Associazioni, movimenti, sindacati, donne e uomini che in questi anni si sono battuti contro le molteplici forme d’ingiustizia, di discriminazione e di progressivo deterioramento dei diritti, decidono oggi di promuovere un cammino comune. In una società fondata sull’individualismo e sulla competizione tra le persone è necessario unirsi, fare rete, coalizzarsi. Dopo anni di crisi economica, sociale e ambientale, di politiche di austerità, sappiamo che nulla può tornare a essere come prima, ma proprio per questo pensiamo sia possibile immaginare un futuro di solidarietà e giustizia. Consapevoli che nessuno di noi può farcela da solo a cambiare il corso degli eventi, che per evitare scelte individualistiche o corporative sia necessario unire le forze e l’impegno. Continua a leggere
Politica
La scuola del capitale
di PIETRO RATTO –
La cosiddetta Autonomia scolastica, messa a punto dalla Riforma Berlinguer nel 1999, ha scaraventato l’istruzione pubblica italiana in un baratro senza fine. I mass media, però, si sono ostinati ad occultare sistematicamente gli espedienti, le motivazioni e le finalità di questa perversamente geniale trasformazione del mondo della Scuola in una gigantesca azienda, in una colossale e vergognosa fabbrica dell’ignoranza dei molti e del profitto economico dei “soliti pochi”, che ormai persegue gli stessi identici obiettivi di una banca o di una multinazionale. Quello che segue è l’ottalogo che riassume alcuni dei punti fondamentali dell’allucinante progetto tramite cui, questa diabolica distruzione della cultura di un Paese, è stata meticolosamente messa in atto, nel corso degli ultimi quindici anni. Continua a leggere
Insegnanti ribellatevi!
di Alain Goussot*
Il disegno di legge del governo Renzi ha un segno chiaramente aziendalistico, autarchico e antidemocratico. È funzionale alla logica dell’economia di mercato e alle esigenze della Confindustria e dei poteri forti della finanza che vogliono trasformare la scuola e l’educazione in un business. Continua a leggere
Varoufakis: il mio marxismo “riformista”
di YANIS VAROUFAKIS –
Quando cominciai a insegnare economia, le autorità accademiche volevano che Marx non trovasse posto nelle mie lezioni, e all’Università di Sidney fui addirittura licenziato in quanto “militante dell’estrema sinistra”. Ed anche se in realtà non c’è molto marxismo nei miei libri attuali, continuo ad avere la fama di pericoloso marxista (sia pure “irregolare”): non contesto la definizione, perché continuo io stesso a sentirmi un marxista, benché critico. Continua a leggere
La “bontà” degli Usa e la propaganda
di Andrea Bizzocchi –
Ogni volta che torno negli Stati Uniti non posso fare a meno di constatare la sincera quanto ingenua e drammaticamente pericolosa convinzione dello statunitense medio che loro sono i “buoni”. Ne sono sinceramente convinti. Fanno le guerre per portare la democrazia, la lotta al terrorismo è necessaria per liberare “non solo gli Usa ma tutto il mondo da questi fanatici che si fanno esplodere e fanno esplodere anche i bambini”, globalizzano McDonald’s e tutto il resto per “far sì che anche gli altri paesi si sviluppino”, lo sfruttamento minorile per produrre le merci che consumano viene perversamente ribaltato in un “almeno gli diamo un po’ di lavoro”, Obama (ma solo per i democratici) è buono e il Nobel per la Pace che gli è stato conferito giusto anche se è costretto, poverino, a fare le guerre. Continua a leggere
Quell’eretico desiderio di socialismo
di Alessio Andrej Caperna –
La politica quale un uscire dalla stasi, e-stasi, intendendo stasi nel senso polivalente del termine, di immobilismo, stagno sociale che ingenera piramidi sociali/gerarchico-patriarcali, cristallizzate nell’attuale assetto familistico, che viene delineandosi alla stregua di un neo-feudalesimo, ove i figli tendono a fare lo stesso lavoro (comunque alienante) dei genitori.
