Podemos: una speranza per i popoli europei

Euro­par­la­men­tare della Sini­stra euro­pea nel Gue-Ngl, «che difende la dignità dei popoli e la demo­cra­zia». Anche neo segre­ta­rio gene­rale del movi­mento Pode­mos, che nella sor­presa gene­rale ha con­qui­stato l’8% alle ele­zioni con­ti­nen­tali di mag­gio ed è accre­di­tato oggi dai son­daggi come prima forza poli­tica del paese con il 27%. Insomma il tren­tenne Pablo Igle­sias sta diven­tando per gli spa­gnoli quello che Ale­xis Tsi­pras è per i greci: un peri­colo pub­blico, come è stato già omag­giato da alcuni media, per l’Europa dell’austerity di Bar­roso e ora di Juncker. Continua a leggere

Cambiare la sinistra per cambiare l’Italia

La sof­fe­renza eco­no­mica e quella indi­scri­mi­nata verso tutto e tutti ormai si con­fon­dono e si ali­men­tano. Una forte rispo­sta sin­da­cale, extra­sin­da­cale, movi­men­ti­sta, del ceto medio, dei senza niente, ma anche una rea­zione di paura di chi, povero e ghet­tiz­zato, diventa carne da macello di una poli­tica rea­zio­na­ria pronta a gene­rare mostri e a pren­dere di mira i più deboli, gli immi­grati. Tra i quali pur­troppo viene pescata la mano­va­lanza della pic­cola cri­mi­na­lità quo­ti­diana, che feri­sce e indi­gna più di quella orga­niz­zata dalle forze e bande cri­mi­nali che con­trol­lano lar­ghe fette del nostro territorio.

Però la rispo­sta ope­raia e quella bat­tez­zata come “scio­pero sociale”, così come le esplo­sioni di xeno­fo­bia nelle nostre ban­lieue, non mostrano sol­tanto cosa c’è in gioco: met­tono soprat­tutto in evi­denza la neces­sità e l’urgenza di una rispo­sta di sini­stra alla ricetta simil-liberista del governo Renzi, che non solo non risolve ma aggrava e avvi­cina il declino del paese. Continua a leggere

Monta la protesta sociale

Piazza Duomo è piena di ope­raie e ope­rai, ma la cifra è la paura: soprat­tutto quella di per­dere il posto. Non può essere una mani­fe­sta­zione gio­iosa, quella dei metal­mec­ca­nici nell’anno 2014: Nokia, Trw, Ast di Terni, l’elenco è lun­ghis­simo e le tute blu oggi stanno male. Povertà, disoc­cu­pa­zione, dispe­ra­zione: men­tre le peri­fe­rie sono in fiamme per la lotta con gli immi­grati e poco lon­tano i ragazzi dello scio­pero sociale si scon­trano con le forze dell’ordine. Eppure la Fiom e la Cgil rie­scono a tenere unite que­ste per­sone, 80 mila sfi­lano lungo le vie di Milano per riu­nirsi sotto la Madon­nina. Lei è tutta d’oro, come le cene di Mat­teo Renzi con i finan­zieri: «Noi – dice Mau­ri­zio Lan­dini dal palco – non siamo quelli che spen­dono 1000 euro per una serata: noi con 1000 euro ci dob­biamo vivere un mese». Continua a leggere

Processi lunghi e rimedi sbagliati

L’Italia è all’ultimo posto per durata dei processi civili tra i 34 dell’Ocse. Lo sanno bene tutti coloro che, per disgrazia, si trovano a dover affrontare un processo civile. Sai quando cominci e non sai quando finisci, e bisogna essere davvero molto pazienti per non rinunciare ai propri diritti o alle proprie ragioni. Secondo l’Ocse (dati pubblicati nel 2013) per arrivare al terzo grado di un giudizio la media è di 8 anni. Questo significa che ci sono cause che si chiudono in meno di 8 anni ma anche cause che impiegano di più, a volte molto di più. La media della durata dei paesi Ocse è di 788 giorni, poco più di due anni. E vi sono paesi come la Svizzera in cui i contenziosi vengono chiusi entro un anno. Continua a leggere

Il renzismo e la geniale intuizione MRS

di FABIO GREGGIO

Radicali e Socialisti, oggi più di ieri. A distanza di otto anni dalla nascita di MRS, posso dire che l’unico soggetto politico dell’area Left italiana ad avermi entusiasmato è stato proprio il radicalsocialismo.
Ricordo le ironie sul nostro progetto: non un soggetto elettorale, ma una rielaborazione dell’idea laburista italiana, socialista, libertaria, radicale. E ricordo, e mi arrogo la paternità del concetto, di aver fatto quel che nessun partito fa più e proprio per questo tutti destinati al fallimento: elaborare un progetto di società. Continua a leggere

