CHI SIAMO

Il Movimento RadicalSocialista è un’associazione fondata il 9 dicembre 2006 a Bologna per iniziativa di donne e uomini di varie regioni d’Italia, provenienti dalla sinistra socialista, radicale, comunista, ecologista e anarchica, allo scopo di unire e rivitalizzare, riscoprendone le genuine radici libertarie, le migliori e più gloriose tradizioni della sinistra italiana ed europea. Continua a leggere

Il depistaggio del 1° maggio

di ANTONIO DI SIENA

Che la “sinistra” abbia trovato il suo nuovo messia in uno che se ne va in giro in Lamborghini a tirare spiccioli ai barboni poco mi interessa. Salvo il fatto che riesca a darci la cifra della fine che ha fatto. Quello che, invece, sarebbe interessante discutere è a cosa stia effettivamente servendo tutto il polverone di ieri. Continua a leggere

Jean-Paul Sartre: il mio umanismo esistenzialista

Vorrei qui difendere l’esistenzialismo da un certo numero di critiche che gli sono state mosse. Innanzitutto lo si è accusato di indurre gli uomini ad un quietismo disperato, poiché, precluse tutte le soluzioni, si dovrebbe considerare in questo mondo l’azione del tutto impossibile e sfociare, come conclusione, in una filosofia contemplativa. Altri invece ci accusano di mettere in evidenza i lati peggiori dell’uomo, e di trascurare gli aspetti belli e luminosi della natura umana. Ed anche di venir meno alla solidarietà, cioè di considerare l’uomo come isolato. I cattolici inoltre ci rimproverano di negare i valori morali, visto che se sopprimiamo i comandamenti di Dio ed escludiamo valori stabiliti in eterno non resterebbe altro che la gratuità pura e semplice, per cui ognuno può fare ciò che vuole. A tutte queste critiche cerco di rispondere oggi: ecco perché ho intitolato questa mia breve esposizione «L’esistenzialismo è un umanismo». Continua a leggere

Una risposta alla pandemia: fronte unito per il Socialismo

di LEONARDO MARZORATI

Due terzi di garantiti e un terzo di non garantiti. Questa narrazione viene spesso portata avanti dai liberali. La pandemia ha penalizzato maggiormente il terzo di lavoratori non garantiti e meno i due terzi garantiti. I lavoratori dipendenti hanno continuato in molti casi a ricevere un regolare stipendio durante i mesi di lockdown. I dipendenti pubblici, additati dai liberali come i maggiormente garantiti, non hanno avuto decurtazioni dovute alla cassa integrazione o a riduzioni d’orario, lavorando nella maggior parte dei casi dalla propria abitazione. Il telelavoro ha permesso a molti dipendenti del privato, soprattutto impiegati, di svolgere la propria mansione da casa, a parità di stipendio (in alcuni casi il buono pasto è stato tolto). Ad alcuni vantaggi innegabili, come il tempo e il denaro guadagnato dal superamento del tragitto casa-lavoro, si sono aggiunti svantaggi, come l’utilizzo di utenze private per mansioni lavorative o la riduzione di vita sociale. Ad altri è però andata peggio, specie in settori duramente colpiti dalla pandemia, come la ristorazione, il turismo, la cultura e lo sport, dove le buste paga sono state molto più magre. La cassa integrazione e la riduzione d’orario hanno penalizzato parecchie categorie di lavoratori. Continua a leggere

Migranti: la UE peggio di Salvini

di LEONARDO MARZORATI

I mass media nel 2019 si erano fiondati sul Mediterraneo, per raccontare il braccio di ferro tra l’allora ministro degli Interni Matteo Salvini e l’Unione Europea. La contesa verteva tutta su che fare dei migranti stipati sulle navi Sea-Watch 3 e Diciotti. Il nostro ministro, dopo aver fatto approvare dall’allora maggioranza giallo-verde con a capo Giuseppe Conte i Decreti Sicurezza, fu oltranzista nel non voler far sbarcare in Italia poche decine di migranti. Cinicamente, cercò di ricattare quella Ue che aveva mal sopportato l’alleanza di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle. Continua a leggere

Per ricordare John Rawls nel centenario della nascita

di GIANCARLO IACCHINI

Accanto ai grandi italiani come Carlo Pisacane, Piero Gobetti, i fratelli Rosselli, Lelio Basso ecc. che hanno storicamente riempito di contenuti l’unità dialettica degli ideali di giustizia e libertà, deve trovare posto il filosofo americano che ha teorizzato la “forma a priori” di quella equal freedom (libertà eguale) tipica del “liberalsocialismo”. Il filosofo statunitense John Rawls, nato esattamente cent’anni fa (il 21 febbraio del 1921) a Baltimora e scomparso nel 2002, può essere definito il Kant della giustizia sociale, colui che ne ha delineato le condizioni “universali e necessarie”, individuandone la radice nella razionalità dell’uomo anziché nella “struttura economica e sociale” di stampo marxista. Continua a leggere

Umberto Terracini, un uomo dimenticato in un’Italia senza memoria

di Gian Franco Ferraris

Riflessioni intorno al libro Quando diventammo comunisti – Conversazione con Umberto Terracini, tra cronaca e storia. A cura di Mario Pendinelli – Rizzoli editore, Milano 1981

La vita di Terracini è stata straordinaria, un romanzo avvincente e drammatico che ha attraversato l’intero 900. Giovane avvocato di famiglia borghese, ha preferito alla carriera l’impegno politico; con Gramsci e Bordiga è stato tra i fondatori del Partito Comunista a Livorno nel 1921 (aveva 26 anni), e nel luglio di quell’anno, al congresso dell’Internazionale comunista, si scontrò con Lenin che in francese “plus de souplesse camarade Terracini!” propose il fronte unico tra comunisti e socialisti e in quell’occasione coniò la famosa formula “l’estremismo malattia infantile del comunismo”. Continua a leggere

Il reale ed il possibile (riflessioni di capodanno)

di GENNARO ANNOSCIA

È terminato un anno nel quale sono state stravolte non solo le nostre abitudini, bensì l’intera nostra esistenza. La stabilità lavorativa e quella economica, specie per chi già faticava per arrivare a fine mese, si sono ulteriormente ridotte. La larvata socializzazione che si faceva largo nelle piazze, nei bar, sul luogo di lavoro o a scuola, si è trasformata in un flusso digitale di dati. Il senso di vuoto che ne è derivato, unitamente all’isolamento individuale, accresciuto dalle misure restrittive imposte da una oligarchia, che si fa scudo della maschera del politico o dello scienziato, anche tramite il sostanzioso ausilio dei media, che confondono con notizie contraddittorie, hanno limitato e limitano la possibilità di ragionare su dati reali, che appaiono, invece, spesso manipolati. Il perenne stato di ignoranza e dipendenza ha come effetto la più totale inazione. Continua a leggere