Stasi della DDR, nel senza senso attuale, ove l’essere umano è di continuo spiato, scrutato nei conti correnti bancari; Stasi, come era il Ministerium fur Staatssicherheit, il potente servizio segreto della DDR, che disponeva di un agente segreto in ogni condominio (in jeder imbiss-stube, ein spion, una spia in ogni tavola calda, diceva una canzone dei DAF-Kebabtraum). Continua a leggere
L’economia del bene comune
di Marco Dotti –
Secondo l’austriaco Christian Felber, promotore del movimento della Gemeinwohl-Ökonomie o economia del bene comune, nella concorrenza il motore che anima l’azione è la paura – di perdere, di fallire, di non riuscire nell’impresa. Al contrario, nella cooperazione ciò che muove l’azione verso lo scopo è un diverso orientamento – anche della competizione – secondo un sistema win-win: si perde o si vince tutti assieme, per questo occorre dare il meglio. Continua a leggere
Il regalo di Natale del governo
I provvedimenti varati alla vigilia di Natale dal Parlamento e dal governo (l’approvazione della legge di stabilità e il decreto legislativo n. 1 sul Jobs Acts) sono atti infami, espressione della guerra che i padroni conducono contro la classe lavoratrice per distruggere i suoi diritti e per stornare le risorse pubbliche a vantaggio dei profitti e delle rendite finanziarie. Il governo Renzi si conferma, per chi avesse avuto ancora qualche stupida incertezza, di essere un governo di classe, al servizio della classe capitalista, nemico dei lavoratori, della giustizia sociale; non il governo della modernità e del progresso, ma un governo reazionario dei “padroni delle ferriere” che punta a ricostruire il pieno potere della borghesia su una classe lavoratrice frammentata, divisa, impossibilitata a difendere i suoi interessi e quindi suddita. Continua a leggere
Il valore della solidarietà
Un’intervista al giurista italiano in occasione dell’uscita del nuovo saggio sulla solidarietà. Un concetto e una pratica da riscoprire nel lungo inverno della crisi. E un possibile strumento per dare forma politica alla critica del neoliberismo
La solidarietà è un’utopia necessaria. Stefano Rodotà spiega il titolo del suo nuovo libro (Laterza, pp. 141, 14 euro) con la storia di Sandra, l’operaia interpretata da Marion Cotillard nel film Due giorni e una notte dei fratelli Dardenne. «Nel film c’è la scomparsa della solidarietà tra persone che lavorano nella stessa fabbrica e l’impossibilità di riaffermarla – racconta Rodotà – Sandra dice di non volere “fare la mendicante” quando chiede ai suoi compagni di lavoro di rinunciare al bonus di mille euro per impedire il suo licenziamento. C’è un referendum che ha un esito negativo. Sandra però riacquista la sua dignità perché respinge la proposta di essere riassunta a tempo pieno al posto di un giovane collega africano precario con un contratto a termine. La solidarietà verso questo giovane, che ha votato per lei pur sapendo che l’avrebbe danneggiato, restituisce la dignità dell’essere. Sandra scopre che attraverso la lotta può riaffermare la solidarietà. Nel film c’è un compendio di quello che stiamo vivendo». Continua a leggere
Morti due volte
di Franco Turigliatto
“Vergogna, vergogna” è il grido alto che è salito nell’aula del Palazzaccio romano al momento della lettura della sentenza della Corte di Cassazione che annullava il processo Eternit, mettendo un pietra tombale sulla richiesta di giustizia delle famiglie delle migliaia di vittime di Casale ed uccidendo una seconda volta i morti di quella strage capitalista, perpetrata nel corso degli anni dal miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, che oggi si gode i frutti dei suoi profitti e dei suoi crimini nel comodo rifugio tropicale del Costarica. Continua a leggere