I due pensieri dominanti non difendono i lavoratori: creiamo una forza politica che li rappresenti!

di LEONARDO MARZORATI

Checché ne dicano certi opinionisti della destra populista, il pensiero dominante non è uno, ma sono due, entrambi fedeli al Capitale. Il primo è quello liberal progressista, ben rappresentato in Italia da Pd e dai suoi cespugli, tra cui ora figura anche il Movimento 5 Stelle; il secondo è quello delle destre populiste e reazionarie, che si spacciano per oppositrici dell’ordocapitalismo mondiale, ma in realtà gli sono fedeli, creando divisioni all’interno dei ceti popolari. Le nuove destre aizzano la guerra tra poveri in tutta Europa, criminalizzando gli stranieri e deviando l’attenzione dal tema fondamentale per i ceti popolari: il lavoro e la lotta di classe.

L’Europa sta seguendo il percorso degli Stati Uniti, dove a votare va il 50% della popolazione, con forte partecipazione alle urne dei ceti borghesi e bassa partecipazione dei ceti popolari. I cittadini sono obbligati a scegliere tra due blocchi liberisti che si scontrano sui diritti civili (basta vedere il recente caso del ddl Zan), ma che sono allineati sui diritti sociali. Entrambi sono complici dello smantellamento dello Stato Sociale negli ultimi anni. Questo succede in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

I due pensieri dominanti hanno potenti mass media a loro supporto. Lo abbiamo visto in occasione dello sciopero generale di Cgil e Uil del 16 dicembre, quasi ignorato dai principali giornali e tg. Stessa cosa è successa in occasione del No Draghi Day organizzato dal sindacato di base. I due pensieri dominanti deviano l’attenzione dallo sfruttamento dei lavoratori e dalle troppe morti bianche, per orientare l’opinione pubblica su altre tematiche. I principali giornali italiani, nel giorno dello sciopero generale, hanno dato più spazio sulle proprie pagine alla dipendenza da pornografia che non ai milioni di lavoratori che hanno incrociato le braccia. Le stesse forze che appoggiano il governo Draghi sono state tutte compatte, dal Pd alla Lega, nel condannare lo sciopero. I lavoratori in piazza non possono essere rappresentati da questi partiti capitalisti.

Anche i temi ambientali, che sono particolarmente sentiti dai più giovani, vengono depotenziati della critica al capitalismo. La lotta ambientalista deve essere anticapitalista, perché il capitalismo è il principale colpevole dell’inquinamento del nostro pianeta.

Le forze che si battono per il socialismo devono cercare un’intesa, specie dopo il disastro delle recenti elezioni comunali. Si può litigare su Lenin e Kautsky, ma in questo momento storico socialisti e comunisti devono colpire compatti un capitalismo sempre più famelico e sempre più indisturbato nell’arricchire pochi a discapito di molti.

Le elezioni devono essere un mezzo e non un fine, ma in questo momento ci sono milioni di lavoratori che non hanno rappresentanza politica nelle istituzioni e questo è un grave male per la democrazia. I lavoratori si astengono o accettano di votare le liste borghesi, che siano quelle delle destre populiste o dei liberal progressisti. Manca un soggetto politico che li rappresenti, un soggetto politico che sia presente nelle istituzioni. Socialisti e comunisti devono lavorare a un’intesa tra forze differenti, ma unite dalla lotta di classe per il socialismo, per una sanità pubblica, per un’istruzione pubblica, per l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione.

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