di MASSIMO AMADORI –
Al mondo potremmo stare tutti bene, se non fosse che siamo governati da dei folli guerrafondai malati di soldi, potere e fanatismo ideologico o religioso. Tutte cose che spesso vanno a braccetto. Non ha senso schierarsi con Israele, con l’Iran o con qualsiasi altro governo di criminali assassini. Gli aggressori sono sempre i governi e gli Stati e gli aggrediti i popoli.
Gli Stati capitalisti fanno le guerre per il profitto, ma a morire sono sempre i civili. Allora dobbiamo dire apertamente che il problema è il capitalismo e lo Stato nazione. Che si chiami Israele o Iran.
Dobbiamo lottare per un sistema diverso, fondato non più sul potere di oligarchie politiche o economiche ma sulla democrazia diretta, non più su Stati nazionali fondati su base etnica e religiosa, ma sulla convivenza pacifica di tutti i popoli, possibile solo con il superamento dello Stato-nazione. Questo sistema per me è il socialismo libertario, ovvero la democrazia socialista.
Il capitalismo ci sta portando alla terza guerra mondiale e rischiamo seriamente di sparire dalla faccia della terra. Allora dobbiamo correre ai ripari e combattere l’unica "guerra" che abbia senso combattere: quella dei popoli contro i rispettivi governi imperialisti. Perché il nemico è in casa nostra, sono i governi che ci mandano in guerra in nome di Dio, della Patria, della democrazia o di qualsiasi altra cosa. Per coprire il fatto che in realtà le guerre servono solo ad accrescere il profitto di capitalisti e oligarchi.
Dobbiamo avere il coraggio di dichiarare guerra alla guerra, cioè rispondere con la rivoluzione a tutti i governi che ci vogliono mandare in guerra. In Iran, in Israele, in Russia e in Ucraina. Ovunque il capitale porti morte e distruzione. Che il popolo di Israele dichiari guerra a Netanyahu, che il popolo iraniano dichiari guerra agli Ayatollah. Rovesciate i criminali guerrafondai che vi governano! Solo i popoli possono fermare il massacro ed evitare la terza guerra mondiale.
Socialismo o barbarie!
Politica
Matteotti: il riformista di ieri contro i riformisti di oggi
Il 10 giugno del 1924 veniva assassinato dai fascisti il grande socialista Giacomo Matteotti, un maestro per tutti noi socialisti democratici di sinistra.
Matteotti è definito da molti storici come un riformista rivoluzionario e penso che a lui questa definizione non sarebbe dispiaciuta. Perché Matteotti era contrario a ogni forma di dogmatismo e per lui riforme sociali e rivoluzione socialista non erano in antitesi ma in un rapporto dialettico.
Era lontano sia dai comunisti e dai massimalisti sia dai riformisti di Turati, anche se alla fine scelse questi ultimi. Era lontano sia dal comunismo autoritario che dalla moderna socialdemocrazia. Per dirla con le sue parole era contro i riformisti che vedevano le riforme come fine e non come mezzo e contro i rivoluzionari che vedevano l’insurrezione come fine e non come mezzo.
Matteotti era un socialista che odiava la violenza e preferiva i mezzi pacifici, ma che non escludeva a priori l’uso della forza per difendersi dalla violenza delle classi dominanti e dei fascisti e che arrivò a chiedere l’insurrezione proletaria per evitare l’entrata in guerra dell’ Italia. Perché Matteotti era un pacifista convinto e denunciò la prima guerra mondiale come uno scontro fra briganti imperialisti sulla pelle dei popoli e del proletariato. Era un socialista che credeva nella democrazia e nella libertà e proprio in nome di questi valori si oppose al fascismo, venendo per questo assassinato.
Oggi i "riformisti" si sono appropriati della figura di Matteotti, ma le sue idee erano lontane anni luce da questi cosiddetti riformisti attuali. Per Matteotti le riforme erano un mezzo per arrivare al socialismo, mentre i "riformisti" del PD chiamano riforme le controriforme tipo il Jobs act. Le moderne socialdemocrazie hanno rinunciato da tempo al superamento del capitalismo e oggi sostengono il riarmo e la guerra. Matteotti non dovrebbero nemmeno nominarlo. Giù le mani da Giacomo Matteotti!
