Pubblichiamo a puntate, con qualche piccolo taglio, il Manifesto del liberalsocialismo scritto da Guido Calogero e Aldo Capitini nel 1940, sulla scia dei tanti dibattiti portati avanti nell’ambito dell’antifascismo “laico” e illuministico, da cui avevano preso il via anche il movimento Giustizia e Libertà e successivamente il Partito d’Azione, grande protagonista della Resistenza insieme a comunisti e socialisti. Nel nome degli ideali di martiri dell’antifascismo liberale e socialista come Piero Gobetti e i fratelli Carlo e Nello Rosselli. Continua a leggere
Politica
Intervista su Marcuse
di GIANCARLO IACCHINI –
Raffaele Laudani, autore di un importante libro su Marcuse (Politica come movimento. Il pensiero di Herbert Marcuse, Collana “Il Mulino/Ricerca”, pp.336), ha accettato di rispondere alle nostre domande sulla teoria del celebre esponente della Scuola di Francoforte, le cui critiche alla società contemporanea – doppiamente eretiche (anche rispetto al marxismo ortodosso) nel momento in cui furono scritte – appaiono ancora oggi quanto mai stimolanti e lungimiranti. Laudani, che ha insegnato anche alla Columbia University di New York, è uno dei massimi esperti italiani del pensiero di Marcuse. Ha anche curato una raccolta di suoi scritti (da lui stesso tradotti) nonché l’edizione italiana degli inediti. Continua a leggere
Parte degli utili ai lavoratori: il modello socialista jugoslavo
di LEONARDO MARZORATI –
La Jugoslava socialista ebbe un modello economico distante da quello degli altri Paesi dell’Europa Orientale. Lo sviluppo della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia (dal 1963 Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia) si fondava su un binomio composto da economia pianificata e libere attività d’impresa. Il regime del maresciallo Tito rappresentò un modello studiato in tutto il mondo. La sua economia fu il frutto delle minuziose analisi marxiane di quelli che furono i principali collaboratori del leader della Resistenza Jugoslava: Milovan Gilas, Edvard Kardelj e Vladimir Bakaric. Si tratta dei maggiori esponenti dell’ala definita “liberale” del governo jugoslavo, non sempre in perfetto accordo con la visione politica del leader di Belgrado. Gilas nel 1954 ruppe i rapporti con Tito, divenendo a tutti gli effetti un dissidente del regime jugoslavo. Continua a leggere
Quello che la variante “delta” sta dimostrando…
di GIANCARLO IACCHINI –
La cosiddetta variante delta (ex indiana) ha perlomeno consentito di fare chiarezza su molte cose, sgombrando il campo da diverse ipotesi strampalate. Smentendo insieme catastrofisti e “faciloni”, ha dimostrato che l’allarme è fondato ma l’allarmismo no; che questo virus è davvero molto insidioso, ma che siamo sulla strada giusta per venirne finalmente fuori. Continua a leggere
Lelio Basso, anima del radicalsocialismo
La vita, il pensiero e le lotte di Lelio Basso esprimono nel modo più esemplare non soltanto l’essenza del radicalsocialismo, ma più in generale quel comune denominatore libertario che si può enucleare da tutti i filoni della sinistra italiana ed europea (socialista, radicale, comunista, anarchico, ecologista, pacifista) in una straordinaria sintesi dialettica che ha animato per quasi sei decenni sia la teoria che la prassi politica del rivoluzionario ligure. Continua a leggere
RINASCIMENTO O BARBARIE
di GENNARO ANNOSCIA –
Il “Curriculum dello studente” non è, come molti credono, un’idea del ministro Bianchi, bensì un retaggio della “Buona scuola” renziana. Rispondendo unicamente ad un’ottica di mercato, che vede il giovane come pseudo-protagonista di competenze da accumulare e da esporre nel suo mettersi in vendita, esso finisce per evidenziare, ulteriormente, come la scuola abbia passivamente abdicato al proprio ruolo formativo a vantaggio di un’ottica neoliberista. Continua a leggere
Il suicidio del giovane campione Seid Visin e lo schifo del razzismo
MRS e la “libertà eguale”
MRS è contro qualsiasi forma di pensiero unico, unanimismo, conformismo e omologazione. Il suo pensiero radicalsocialista si fonda sulla differenza, sulle pari opportunità tra soggetti diversi, sulla piena libertà individuale di opinione e di scelte esistenziali. La nostra “eguaglianza” è la “libertà uguale” dei nostri maestri (da Gobetti a Rosselli alla teoria della giustizia di John Rawls) e dell’art.3 della Costituzione repubblicana, secondo cui è compito dello stato intervenire per rimuovere tutto ciò che impedisce la piena affermazione della dignità umana e la libera realizzazione di ogni persona.
Rendiamo onore agli Arditi del Popolo!
di LEONARDO MARZORATI –
Cent’anni fa nascevano gli Arditi del Popolo. Di loro si è parlato troppo poco, relegati a poche pagine nei manuali di storia e non celebrati per quello che sono stati: i primi ad aver impugnato le armi e combattuto contro l’emergente fascismo nei quindici mesi precedenti alla Marcia su Roma e all’incarico di governo affidato dal re Vittorio Emanuele III a Benito Mussolini.
Gli Arditi del Popolo nascono nel 1921 ed è proprio l’estate di quell’anno il loro primo banco di prova. Il biennio rosso è terminato. Quasi tutti gli storici sono concordi nel ritenere nel 1921 improbabile una rivoluzione socialista in Italia. Eppure c’è chi soffia sul fuoco. Continua a leggere
La pluralità di MRS: Daniela Talarico si candida col Partito comunista
di DANIELA TALARICO –
Ho sempre lavorato per la sovranità dell’Italia e per il socialismo, quindi proseguo il mio impegno con Marco Rizzo e col Partito comunista.
Dopo quasi tre anni di militanza nel Fronte Sovranista Italiano ora Riconquistare l’Italia, anni intensi e fecondi di idee e di positive relazioni ed esperienze politiche e umane, a seguito della drammatica accelerazione dei processi politici già in atto e della crisi sociale e democratica causata dalla gestione governativa europea dell’epidemia Covid, ho preso atto della inadeguatezza dei piccoli partiti e gruppi dell’area neosocialista e patriottica a rispondere in modo politicamente e strutturalmente adeguato alla gravità della congiuntura. Continua a leggere

