La tentazione dell’inciucio

di Paolo Flores d’Arcais e Barbara Spinelli

Cari parlamentari del Pd, M5S e Sel, ci rivolgiamo oggi soprattutto ai parlamentari del Pd e di Sel, perché c’è qualcosa che non riusciamo proprio a capire. Estromettere Berlusconi dalla vita politica e dal potere (compreso il suo monopolio sulla televisione commerciale) non solo sarebbe sacrosanto secondo tutti i canoni delle democrazie liberali occidentali, ma sarebbe anche un vantaggio non da poco per il centro-sinistra. Ora, se una misura a portata di mano, che corrisponde sia all’interesse generale e all’etica di una democrazia sia all’interesse egoistico e di bottega di una forza politica, viene da quest’ultima rifiutata e anzi tale forza politica si muove in direzione opposta (mantenere il Caimano nei gangli decisivi del potere e della politica), l’interrogativo è d’obbligo: perché tanta assurdità? Continua a leggere

Il costo della democrazia

Democracydi Francesco Gismondi (Portavoce MRS)

Iniziano a filtrare le prime notizie sul lavoro dei cosiddetti “saggi”.
Ecco cosa scrive Repubblica: “Dimezzamento dei parlamentari: si cambiano i criteri di rappresentatività alla Camera (un deputato ogni 120mila elettori). I deputati passerebbero così da 630 a 470. In più il Senato verrebbe sostituito dalla Camera delle Regioni i cui membri saranno indicati dai consigli regionali che li pagheranno con l’attuale stipendio. Con il taglio di 315 senatori a carico dello Stato i parlamentari passerebbero dunque da 945 a 470.” E ancora: “Accordo anche sulla riforma dei regolamenti parlamentari: più poteri per governo e maggioranza con tempi certi per l’approvazione delle leggi bilanciati da uno Statuto dell’opposizione. Sulla forma di governo Quagliariello vuole il semipresidenzialismo caro a Berlusconi mentre gli altri tre saggi spingono per un rafforzamento dei poteri del premier”.

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La sinistra e la forma partito

di Pierfranco Pellizzetti da Micromega

«La società politica è stata azzerata…è il
prodotto di un ‘movimento per la liberazione
dei ricchi’: i potenti non vogliono dominare
perché hanno capito che non è un’attività
abbastanza lucrativa; vogliono soltanto
arricchirsi e allontanarsi sempre di più dal
resto della società»
Stephen Holmes

Non è vero che prima ci sono i bisogni. Un soggetto collettivo nasce dall’identificazione e dalla concettualizzazione di tali bisogni in una narrazione produttiva di senso e significati (come tale aggregativa): il momento sorgivo della politica democratica, quale alternativa a ciò che tale non è; ossia la pura e semplice tecnologia del potere. Continua a leggere

Il mondo secondo Margaret Thatcher

da l’Espresso – di Marco Paolini

L’ex premier inglese è morta a 88 anni. Nei suoi undici anni di potere, insieme a Ronald Reagan, ha cambiato il mondo. In peggio, mettendolo al servizio del Dio Mercato. Il ricordo amaro di un autore teatrale

Sembra che l’economia stia scivolando verso la “virtualizzazione”. E non parlo solo della grande finanza, parlo della trasformazione dei cittadini in consumatori che solo acquistando beni e servizi, scarpe e wellness, emozioni e vestiti, possono far crescere il Pil. Alla ricchezza virtuale corrisponde un impoverimento sostanziale. Siamo un po’ tutti miserabili, culturalmente più che economicamente, perché abbiamo scelto di abdicare ad ogni scelta per affidare al Mercato i progetti per il nostro futuro. Continua a leggere

Sit-in a sostegno di Nino Di Matteo – 8 aprile 2013

Il Movimento Radicalsocialista esprime il proprio pieno e convinto sostegno all’appello al CSM per archiviare il procedimento disciplinare contro Nino Di Matteo e al sit-in in suo sostegno promosso dal Movimento Agende Rosse per oggi 8 aprile 2013.

di Salvatore Borsellino

Si muore quando si è soli

“Si muore quando si è soli….” diceva Giovanni Falcone. Uno dopo l’altro sono stati lasciati soli Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e uno dopo l’altro li hanno massacrati, massacrati insieme alle mogli, se le avevano accanto, agli uomini e alle donne della loro scorta, massacrati e poi pianti con ipocrite lacrime e onorati soltanto perché erano morti, non costituivano più un pericolo per chi, lasciandoli soli, ne aveva decretato la morte. Continua a leggere

