Nella reazione a chi contesta si svela l’arroganza del potere autocratico

di MASSIMO AMADORI
Sandro Pertini una volta fu contestato da un gruppo di studenti. Non si arrabbiò ed anzi disse di essere contento, perché aveva fatto il partigiano proprio per permettere alle persone di contestare gli uomini di potere. Gli studenti ieri hanno contestato ad Atreju la ministra Bernini, la quale invece di dialogare con loro ha fatto la vittima e ha gridato agli studenti: "Siete dei poveri comunisti".
La differenza fra Pertini e la Bernini è la differenza che c’è fra la democrazia e l’autocrazia. In democrazia è sempre legittimo contestare chi governa, in un regime autoritario no.
È la differenza fra un politico con la P maiuscola come Pertini e una serva del potere come la Bernini. Per dirla con Totò è la differenza fra gli uomini e i caporali.
Fra l’altro la ministra non si rende conto che "comunista" non è un’offesa. Io non sono comunista ma socialista come Pertini, però non mi offendo se qualcuno dice che sono comunista. Lo stesso Pertini ebbe ottimi rapporti con i comunisti sin dai tempi della Resistenza. Credo che la Bernini invece di attaccare chi la contesta dovrebbe provare ad ascoltare le critiche degli studenti e a fare un po’ meglio il suo lavoro.

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