di MASSIMO AMADORI –
Il problema del campo largo non è solo Renzi ma il PD. Tutto il PD, compresa Elly Schlein e l’ ala di “sinistra”. Lo dico senza mezzi termini. Il PD è favorevole al riarmo europeo e ogni volta vota a favore dell’aumento delle spese militari, assieme alla destra, ai fascisti e a Giorgia Meloni. Tutto il PD, salvo poche e lodevoli eccezioni. Il PD in Europa sostiene la maggioranza di Ursula Von Der Layen assieme alla destra, una maggioranza che spende centinaia di miliardi per il riarmo e che taglia invece il welfare, la sanità pubblica e l’istruzione. Una commissione europea che porta avanti politiche neoliberiste al servizio delle banche e delle multinazionali, politiche sostenute anche dalla destra e dai fascisti. Come può essere alternativo alla destra un partito che in Europa vota le peggiori schifezze assieme alla destra?
Il problema non è solo la destra “riformista” e renziana ma anche la maggioranza di Elly Schlein. Il problema è l’intero PD, un partito che continua a fare politiche di destra, o almeno di centro, spacciandosi per un partito di sinistra. È il problema della sinistra italiana da quasi vent’anni, ha distrutto la sinistra e contribuito all’ascesa dell’ estrema destra.
I 5 stelle e AVS hanno tanti difetti e non sono certamente socialisti, ma almeno portano avanti battaglie condivisibili, rifiutano il riarmo e la guerra e sono critici del neoliberismo e della maggioranza che governa l’UE. Votano contro le spese militari e in questo sono coerenti, specialmente AVS. Il problema è che fino a che faranno alleanze con il PD non saranno credibili.
Mi spiace ma un partito che vota come la destra non sarà mai alternativo alla destra. Al tempo stesso il massimalismo dei gruppi di estrema sinistra tipo PaP è inconcludente e dannoso, per non parlare dei gruppetti marxisti-leninisti, settari, estremisti e anacronistici. La sinistra italiana avrebbe un disperato bisogno di un movimento socialista democratico di massa, tipo i DSA negli States. Fino a quando ci sarà il PD non andremo da nessuna parte. Se davvero la Schlein volesse fare del bene alla sinistra italiana dovrebbe superare questo partito. A quel punto forse ci sarebbero le condizioni per costruire in questo Paese una sinistra degna di questo nome, una sinistra socialista, democratica e libertaria. E potremo fare un “campo largo” fra tutte le forze politiche critiche della guerra e del neoliberismo, da AVS agli anarchici, dai 5 stelle a PaP, dai socialisti democratici ai trotskisti.