Sinistra unita: se non ora quando?

L’enormità della sconfitta che abbiamo subito nelle ultime elezioni politiche ci obbliga ad un atteggiamento diverso dal passato e ad assumerci responsabilità guardando in faccia le cose per come sono. Non è una sconfitta tra tante, è una disfatta che riguarda tutta la sinistra, sia quella riformista sia quella di alternativa e radicale. Una disfatta che non investe solo – e forse neanche prevalentemente – l’ambito elettorale, ma più in radice quello sociale del nostro Paese, evidenziando lo scollamento ormai conclamato tra le forze organizzate della sinistra e i soggetti che esse dicono di rappresentare o credono di rappresentare, lasciati senza voce e senza sogni. Continua a leggere

Più Europa o meno euro: l’Italia non può restare a metà del guado

Rinegoziare i trattati europei, rivoluzionare l’architettura dell’euro e dell’Unione Europea, combattere la dittatura dei mercati finanziari e della speculazione. Su questo paradossalmente, in un Parlamento diviso e frammentato, ci sarebbe il consenso di gran parte delle forze politiche: di sinistra, di destra e del Movimento 5 Stelle. Continua a leggere

Alfonso Gianni: Fermiamo il “pilota automatico”

Alfonso_GianniRicostruire la sinistra, farla finita con la sottomissione intellettuale al neoliberismo nelle sue molteplici varianti, scrollarsi di dosso l’ossessione della governabilità che si risolve nella più prosaica pratica del meno peggio che perpetua l’esistente all’infinito, spezzare il circolo vizioso delle identità autoreferenziali, significa lavorare per la costruzione di un simile programma e di una vasta rete organizzata di donne e uomini che ci credano cominciando a metterlo in pratica.

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da Micromega

Mentre ci si arrovella sul nome del prossimo presidente della Repubblica, il famoso “pilota automatico”, di cui ci ha parlato Mario Draghi, ovvero il governo occulto dell’economia, prosegue indisturbato il suo lavoro. Il problema è che in assenza di vigorose inversioni di percorso, presto o tardi andremo a sbattere.

di Alfonso Gianni

La politica ufficiale e i mass media si arrovellano sul misterioso identikit del prossimo Presidente della Repubblica, che dovrebbe mettere d’accordo tutti, almeno da Vendola a Berlusconi, passando per il Pd e contando sul contributo degli stessi grillini. Il tutto per arrivare alla sua elezione entro i primi tre scrutini quando ci vuole la maggioranza dei due terzi, il che potrebbe permettere poi una soluzione tutta in discesa del rebus del governo, visto che le elezioni a giugno non le vuole proprio nessuno, neppure Grillo essendo già in discesa nei consensi. Intanto il famoso “pilota automatico”, di cui ci ha parlato Mario Draghi, ovvero il governo occulto dell’economia, prosegue indisturbato il suo lavoro.
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La storia di Maria, testimone di giustizia

mafia-uccide-silenzio-pureHanno subìto crimini e soprusi sulla propria pelle, oppure hanno visto e sentito. Ma hanno rifiutato la vergogna morale dell’omertà e coraggiosamente hanno deciso di parlare, dando un contributo determinante alle inchieste e facendo arrestare esecutori e mandanti di ricatti, estorsioni, delitti di mafia; con tutti i pericoli del caso. Sono i testimoni di giustizia, eroi del nostro tempo. Maria C., calabrese, è una di loro, particolarmente attiva e decisa a far valere i diritti suoi e di tutti coloro ai quali lo Stato aveva promesso, in cambio della loro preziosa testimonianza, il massimo della sicurezza e della protezione.

Maria, chi sono i testimoni di giustizia?

«Sono normali cittadini, onesti, che mossi da un alto senso civico hanno denunciato gli uomini delle mafie esponendosi al rischio della vendetta. L’adempimento del loro dovere ha comportato un radicale stravolgimento della loro vita. In cambio dallo stato ricevono – o meglio: dovrebbero ricevere – protezione e la possibilità di vivere dignitosamente». Continua a leggere

La tentazione dell’inciucio

di Paolo Flores d’Arcais e Barbara Spinelli

Cari parlamentari del Pd, M5S e Sel, ci rivolgiamo oggi soprattutto ai parlamentari del Pd e di Sel, perché c’è qualcosa che non riusciamo proprio a capire. Estromettere Berlusconi dalla vita politica e dal potere (compreso il suo monopolio sulla televisione commerciale) non solo sarebbe sacrosanto secondo tutti i canoni delle democrazie liberali occidentali, ma sarebbe anche un vantaggio non da poco per il centro-sinistra. Ora, se una misura a portata di mano, che corrisponde sia all’interesse generale e all’etica di una democrazia sia all’interesse egoistico e di bottega di una forza politica, viene da quest’ultima rifiutata e anzi tale forza politica si muove in direzione opposta (mantenere il Caimano nei gangli decisivi del potere e della politica), l’interrogativo è d’obbligo: perché tanta assurdità? Continua a leggere

