Con una decisione unanime del suo direttivo, il Movimento RadicalSocialista ha deliberato la sua uscita dalla “coalizione” di Potere al Popolo, a cui aveva aderito due anni fa in previsione delle elezioni politiche del marzo 2018. Continua a leggere
Politica
C’è bisogno di un nuovo partito SOCIALISTA, che rinasca dalle ceneri della sinistra attuale!
- mrs
- psi 1919
La sfida del sovranismo democratico per il socialismo del XXI secolo
di DAVIDE SPONTON –
«Si definisce sovranismo l’opposizione al trasferimento di poteri e competenze dallo Stato nazionale a un livello superiore, sovranazionale o internazionale, processo visto come fattore di indebolimento e frammentazione della propria identità storica, di declino e svuotamento del principio democratico, che stabilisce un nesso di rappresentanza diretta fra i cittadini e i decisori politici. Sebbene spesso confuso col nazionalismo di stile novecentesco, il concetto di sovranismo va tenuto distinto da quest’ultimo, in quanto si limita semplicemente a rivendicare l’importanza della sovranità politica ed economica di uno stato, senza alcun riferimento ai concetti di razza né a una presunta superiorità di una nazione su un’altra» (Wikipedia, voce sovranismo). Continua a leggere
Se la sinistra dimentica il socialismo…
di LEONARDO MARZORATI –
La sinistra è attualmente divisa, come ricordato in un articolo pubblicato dal Movimento Radicalsocialista e da Risorgimento Socialista, tra “sinistrati” e “rossobruni”. I primi sono gli eredi del percorso movimentista nato con la svolta bertinottiana di Rifondazione Comunista, i secondi sono principalmente eredi della tradizione operaista e comunista che ha contraddistinto le lotte sociali del XX secolo. Entrambe le fazioni sembrano troppo spesso più concentrate ad attaccarsi tra loro, perdendo di vista, soprattutto gli operaisti, l’obiettivo primario dei comunisti e dei socialisti radicali: l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Senza socialismo lo sfruttamento proseguirà. Il socialismo lo si raggiunge dando ai lavoratori potere decisionale ed economico nelle politiche industriali. Questo è l’obiettivo. Un obiettivo difficilissimo da raggiungere, anche nel medio e lungo periodo, mentre viviamo un’epoca storica in cui le differenze sociali aumentano in maniera vergognosa, con poche centinaia di persone in grado di possedere la metà della ricchezza mondiale. Continua a leggere
La rivoluzione dell’articolo 3
di DOMENICO GALLO –
La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo si apre con queste solenni parole: «Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti uguali ed inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo». Già nell’incipit del preambolo sono affermate due verità antropologiche: che esiste una sola famiglia umana e che i membri di questa famiglia hanno tutti pari dignità e godono di diritti uguali ed inalienabili. I principi fondamentali della Costituzione italiana si collocano perfettamente all’interno di questa temperie spirituale e riflettono la stessa concezione nella quale il diritto incorpora la giustizia e l’ordinamento giuridico non può essere più scisso da una tavola di valori universali che costituiscono l’approdo a cui è pervenuta l’umanità uscendo dalla notte della Seconda guerra mondiale. Continua a leggere
Gramsci sul “male minore” in politica
Si potrebbe trattare in forma di apologo. Il concetto di male minore è dei più relativi. C’è sempre un male ancora minore di quello precedentemente minore e un pericolo maggiore in confronto di quello precedentemente maggiore. Ogni male maggiore diventa minore in confronto di un altro ancor maggiore e così all’infinito. Si tratta dunque niente altro che della forma che assume il processo di adattamento a un movimento regressivo, di cui una forza efficiente conduce lo svolgimento, mentre la forma antitetica è decisa a capitolare progressivamente, a piccole tappe, e non d’un solo colpo, ciò che gioverebbe, per l’effetto psicologico condensato, a far nascere una forza concorrente attiva, o a rinforzarla se già esistesse. Poiché è giusto il principio che i paesi più avanzati in un certo svolgimento sono l’immagine di ciò che avverrà negli altri paesi dove il movimento è agli inizi, la comparazione è d’obbligo. (Quaderno 9 (XIV) 7) Continua a leggere
Appello per un sovranismo libertario
di LEONARDO MARZORATI –
Il vento sovranista soffia sempre più a destra. Sui social, come tra le forze politiche, sono sempre troppo deboli le correnti socialiste o di sinistra che hanno abbracciato una visione “sovranista”. Nella vulgata comune, il termine sovranista viene quasi sempre accostato automaticamente alle nuove destre populiste: la famosa vacca nel corridoio narrata da Pierluigi Bersani.
