«Il punto fondamentale della critica di Feuerbach alla religione è il seguente: è l’uomo che fa la religione, e non la religione che fa l’uomo. Ma l’uomo non è un essere astratto; l’uomo è il mondo dell’uomo, cioè lo Stato, la società. Questo Stato, questa società producono la religione, una coscienza capovolta del mondo, poiché essi sono un mondo capovolto. La religione è la consolazione, il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, l’oppio del popolo. È la realizzazione fantastica dell’essenza umana, poiché l’essenza umana non possiede una realtà vera. La lotta contro la religione deve dunque diventare lotta contro quel mondo di cui essa è l’aroma spirituale. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale del popolo stesso. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni. La critica della religione, dunque, è, in germe, la critica della valle di lacrime di cui la religione è l’aureola. La critica del cielo si trasforma così nella critica della terra». Continua a leggere →