Il costo della democrazia

Democracydi Francesco Gismondi (Portavoce MRS)

Iniziano a filtrare le prime notizie sul lavoro dei cosiddetti “saggi”.
Ecco cosa scrive Repubblica: “Dimezzamento dei parlamentari: si cambiano i criteri di rappresentatività alla Camera (un deputato ogni 120mila elettori). I deputati passerebbero così da 630 a 470. In più il Senato verrebbe sostituito dalla Camera delle Regioni i cui membri saranno indicati dai consigli regionali che li pagheranno con l’attuale stipendio. Con il taglio di 315 senatori a carico dello Stato i parlamentari passerebbero dunque da 945 a 470.” E ancora: “Accordo anche sulla riforma dei regolamenti parlamentari: più poteri per governo e maggioranza con tempi certi per l’approvazione delle leggi bilanciati da uno Statuto dell’opposizione. Sulla forma di governo Quagliariello vuole il semipresidenzialismo caro a Berlusconi mentre gli altri tre saggi spingono per un rafforzamento dei poteri del premier”.

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La sinistra e la forma partito

di Pierfranco Pellizzetti da Micromega

«La società politica è stata azzerata…è il
prodotto di un ‘movimento per la liberazione
dei ricchi’: i potenti non vogliono dominare
perché hanno capito che non è un’attività
abbastanza lucrativa; vogliono soltanto
arricchirsi e allontanarsi sempre di più dal
resto della società»
Stephen Holmes

Non è vero che prima ci sono i bisogni. Un soggetto collettivo nasce dall’identificazione e dalla concettualizzazione di tali bisogni in una narrazione produttiva di senso e significati (come tale aggregativa): il momento sorgivo della politica democratica, quale alternativa a ciò che tale non è; ossia la pura e semplice tecnologia del potere. Continua a leggere

Il mondo secondo Margaret Thatcher

da l’Espresso – di Marco Paolini

L’ex premier inglese è morta a 88 anni. Nei suoi undici anni di potere, insieme a Ronald Reagan, ha cambiato il mondo. In peggio, mettendolo al servizio del Dio Mercato. Il ricordo amaro di un autore teatrale

Sembra che l’economia stia scivolando verso la “virtualizzazione”. E non parlo solo della grande finanza, parlo della trasformazione dei cittadini in consumatori che solo acquistando beni e servizi, scarpe e wellness, emozioni e vestiti, possono far crescere il Pil. Alla ricchezza virtuale corrisponde un impoverimento sostanziale. Siamo un po’ tutti miserabili, culturalmente più che economicamente, perché abbiamo scelto di abdicare ad ogni scelta per affidare al Mercato i progetti per il nostro futuro. Continua a leggere

Sit-in a sostegno di Nino Di Matteo – 8 aprile 2013

Il Movimento Radicalsocialista esprime il proprio pieno e convinto sostegno all’appello al CSM per archiviare il procedimento disciplinare contro Nino Di Matteo e al sit-in in suo sostegno promosso dal Movimento Agende Rosse per oggi 8 aprile 2013.

di Salvatore Borsellino

Si muore quando si è soli

“Si muore quando si è soli….” diceva Giovanni Falcone. Uno dopo l’altro sono stati lasciati soli Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e uno dopo l’altro li hanno massacrati, massacrati insieme alle mogli, se le avevano accanto, agli uomini e alle donne della loro scorta, massacrati e poi pianti con ipocrite lacrime e onorati soltanto perché erano morti, non costituivano più un pericolo per chi, lasciandoli soli, ne aveva decretato la morte. Continua a leggere

Avere una miniera d’oro e non volerla sfruttare

Il tema di dare un impulso straordinario alla confisca dei capitali di origine criminale e mafiosa, per contribuire in modo decisivo alla soluzione dei problemi della finanza pubblica ma anche per eliminare intollerabili fattori di distorsione della vita democratica e dell’economia del nostro Paese, era stato centrale nella proposta politica della lista di Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Già nel settembre dello scorso anno era stata depositata in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Elio Veltri ed alla quale anche il Movimento Radicalsocialista aveva aderito e partecipato, per semplificare e rendere più efficienti le azioni di confisca dei patrimoni illegali. Continua a leggere