Si può essere sovranisti, ovvero difensori della sovranità nazionale e fortemente ostili all’attuale Unione Europea, e al tempo stesso socialisti? Sì, certamente, ricordando il ruolo fortemente critico verso l’impostazione europeista che ebbe il PCI e altre formazioni di sinistra fin dagli anni cinquanta e di Rifondazione Comunista verso il trattato di Maastricht nel 1992. Continua a leggere
Colpi di sole estivi (fantozziani): lavoro… gratuito nell’arte e nello spettacolo?!
di MANUELA AUSILIO –
«Il libero sviluppo delle individualità è la possibilità di sviluppare le facoltà intellettuali, l’espressione delle energie vitali, dei rapporti socievoli». Così si esprimeva Karl Marx nel Capitale, Libro I (1863-64). Ma questo è anche esattamente ciò che non si vuole per gli esseri umani in epoca capitalista. In generale, diceva Marx, si cerca di sviluppare la forza produttiva e tecnologica al solo fine di «abbreviare la parte della giornata lavorativa nella quale l’operaio deve lavorare per sé stesso, per prolungare (..) la parte (..) nella quale l’operaio può lavorare gratuitamente per il capitalista» (Il capitale. Libro I, La Nuova Italia 1969, 360-61). Continua a leggere
La donna palestinese vittima due volte
di MARIA ROSARIA GRECO (da Gaza) –
A Beit Sahour è stata uccisa una giovane donna palestinese. Aveva 21 anni e si chiamava Israa Ghrayeb. É stata crudelmente assassinata dai membri della sua famiglia per aver pubblicato sui social un video di lei uscita per un caffè con il suo fidanzato e la sorella di lui. Il video avrebbe “disonorato” la famiglia. Un “delitto d’onore” assurdo che ci lascia senza fiato e che ci catapulta in un contesto di degrado sociale in cui la donna palestinese è vittima due volte. Non solo è vittima della colonizzazione e occupazione militare israeliana, che la costringe a un regime di apartheid, ma è anche vittima di una cultura patriarcale dominata da rigorosi concetti di onore, virtù, purezza, virilità. Significati che oggi andrebbero rivisitati, capovolti, ma che paradossalmente vengono stupidamente affermati anche in risposta all’occupazione stessa, nel tentativo di preservare quella identità culturale di appartenenza. Continua a leggere
Quando giustizia e solidarietà sono più “utili” del profitto
di ROSE MARX –
Quando studiavo all’università per l’esame di economia politica mi toccò in sorte un libro molto ostico, scritto da un eminente economista inglese; era infarcito di formule matematiche, dilemmi, rompicapi e diagrammi e capitolo per capitolo costruiva un discorso molto complesso sul modo di funzionamento del capitalismo, a livello microeconomico. Ad un certo punto, verso la fine, c’era un capitolo dedicato ad una ricerca effettuata in una cittadina della provincia degli Stati Uniti, dove un’associazione di privati cittadini aveva deciso di opporsi alla morte urbana di un parco dove un’impresa privata avrebbe dato avvio ad una tipica speculazione edilizia costruendo l’ennesimo complesso residenziale tutto cemento e servizi esclusivi. Il comitato cittadino che si opponeva a questa speculazione iniziò a raccogliere firme ma anche fondi per sostenere la battaglia contro la scomparsa del parco e la cosa più sbalorditiva della ricerca era che molte persone, pur non essendo direttamente interessate all’aerea verde in quanto non ne usufruivano personalmente, decisero comunque di contribuire al suo salvataggio. Continua a leggere