(M.A.)
La responsabilità del PD nella sconfitta referendaria
di MASSIMO AMADORI –
Noi italiani siamo un popolo di ignoranti. Non giustifico chi domenica e lunedì non è andato a votare. Ma al tempo stesso penso che le responsabilità maggiori siano della sinistra e del sindacato. Non parlo della destra, perché è chiaro che i fascisti e i liberisti siano nemici dei lavoratori. Ma è la sinistra che dovrebbe tutelare chi lavora e sono i sindacati che dovrebbero mobilitare i lavoratori per difendere i loro diritti. La sinistra da anni non fa più il suo mestiere, mi riferisco soprattutto al PD. Come si fa a dare credibilità a un partito che vuole abrogare una legge da esso stesso approvata? È chiaro che il lavoratore medio, senza coscienza di classe, si è trovato spaesato. Non è solo colpa della propaganda astensionista della destra e del governo Meloni. Il PD è il principale responsabile non solo della vittoria della destra ma anche della sconfitta del referendum sul lavoro. Anche perché una parte del partito è ancora renziana e continua a difendere il Jobs Act. Non sono minimamente credibili, e nemmeno la Schlein.
Per quanto riguarda la CGIL, è vero che ultimamente si sta mobilitando ma è altrettanto vero che faceva poco o nulla per i lavoratori quando al governo c’era il centrosinistra. Anche questo è stato notato dagli elettori e sicuramente non fa onore a questo sindacato, che comunque continua a rappresentare milioni di lavoratori.
Piaccia o meno. L’ Italia sta vivendo una spoliticizzazione di massa. Non c’è coscienza di classe, non c’è coscienza democratica, non c’è coscienza civica. La gente non crede più a nulla. Le persone pensano solo a loro stesse e si sono convinte che nulla possa mai cambiare. Non hanno fiducia nelle lotte collettive, siano esse scioperi, manifestazioni o referendum. Anche perché spesso i risultati dei referendum sono stati disattesi, come quello sull’acqua pubblica. Sia chiaro che non giustifico nessuno ma cerco solo di capire le ragioni dell’astensionismo. Perché se sono chiare le ragioni dell’astensionismo alle elezioni politiche, la mancanza di fiducia nei partiti, l’astensionismo a un referendum sul lavoro ha motivazioni più complesse, che toccano anche aspetti sociologici e psicologici. Stiamo vivendo una psicosi di massa. Bisogna fare autocritica, senza nascondere le responsabilità della sinistra riformista e delle burocrazie sindacali. Dobbiamo cominciare da zero, tornare nelle periferie a parlare con la gente. Solo così potremo invertire la tendenza. Ci vorranno anni, ma prima cominciano e meglio è.
Più sicurezza? Sì, per i servizi segreti (ora non più “deviati”)!
di MASSIMO AMADORI –
Il decreto sicurezza, oltre a reprimere il dissenso, investe i servizi segreti dello Stato italiano di poteri praticamente illimitati.
Lo scudo penale nei confronti degli agenti viene infatti ampliato a praticamente qualsiasi tipo di reato legato al terrorismo. Grazie al governo Meloni i servizi segreti potranno impunemente dirigere organizzazioni terroristiche e detenere materiale esplosivo.
La Meloni lo ha fatto per la nostra sicurezza? Ma quando mai! I servizi segreti erano quelli che durante la strategia della tensione furono implicati nelle stragi di Stato e nel terrorismo neofascista. Le sentenze hanno confermato il coinvolgimento dei servizi segreti dello Stato italiano nella strage della stazione di Bologna e nella strage di Piazza Fontana. Ora questi stessi servizi segreti vengono investiti di un potere praticamente illimitato. Potranno fare ciò che hanno sempre fatto illegalmente in maniera del tutto legale: dirigere organizzazioni terroristiche e utilizzare gli esplosivi, magari per commettere stragi come facevano negli anni di piombo.
