Bisognerà aspettare la… reincarnazione del presidente Roosevelt, dell’economista J.M. Keynes o del premier svedese Olof Palme con tutta la vecchia socialdemocrazia del Welfare State per “concepire” anche in Italia, finalmente, un New Deal basato sul LAVORO di cittadinanza?
Molto più controllabile e verificabile del reddito, un lavoro pubblico part-time finanziato dallo Stato e gestito dai comuni porterebbe molti vantaggi a livello nazionale e locale: un grande aiuto all’occupazione e al reddito (con aumento della domanda e delle entrate fiscali, a compensazione della spesa pubblica necessaria) e ovviamente tutti i benefici diretti in termini di servizi necessari per i cittadini e le comunità locali: aiuto ai tanti bisogni degli anziani, servizi ricreativi e scolastici per i bambini (a cominciare dalle ripetizioni, azzerando i relativi costi per le famiglie), cura del verde pubblico, infrastrutture, trasporti e contributi di ogni tipo al bene comune.
E già, ma in Italia la destra è liberista e la sinistra… boh.
(Valentina Pennacchini)