Terza parte del prologo del libro di Laura Langone su Nietzsche filosofo della libertà: l’eterno ritorno e la “dialettica” dell’uomo liberato (Übermensch)

Nel momento in cui l’uomo decide di accettare la visione della realtà dell’eterno ritorno della volontà di potenza, di vedere tutto ciò che esiste e quindi anche se stesso come volontà di potenza, si trasforma nel superuomo capace di rinascere dalle ceneri della morte di Dio e vivere spensierato come un fanciullo in un mondo senza più alcun fondamento stabile. Si tratta di una decisione difficile, che passa per un cammino tortuoso e pieno di insidie, ma un cammino necessario se vuole ottenere la piena libertà. Una volta detto sì alla realtà come volontà di potenza, da schiavi del tempo che eravamo seguendo le prescrizioni della morale, ne diventiamo padroni. Continua a leggere

Il Nietzsche “libertario” di Laura Langone, seconda parte: cammello –> leone –> bambino (dalla sopportazione alla ribellione alla libertà)

«Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventa cammello, e il cammello leone, e infine il leone fanciullo. Molte cose pesanti vi sono per lo spirito, lo spirito forte e paziente nel quale abita la venerazione: la sua forza anela verso le cose pesanti, più difficili a portare. Che cosa è gravoso? domanda lo spirito paziente e piega le ginocchia, come il cammello, e vuol essere ben caricato. Qual è la cosa più gravosa da portare, eroi? così chiede lo spirito paziente, affinché io la prenda su di me e possa rallegrarmi della mia robustezza. […] Continua a leggere

Il prologo del nuovissimo libro di Laura Langone su Nietzsche “filosofo della libertà” (prima parte: morte di Dio e resurrezione dell’Uomo)

«Una predilezione della forza per quei problemi per cui oggi nessuno ha il coraggio; il coraggio del proibito; la predestinazione al labirinto. Un’esperienza di sette solitudini. Nuove orecchie per nuova musica. Nuovi occhi per il più lontano. E una nuova coscienza per verità restate fino a oggi mute. E la volontà dell’economia in grande stile; mantenere compatta la propria forza, la propria esaltazione… Rispetto di sé, amore di sé, libertà assoluta verso di sé…» (Friedrich Nietzsche, L’anticristo) Continua a leggere

Quello che ci insegna il caso-Tsipras

di GIORGIO CREMASCHI –

Alexis Tsipras ha perso le elezioni greche come era ovvio e scontato. Quando la sinistra fa la politica della destra presentandosi come il meno peggio, la destra vince perché presenta le idee originali che la sinistra adotta in fotocopia. È una regola generale alla quale siamo oramai abituati in Italia ed in Europa, eppure sino a poco tempo fa sembrava valere la regola contraria. Continua a leggere

Il mio consiglio ai sovranisti di sinistra: evitate la stessa supponenza del Pd e satelliti…

di LEONARDO MARZORATI

Alle ultime elezioni europee il PD e le sue propaggini si sono confermate forze politiche borghesi cittadine, con un chiaro elettorato di riferimento. Si tratta di quello che anni fa veniva battezzato “ceto medio riflessivo” e che comprende professionisti, insegnanti, impiegati del settore pubblico e privato, pensionati ex elettori di PCI, PSI e DC e studenti. Il loro livello di istruzione è medio-alto e questo porta alcuni di loro, fomentati da cattivi mass media (il gruppo Gedi su tutti), a sentirsi superiori al resto della massa e quindi del popolo italiano, composto, secondo la loro linea di pensiero, da ignoranti facilmente condizionati dalla propaganda di Lega e Movimento 5 Stelle. Nella loro narrazione si creano due schieramenti: le persone preparate e gli analfabeti funzionali. Continua a leggere

Sulla libertà e responsabilità in politica (e la loro negazione)

di GENNARO ANNOSCIA

La politica, come sfera per eccellenza della decisione, finisce per richiedere l’esercizio della nostra libertà, così come della responsabilità che essa, inevitabilmente, comporta; specie in considerazione degli effetti che le nostre decisioni hanno non soltanto sulla nostra vita ma, soprattutto, su quella degli altri. Il problema è che della libertà, o di una particolare libertà, gli uomini finiscono per accorgersene soltanto quando essa gli viene sottratta, o comunque ne siano privati. Continua a leggere

I fascisti di Forza Nuova? Non scontri fisici ma SCIOGLIMENTO

di LEONARDO MARZORATI

A Bologna, per impedire una manifestazione (autorizzata) di Forza Nuova, la sinistra antagonista locale è scesa in piazza. La Polizia di Stato ha fatto da muro, per impedire ai compagni di raggiungere i fascisti. Lo scontro con le forze dell’ordine è stato inevitabile. Il risultato dovrebbe far riflettere gli organizzatori della contro-manifestazione: qualche manganellata presa e i fascisti tranquilli nella piazza limitrofa. Continua a leggere

Dialettica: il negativo della… negazione

di ROBERTO CICCARELLI

In giorni oscuri torniamo a interrogarci sulla negazione. L’avevamo rimossa, avevano detto che la storia era finita e avremmo vissuto in un eterno presente pacificato. Ci siamo risvegliati in una specie di guerra civile mondiale dove la negazione è intesa come distruzione della vita: il terrorismo jihadista che rivendica il potere di dare la morte in maniera indiscriminata. Oppure lo stragismo fascista e razzista contro gli immigrati, rovescio diabolico di una risposta uguale e terribile. Continua a leggere

Educare al socialismo

di LEONARDO MARZORATI

Educare al socialismo deve essere uno degli obiettivi primari delle forze popolari e democratiche che si battono per esso. Il socialismo è il fine e la propaganda è il mezzo. Scrivo di un’impresa titanica, ardua e ai limiti dell’impossibilità, in una società ormai piegata al consumismo, all’apparenza e all’individualismo. Continua a leggere

Giuseppe Fanelli, quello strano patriota… anarchico

di GIANCARLO IACCHINI

Il destino di Giuseppe Fanelli, singolare “demosocialista” napoletano del Risorgimento (1827-1877), è stato quello di spiazzare sempre tutti quanti. Mazzini gli fa organizzare “in loco” la celebre spedizione di Carlo Pisacane, ma Fanelli gli risponde con onestà: «Qui nel Mezzogiorno la situazione sociale è esplosiva… («Bene – pensa Mazzini – muoviamoci allora!»)… però le masse non sono ancora mature». «Cioè?». «Cioè non è detto che si muovano!». «Ma le plebi non possono aspettare!». «Finché restano “plebi” e non diventano “popolo”, son destinate ad aspettare per forza, perché rimangono in mano alla Chiesa e ai reazionari. Lo dice anche Marx nel Manifesto». Mazzini non ci capisce più niente, e sbotta con Pisacane: «Senti, decidi tu e buonanotte». «Io parto lo stesso – gli risponde quello – e al diavolo Fanelli con tutti i suoi dubbi. Lui sembra un moderato, da quanto è prudente!… Del resto basta vedere come si veste: è così elegante che ti viene il sospetto che la rivolta contro i signori sia proprio lui a non volerla, non le plebi del Sud… Altro che Marx!». Così Pisacane parte per mare verso la nobile ma tragica spedizione di Sapri, 3 anni prima della vittoriosa impresa garibaldina. «Io ve l’avevo detto – mormora affranto Fanelli dopo la strage dei “300 giovani e forti” – L’idealismo a volte è controproducente; serve piuttosto un’analisi realistica e meno retorica. Vero Mazzini?». Continua a leggere