Con il decreto sicurezza il governo Meloni legittima il terrorismo di Stato, lo normalizza. È un insulto alle vittime della strage della stazione di Bologna e di tutte le vittime delle stragi di Stato e del terrorismo nero. Grazie al decreto sicurezza saremo tutti molto meno sicuri; gli unici a essere più sicuri saranno gli apparati repressivi dello Stato.
Pochi si rendono conto della pericolosissima involuzione autoritaria che l’Italia sta vivendo per colpa del governo Meloni. Sta realizzando il piano eversivo e antidemocratico dei fascisti degli anni Settanta, utilizzando vie perfettamente legali. Complice la mancanza di un’opposizione seria e credibile.
L’antisionismo diventa antisemitismo in un mondo ignorante, violento e senza amore
di MASSIMO AMADORI –
Vedo "compagni" che postano immagini di Liliana Segre con il nasone e altri stereotipi razziali antisemiti, utilizzati fra l’ altro dalla propaganda nazista.
Questi "compagni" fanno dei danni alla causa palestinese, in quanto confondono l’antisionismo con l’antisemitismo. Non sono antisionisti ma volgari antisemiti, al pari dei nazifascisti. Utilizzano il genocidio di Gaza per fomentare odio contro gli ebrei.
Insultare Liliana Segre è da infami, specialmente se si usano insulti antisemiti. L’ odio sui social è una piaga del nostro tempo. La Meloni e l’ estrema destra fomentano odio: contro i migranti, contro i musulmani e contro le opposizioni. Il loro odio genera altro odio: per esempio il professore che ha augurato la morte alla bimba della Meloni, comportandosi come lei. A sua volta questo docente è stato travolto dall’ odio dei fascisti sui social e dalla gogna mediatica e ha tentato il suicidio. Ha sbagliato ma non per questo meritava questo trattamento.
Un certo Nazareno diceva «chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra». Quello che manca in questa società borghese e individualista è l’empatia e l’amore per il prossimo. Sui social in particolare tutti ci sentiamo autorizzati a fomentare odio. Occorre interrompere questa spirale di odio, perché porta solo alla violenza e ad altro odio.
L’odio genera odio, la violenza genera violenza.
Il genocidio di Gaza, oltre a essere una tragedia per i palestinesi, sarà anche una tragedia per gli israeliani e gli ebrei. Perché sta generando una nuova ondata di antisemitismo, il cui primo responsabile è Netanyahu.
La grande storica e intellettuale ebrea Anna Foa non a caso ha parlato di suicidio di Israele, riferendosi alle politiche criminali e genocide del governo israeliano. Il genocidio di Gaza aprirà le porte a nuovo odio e a nuova violenza contro gli ebrei, in tutto il mondo. Si può e si deve scegliere un’altra via, quella dell’amore e della nonviolenza.
Intendiamoci: questo non significa restare indifferenti davanti a un genocidio. La rabbia contro Netanyahu e contro i suoi complici, compresa la Meloni, è sacrosanta. Così come l’uso della forza sarebbe legittimo se gli Israeliani si ribellassero contro Netanyahu. Ma la giusta rabbia contro gli infami assassini non deve trasformarsi in odio antisemita, così come la rabbia contro la Meloni non deve trasformarsi in odio contro sua figlia! Allo stesso modo la condanna del gesto del prof che ha insultato la bimba della Meloni non deve trasformarsi in gogna mediatica nei suoi confronti. Tutti commettiamo errori. Restiamo umani, sempre e comunque. L’ odio distrugge più noi stessi di chi lo subisce.
No al razzismo, non all’ antisemitismo, no all’ islamofobia. Peace and love. #restiamoumani #StopGenocideOfPalestinians #stopantisemitism
Una presa di distanza ipocrita e tardiva
di MASSIMO AMADORI –
Se adesso anche il sistema mediatico e molti politici cominciano a condannare (timidamente) il genocidio di Gaza è anche perché da diversi mesi ci sono state delle mobilitazioni contro la pulizia etnica. Non è vero che non possiamo fare nulla per fermare Netanyahu, la lotta paga sempre.