La svastica dei vandali

di Marina Della Bella

FANO – Ieri sera mia figlia torna a casa e dice: ci hanno distrutto il Grizzly; bruciato, allagato, spaccato. Lei sapeva di fuliggine come avesse risalito un camino, stamattina ha lasciato un’impronta nera sul letto.
Il Grizzly è uno spazio sociale autogestito, nato a Fano il primo maggio per volontà di un gruppo di giovani che ha recuperato una struttura abbandonata. Tanto lavoro e in poco tempo tante iniziative di informazione e sostegno concreto, sociale e culturale: dall’emergenza abitativa locale alla Palestina, dal Tav all’editoria indipendente. E le cene di sostentamento. E l’orto lavorato con metodi naturali, con la contentezza per la prima insalata o per la zucca gialla. E i racconti esilaranti degli eserciti di lumache da trasferire con spedizioni gentili un po’ più lontano.
Poi, finalmente, sono arrivati anche i libri: una piccola raccolta a disposizione di tutti.
Sono entrati dal retro come ladri, nella notte tra sabato e domenica. Hanno bruciato i libri, spaccato le tubature, incenerito e allagato. Hanno lasciato per ricordo una svastica e una sola parola: dux.
Ora bisogna rifare il Grizzly più bello e più animato di prima, senza disperdere le energie in analisi che servono a poco. Quello che conta è che la comunità risponda sostenendo la ricostruzione. Chiunque mi conosca e, anche da lontano, voglia in qualche modo contribuire, può rivolgersi a me (all’indirizzo info@marinadellabella.it). Riceverà tutte le informazioni che servono.
Sono sicura che, partecipando in tanti, a breve ci incontreremo per una bellissima festa.

La Quarta Via del nuovo azionismo

di Pino Quartana –

La crisi che si trascina dal 2008 viene sezionata, analizzata, indagata fino all’estenuazione avendo di mira una società che appartiene sempre più al passato, sempre meno al presente e non ancora al futuro. Le soluzioni prospettate sono quelle di decenni fa: il liberismo, che io preferisco definire il capitalismo selvaggio o degli animal spirits, e il keynesismo, che in Italia viene inteso come un diritto allo sviluppo infinito, magari con l’aiuto di massicce dosi di espansione monetaria e, perché no?, di inflazione. Non mi meraviglia quindi che nessuno capisca davvero cosa fare. Draghi compreso, che, pur essendo l’uomo più potente della finanza internazionale, non trova di meglio che fare le solite “manovrine” già sperimentate negli anni recenti dalla FED, dalla BoE e dalla Abe-Economics giapponese. Continua a leggere

Se il “popolo di sinistra” aprisse gli occhi sul PD…

di Stefano Longo

Il problema maggiore della sinistra è che una grossa parte del suo elettorato potenziale resta ancorato al PD, convinto che il partito di Renzi sia l’erede naturale del PCI! È incredibile, ma è così. Se si riuscisse a far breccia nella mente di questi compagni, facendo capire loro che non c’è più nessun legame tra l’odierno PD e il vecchio partito comunista, un terzo degli elettori smetterebbe immediatamente di votarlo. Continua a leggere

Diario da un’Altra Europa (cronistoria del 19 luglio)

di CINZIA VALENTINI e GIOVANNI TORRISI

ore 6.00 Fano
Io e Giovanni (Torrisi) partiamo con la sua auto un po’ assonnati: siamo critici, positivi e costruttivi, comunque e nonostante.

ore 9.30 Roma
Parcheggiamo e ci dirigiamo al teatro Vittoria in zona Testaccio. Brulicare di compagne e compagni davanti all’ingresso, un banco con libri e copie de il Manifesto. Saluti. Primo scambio di battute. Continua a leggere

Opporsi al partito unico

di ANDREA SCANZI

Deluderò molti, ma del processo Ruby me n’è sempre fregato pochissimo. Certo, conteneva elementi di “non opportunità” e “ricattabilità” evidenti, ma è la vicenda giudiziaria politicamente meno rilevante tra le 13mila o giù di lì che riguardano Berlusconi. È un plot perfetto per le articolesse moraleggianti dei soliti tromboni di quasi-sinistra: roba noiosissima, e io detesto annoiarmi. Ognuno ha la sessualità che vuole, le donne coinvolte erano consenzienti e – se mi consentite la battuta – trovo molto più “perverso” sognare di passare tutta la vita con Pascale e Dudù che godersi la vita finché ce n’è. Continua a leggere