroppo Hamas controlla la striscia di Gaza e le sue strutture sanitarie, scolastiche ecc. Quindi è naturale che una parte del denaro destinato alla beneficenza per la Palestina arrivi ad Hamas. La magistratura italiana ha scoperto l’acqua calda.
Inoltre l’impianto accusatorio si basa su prove fornite dallo Stato di Israele, che come è noto considera collusi con Hamas persino i pacifisti israeliani e gli operatori dell’ONU. Possiamo basare un processo per terrorismo sulle prove di uno Stato attualmente sotto processo per crimini contro l’umanità? E poi tutti garantisti con i politici sotto processo e tutti forcaioli con i palestinesi?
La stessa sinistra riformista si è affrettata a prendere le distanze dai detenuti palestinesi accusati di "terrorismo", dimenticando il garantismo. Fratoianni e Bonelli si confermano dei traditori che hanno sostenuto la causa palestinese solo per avere consenso, come del resto il PD. Questa "sinistra" opportunista ha voltato le spalle al popolo palestinese alla prima difficoltà, schierandosi dalla parte dello Stato borghese mentre attacca il movimento di solidarietà contro il genocidio di Gaza. La sinistra riformista non si smentisce mai. Eppure in passato persino Andreotti e Craxi riconoscevano la legittimità della lotta armata a un popolo sotto occupazione come quello palestinese. Andreotti e Craxi, che non erano certo dei sovversivi comunisti o degli estremisti di sinistra. Evidentemente però erano più di sinistra di Fratoianni e Bonelli e dell’intero PD.
Sul terrorismo due pesi e due misure…
di MASSIMO AMADORI –
Se definiamo terroristi i palestinesi che sostengono e finanziano Hamas (fra l’altro pare con prove fornite dallo Stato di Israele, che considera sostenitori di Hamas persino i pacifisti israeliani) dobbiamo definire terroristi anche coloro che sostengono il governo israeliano e che vendono e comprano armi da Netanyahu.
Perché fino a prova contraria per il diritto internazionale Hamas e Netanyahu sono entrambi dei terroristi, ricercati dalla corte penale internazionale.
Se la procura italiana decide di arrestare presunti sostenitori di Hamas dovrebbe anche arrestare i ministri del governo italiano per il loro sostegno reale a Netanyahu e la loro complicità con il genocidio di Gaza.
Ovviamente so benissimo che ciò non avverrà, che la legge non è uguale per tutti e che i "giudici rossi" sono un’ invenzione della destra. Vorrei però dare un suggerimento alla procura: se volete arrestare i finanziatori di Hamas indagate in Israele, dato che nel 2019 Netanyahu ammise apertamente di aver sostenuto e finanziato i terroristi di Hamas tramite il Qatar, per colpire la resistenza palestinese.
La verità è che lo Stato italiano prende ordini dal governo israeliano e che numerose nazioni occidentali, dall’Inghilterra all’Italia, vogliono criminalizzare il movimento di solidarietà con la Palestina accusando di "terrorismo" tutti coloro che denunciano il genocidio di Gaza.
Terrorista è chi ha massacrato decine di migliaia di civili inermi e di bambini, terrorista è chi affama un intero popolo!
#STOPtheGENOCIDE #freepalestine