Le dichiarazioni di Mattarella, di Repubblica, dei dirigenti del PD ecc. sono ipocrite e tardive. Se fossero stati davvero contro il genocidio si sarebbero mossi mesi fa, non certo adesso che si sono accorti che l’opinione pubblica è contro il massacro e che Netanyahu non è più difendibile. Ma la loro "purezza" non ci deve interessare. Ciò che conta adesso è fermare il genocidio e ben vengano persino le dichiarazioni tardive della politica e del giornalismo. Meglio tardi che mai. Ora dobbiamo mobilitarci contro il governo Meloni, che continua a fare affari con Netanyahu e a vendere armi a Israele, come se niente fosse.
I fascisti sono gli unici che continuano ad essere complici del governo israeliano e a non condannare questo massacro. Possiamo e dobbiamo manifestare tutti assieme contro il genocidio e contro i criminali che ci governano, affinché anche l’Italia smetta di vendere armi a chi sta massacrando decine di migliaia di civili, fra cui circa 20 mila bambini, e affamando un’intera popolazione. Dobbiamo fermare questi assassini!
Solidarietà a Potere al Popolo!
di MASSIMO AMADORI –
L’ Italia sta vivendo una terribile involuzione autoritaria. Grazie a un’ inchiesta di Fanpage sappiamo che per mesi la polizia ha spiato i compagni di Potere al Popolo, che non è un’ organizzazione terroristica come le BR ma un partito democratico che si presenta alle elezioni e si batte per la giustizia sociale.
È un fatto gravissimo, perché solo nei regimi autoritari i partiti di opposizione vengono spiati dalla polizia. Avveniva nella DDR, dove la Stasi spiava gli oppositori del regime stalinista.
Non viviamo più in una democrazia ma ci stiamo sempre di più avvicinando a una dittatura. Del resto, la Meloni non ha mai nascosto le sue simpatie per il regime di Orban. L’ Italia è sempre più simile alla Russia di Putin. La democrazia è in grave pericolo, la nostra libertà è un grave pericolo. La repressione contro la sinistra rivoluzionaria c’è sempre stata, ma questo governo di estrema destra è andato oltre, perché certe cose in Italia non accadevano da decenni.
Potere al Popolo può anche non piacere e io stesso spesso lo critico, ma tutti i sinceri democratici dovrebbero esprimere solidarietà a un’organizzazione politica spiata da un regime. PaP viene infiltrato dalla polizia perché il governo Meloni non gli perdona il suo attivismo per i diritti dei lavoratori, per la giustizia sociale, contro la guerra e il genocidio di Gaza. Adesso sappiamo che tutta la sinistra socialista e comunista è in pericolo e potenzialmente tutti i movimenti democratici. Ricordiamoci anche del "decreto sicurezza" appena approvato, che prevede anni di carcere per chi manifesta senza autorizzazione.
La Meloni può permettersi di attuare queste misure dittatoriali perché la maggioranza delle persone rimane passiva, non si ribella. È così che nascono le dittature. Non lo possiamo permettere. Solidarietà ai compagni di Potere al Popolo!
Il massacro del secolo
di MASSIMO AMADORI –
Il genocidio di Gaza si sta configurando come il peggior massacro di questo secolo. Stiamo vivendo un fatto storico tragico, che sarà studiato sui libri di storia. Si dirà che l’ Occidente è stato complice e che l’Europa "democratica" ha fornito a Israele la metà delle armi utilizzate per il massacro di migliaia di bambini. Si dirà che il governo italiano ha continuato a giustificare il governo israeliano e a fornirgli armi anche quando alcuni governi europei hanno cominciato a condannare tiepidamente il genocidio e a pensare di rivedere gli accordi con Israele. Si dirà che i media hanno coperto e giustificato la pulizia etnica dei palestinesi, raccontando un mucchio di menzogne, tipo che Netanyahu ha agito per legittima difesa e per distruggere Hamas.
Tra cento anni ci si chiederà per quale motivo le persone hanno accettato tutto questo e non si sono ribellate. Io non voglio essere ricordato fra gli indifferenti, che si girano dall’ altra parte mentre migliaia di bambini vengono affamati. Nel mio piccolo continuerò a denunciare il genocidio.
