di GENNARO ANNOSCIA –
Mentre la scienza balbetta di fronte ad un virus sconosciuto, su cui avanza solo ipotesi non sempre attendibili, l’anno scolastico procede con la didattica a distanza. Al momento, non esiste nessun decreto che faccia chiarezza riguardo al quadro complessivo del corrente anno scolastico; le uniche alternative concerneranno l’esame di stato, ma anche in relazione a questo c’è ancora tanto da chiarire. Continua a leggere
Politica
La realpolitik sui migranti va oltre gli schieramenti e la propaganda
di LEONARDO MARZORATI –
Per via del coronavirus, il governo Conte ha bloccato i porti alle Ong che trasportano migranti, impedendo lo sbarco della nave Alan Kurdi di proprietà della Ong tedesca Sea Eye, con a bordo 150 migranti. Il decreto che di fatto chiude i porti italiani alle navi non autorizzate, come molte di proprietà delle Ong operanti nel Mar Mediterraneo, è stato firmato da quattro ministri, di aree politiche differenti. C’è il Pd, con la ministra ai Trasporti Paola De Micheli; c’è il Movimento 5 Stelle, con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio; c’è il ministro tecnico degli Interni Luciana Lamorgese; c’è anche la sinistra, con il ministro alla Salute Roberto Speranza, leader di Mdp – Articolo Uno. Continua a leggere
Divieti e responsabilità
di GENNARO ANNOSCIA –
(a mio fratello Luca)
Il coronavirus ha finito per rivelarsi una sorta di cartina di tornasole di aspetti apparentemente nascosti della società capitalistica. Senza che si sia mai fatto cenno alle sue reali cause, la pandemia funge da pretesto alla imposizione di nuovi divieti alle già limitate libertà personali. Uscire di casa non è più possibile, se non per la spesa e per poco altro, la motivazione è che la sua diffusione possa essere bloccata costringendo le persone a non uscire di casa. Ci si dimentica di ricordare che se da un pipistrello, in un remotissimo villaggio asiatico, il virus è arrivato nelle metropoli, diffondendosi così rapidamente, ciò è dovuto, sicuramente, anche ai cambiamenti climatici causati dall’uomo, così come alla concentrazione umana nelle città e nei luoghi di lavoro, oltre che ai continui spostamenti di merci ed esseri umani da un capo all’altro del mondo, fosse pure in business class. Continua a leggere
L’attacco del “privato” alla scuola pubblica e ai suoi insegnanti
di LOREDANA FRALEONE * –
Dalla fine degli anni Ottanta del Novecento, il lavoro nei settori pubblici è entrato nel mirino dei governi che si sono succeduti in Italia, dei media e dell’opinione pubblica. È stato messo in atto un discredito costante senza distinzione di settori, di aree geografiche, di casi del tutto particolari e soprattutto senza una proposta di interventi tesi a migliorare le situazioni che eventualmente andavano corrette. Continua a leggere
Uniti per il socialismo sotto un’unica bandiera
di LEONARDO MARZORATI –
L’Unione Europea è un moloch al momento difficile da scalfire. Qualcosa però le forze socialiste e popolari devono pur fare, iniziando una propaganda che parta dai social e che giunga nelle piazze, per avere visibilità maggiore. Dietro le forze di sinistra popolare, socialiste e comuniste, non ci sono i potenti mass media che hanno favorito il fenomeno “sardine”. Si deve però trovare una strategia che porti i partiti e i movimenti politici contrari a quest’Unione Europea liberista a trovarsi in una stessa piazza, meglio se sotto una sola grande bandiera. Continua a leggere
Oggi la rivoluzione sono le riforme. Quelle vere!
di GIANCARLO IACCHINI –
«Riforme o rivoluzione?», chiedeva Rosa Luxemburg con una domanda ovviamente retorica prima di scagliarsi a testa bassa contro Bernstein e i riformisti, i revisionisti, i gradualisti, gli evoluzionisti della vecchia socialdemocrazia tedesca ed europea. Centovent’anni fa aveva ragione lei, con alle porte non la pacifica prosperità generale vaticinata dagli ottimisti bensì una guerra devastante (che poi ne causò un’altra ancora più mostruosa subito a ruota), nonché una crisi economica rovinosa tra i due conflitti mondiali anziché le magnifiche sorti e progressive della società borghese che avevano affascinato anche gli eredi più moderati di Marx e soprattutto di un Engels ormai con un piede e mezzo nel positivismo di fine Ottocento. Continua a leggere
“Perché guardo con interesse le Sardine”
di FABIO GREGGIO –
Riguardo all’articolo pubblicato dall’ottimo Leonardo Marzorati nel sito di MRS: Interessante analisi anche se molti dati sono dedotti e non verificati. Interessante il concetto che socialisti e comunisti devono o dovrebbero fare quello che fanno le sardine, tornare al popolo, essere antagonisti fisicamente e non solo su facebook. Guardo con interesse le Sardine perché è un movimento di piazza e non sarei di sinistra se arricciassi subito il naso prima ancora di capire chi sono e cosa vogliono, al netto di qualche affermazione comica e imbarazzante comprensibile data l’esposizione mediatica improvvisa. Continua a leggere
Piero Gobetti su Gramsci e la fondazione del Pci
di PIERO GOBETTI ♦
Il movimento comunista torinese si presenta con un’organicità di pensiero e una serietà di intenzioni che suscitano meraviglia e interesse anche in un avversario. Vi è una rigidezza che, per l’intransigenza, è diventata quasi un mito nel pensiero di chi l’ha considerata da lontano. In realtà dall’esperienza politica torinese è nato il Partito Comunista e se ne possono rintracciare i documenti di tre anni almeno antecedenti alla costituzione ufficiale. Ragioni storiche complesse hanno fissato al movimento operaio torinese caratteristiche originalissime con conseguenze di importanza storica eccezionale. Continua a leggere
Le Sardine e noi socialisti
di Leonardo Marzorati –
I socialisti e comunisti possono anche scendere in piazza con le “Sardine” o con altri movimenti democratici, ma mantenendo saldo il proprio ideale e cercando di convincere sempre più cittadini, meglio se provenienti dai ceti popolari, ad abbracciare la lotta contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Continua a leggere
Gli anni Sessanta fino a Piazza Fontana (nella ricostruzione dei comunisti anarchici)
28-29-30 giugno 1960: Genova manifestazioni di protesta per impedire il congresso del Movimento Sociale Italiano, partito erede del partito nazionale fascista. Il 28 giugno 1960 venne indetta una manifestazione di protesta, nel corso della quale Sandro Pertini, affermando la sua opposizione al congresso, disse: «La polizia sta cercando i sobillatori di queste manifestazioni, non abbiamo nessuna difficoltà ad indicarglieli. Sono i fucilati del Turchino, di Cravasco, della Benedicta, i torturati della Casa dello Studente che risuona ancora delle urla strazianti delle vittime, delle grida e delle risate sadiche dei torturatori». Continua a leggere