Enrico Berlinguer: pregi e limiti

di MASSIMO AMADORI
Berlinguer non è un mio punto di riferimento. Non sono comunista ma socialista libertario. Tuttavia nutro un profondo rispetto nei suoi confronti, perché ha avuto il coraggio di allontanare il PCI dall’Unione Sovietica, prendendo le distanze dallo stalinismo e avvicinandosi nei fatti al socialismo democratico. Non era facile, perché nel PCI il mito sovietico era molto forte e anche ai tempi di Berlinguer c’era una forte fazione filo-sovietica e stalinista, rappresenta da Cossutta.
Tuttavia Berlinguer, pur essendo antistalinista, rimase sempre un leninista. Considerava l’URSS un Paese socialista dai tratti illiberali, mentre per noi socialisti democratici era evidente che non si può parlare di socialismo senza la massima libertà e democrazia e che quindi il socialismo illiberale non è socialismo.
Riccardo Lombardi sosteneva infatti che l’Unione Sovietica e le altre dittature “comuniste” non avessero realizzato il socialismo ma un capitalismo burocratico di Stato, da rigettare completamente e non da riformare come pensava Berlinguer.
L’eurocomunismo di Berlinguer era certamente preferibile al comunismo totalitario, ma non fece quel salto di qualità superando il leninismo per abbracciare il socialismo libertario. Ma del resto non era certo facile portare su posizioni socialiste democratiche un partito stalinista come il PCI, e Berlinguer fece quello che poteva. Un aspetto che però non riesco a digerire della sua politica è il compromesso storico con la DC. Riccardo Lombardi rigettò questa politica e propose invece un’alleanza delle sinistre fra socialisti e comunisti, come alternativa alla DC. In vista di una transizione democratica al socialismo.
Il riformismo rivoluzionario di Lombardi mi sembra molto più attuale dell’eurocomunismo di Berlinguer. Ma rispetto ai politici attuali Berlinguer rimane un gigante, che fino alla fine difese gli interessi della classe lavoratrice e che per questo era molto amato dal popolo della sinistra. Da socialista preferisco di gran lunga Berlinguer a Craxi. Lo stesso Sandro Pertini non aveva Craxi in simpatia e pensava che il PSI avrebbe dovuto allearsi con il PCI di Berlinguer, mantenendo una sua autonomia. Craxi invece, su posizioni anticomuniste, ha preferito l’alleanza con la DC per gestire il capitalismo italiano. In un momento in cui invece Berlinguer aveva finalmente rotto con la DC e avrebbe accettato un’alleanza con i socialisti. Berlinguer aveva tanti limiti ma trovo che sia ignobile accostarlo sempre ad Almirante, come se un fascista, antisemita e collaborazionista dei nazisti avesse qualcosa in comune con un politico come Berlinguer che si è battuto per tutta la vita per i diritti dei lavoratori e per l’attuazione della Costituzione.
In conclusione penso che oggi la sinistra dovrebbe rifiutare sia l’agiografia di Berlinguer sia la sua demonizzazione, perché è stato un politico molto complesso, moderno ma al tempo stesso figlio delle ideologie del ‘900. È un personaggio che guardo con rispetto e ammirazione, ma che ritengo anche figlio del suo tempo e limitato dal suo leninismo.
Ci sono tanti personaggi storici della sinistra socialista libertaria che invece ritengo più attuali, fra cui Riccardo Lombardi e Lelio Basso. Socialisti eretici e libertari che purtroppo sono sempre stati poco valorizzati dalla sinistra italiana, scomodi sia per il PCI sia per il PSI.

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