Non è vero che non possiamo fare nulla: se dopo mesi alcuni governi europei prendono le distanze da Netanyahu è anche perché ci sono state mobilitazioni contro il massacro. Se l’Europa fornisce a Israele la metà delle armi che utilizza, dobbiamo manifestare per costringere i nostri governi a sospendere l’invio di armi a Israele. Dobbiamo farlo anche in Italia, senza dare tregua alla Meloni e agli assassini mercanti di morte.
#FreePalestine #StopGenocideOfPalestinians
Condannare la violenza SEMPRE. Non ci sono vittime di serie A e di serie B!
di MASSIMO AMADORI – L’estremista di sinistra che ha ucciso i due cittadini israeliani negli Stati Uniti è un assassino e un antisemita. Punto.
Il suo gesto va condannato senza se e senza ma. La violenza è sempre sbagliata e le azioni terroristiche fanno un danno alla causa palestinese e giovano solo a Netanyahu e al suo governo, i quali possono accusare strumentalmente di antisemitismo tutti coloro che denunciano il genocidio di Gaza. L’attentatore statunitense ha fatto quindi un favore al governo israeliano.
Detto ciò vorrei sentire la stessa indignazione e la stessa condanna dei politici occidentali davanti al massacro di oltre 15 mila palestinesi, fra cui centinaia di neonati nati dopo il 7 ottobre 2023. Perché le vite di questi bambini non sono meno importanti delle vite dei due israeliani uccisi. Non esistono vittime di serie A e di serie B. Il terrorismo va condannato sempre.
L’antisemitismo purtroppo è un problema reale e va contrastato, come tutte le forme di razzismo. Ma non bisogna confondere l’odio contro gli ebrei e gli israeliani, da condannare sempre, con il legittimo odio contro Netanyahu e il suo governo di assassini di bambini. Fra l’altro è ridicolo che l’estrema destra europea si erga oggi a difesa del popolo ebraico, proprio loro che gli ebrei li hanno sempre odiati.
La Meloni non nasconde la sua simpatia per Almirante, antisemita e collaboratore dei nazisti. I fascisti se ne fregano dell’antisemitismo, loro sostengono Netanyahu non perché è ebreo ma perché è un fascista come loro. Aggiungo che le persone che hanno davvero a cuore gli ebrei non possono che schifare il governo israeliano, le cui politiche non fanno che fomentare l’antisemitismo nel mondo. Perché gli ignoranti identificano il popolo ebraico con il governo israeliano. I veri amici degli ebrei e di Israele non possono quindi che disprezzare Netanyahu. L’antisemitismo è una montagna di merda! L’odio contro i palestinesi è una montagna di merda!
Tra fascisti ci si intende
di MASSIMO AMADORI –
Finalmente l’Europa si sta svegliando e alcuni Paesi hanno deciso di rivedere le relazioni commerciali con Israele. Meglio tardi che mai, dato che il genocidio va avanti da mesi. Speriamo che seguano fatti concreti: sanzioni e blocco immediato alle vendita di armi a Israele. In caso contrario le parole di condanna sono solo ipocrisia. Ad ogni modo è positivo che anche il governo inglese abbia condannato il governo israeliano. La Meloni invece continua a leccare il sedere di Netanyahu e a fare affari con Israele, coprendo il genocidio in corso. Ormai in Europa solo l’estrema destra e i neofascisti sono esplicitamente a favore del governo israeliano. Del resto i nazifascisti di genocidio se ne intendono e il fatto che siano proprio loro a sostenere Netanyahu dimostra quanto il governo israeliano sia lontano dall’ ebraismo e vicino invece al fascismo. Sono convinto che se Hitler fosse vivo oggi sosterrebbe Netanyahu e il genocidio di Gaza. Tra fascisti ci si intende sempre. Ecco perché il governo Meloni è alleato del governo israeliano, per ragioni economiche ma anche politiche e ideologiche. L’ estrema destra è il cancro del mondo. La Meloni è complice del genocidio del popolo palestinese, come il suo maestro Almirante fu complice del genocidio del popolo ebraico. Il fascismo è una montagna di merda!