di PIETRO INGRAO –
Non riesco a sottrarmi alla passione del ricordo, a tornare sulla battaglia di Lelio Basso, su ciò che conobbi di lui e su ciò che da lui appresi. E non stupitevi se, ricordando quanto devo all’amico carissimo, ciò che prima di tutto mi piace ricordare è quello che io e tanti in questo paese abbiamo avuto da Lelio come conquista della libertà. Io sono molto avanti negli anni e posso dire che uno scrupolo grave mi prende se ripenso a ciò che ho vissuto, al secolo che ho attraversato; ed è che noi che vivemmo quegli anni, noi figli di questo secolo, non abbiamo forse raccontato abbastanza la carneficina attraverso cui siamo passati, le cataste di morti, le città incendiate, la tortura elevata a scienza, i morti di Auschwitz e infine la paura folle che avemmo che Hitler potesse diventare il padrone del mondo.