Avere una miniera d’oro e non volerla sfruttare

Il tema di dare un impulso straordinario alla confisca dei capitali di origine criminale e mafiosa, per contribuire in modo decisivo alla soluzione dei problemi della finanza pubblica ma anche per eliminare intollerabili fattori di distorsione della vita democratica e dell’economia del nostro Paese, era stato centrale nella proposta politica della lista di Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Già nel settembre dello scorso anno era stata depositata in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Elio Veltri ed alla quale anche il Movimento Radicalsocialista aveva aderito e partecipato, per semplificare e rendere più efficienti le azioni di confisca dei patrimoni illegali. Continua a leggere

Perché la sinistra dovrebbe scegliere una legge elettorale proporzionale

di Enrico Grazzini (pubblicato sul Manifesto venerdì 5 aprile 2013)

tramite Eddyburg

Se il parlamento deve essere davvero “lo Specchio del paese” e la democrazia non deve essere sacrificata alla governabilità, non c’è dubbio che il sistema proporzionale sia quello migliore. Ma occorre che la civitas sappia ridiventare polis, che dalla società rinasca la politica. Che cosa sostituirà i partiti, al di là  e meglio delle aggregazioni precarie e temporanee delle liste elettorali? Il manifesto, 5 aprile 2013.

Una tradizione nefasta: dalla legge Acerbo alla legge truffa fino alla “porcata” di oggi Germania, Svizzera, Spagna, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda, Danimarca e Olanda hanno democrazie mature e governi stabili senza presidenzialismi o meccanismi maggioritari. In Italia dovremmo aver imparato che il Porcellum o il Mattarellum hanno favorito una deriva berlusconiana
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Una vergogna chiamata off-shore

In coincidenza con la diffusione dei risultati dell’inchiesta del Consorzio dei giornalisti investigativi Usa, in collaborazione con 38 media di tutto il mondo, sullo scandalo dei capitali dolosamente occultati nei paradisi fiscali nel mondo, l’Espresso ripubblica un articolo dell’ottobre 2010 dell’economista Giorgio Ruffolo nel quale sono ben descritti gli intrecci inestricabili tra speculazione finanziaria, evasione fiscale e capitali di origine criminale che tutti insieme si giovano di quel sistema economico parallelo e segreto che è costituito dalle piazze finanziarie offshore.

di GIORGIO RUFFOLO

Dal Vaticano alle Isole britanniche: un sistema economico parallelo, segreto e sempre più fiorente. Sono i paradisi fiscali, tanto amati da Berlusconi. Valgono un quinto del Pil mondiale. E nessuno se ne occupa

(08 novembre 2010)

I am lost in paradise, cantava nostalgicamente Johanna Wang in una canzone divenuta famosa: mi sono smarrita in paradiso. Suggerirei ai governi di adottarla all’apertura del prossimo G20, quando si tratterà di affrontare il tormentato problema dei paradisi fiscali. Continua a leggere

Per fare una nuova legge elettorale ci vuole un referendum popolare

Alfonso Giannidi Alfonso Gianni

Ilvo Diamanti definisce stravagante la scelta di Napolitano di costituire due commissioni di “saggi” come una in-decisione. In realtà è qualche cosa di peggio: è la sospensione della democrazia e del sistema parlamentare su cui si fonda la Repubblica. Una scelta che viene da lontano. Quando cadde Berlusconi era il momento di andare al voto. Napolitano, con la complicità del Pd che ora se ne lamenta, come fa Mario Tronti in una recente riflessione, impose la soluzione Monti per tranquillizzare i mercati. Quel governo aveva un obiettivo interno molto palese: spaccare il centrodestra e il centrosinistra. Obiettivo riuscito, soprattutto sul secondo versante. Poi le strade di Monti e Napolitano si divaricarono, soprattutto per le manie di grandezza del primo.

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Elementi per un socialismo del XXI secolo

bandierarossa1di Tommaso Roselli (MRS Lazio)
Si sente spesso parlare di socialismo del 21° secolo negli ambienti di sinistra. un nuovo socialismo che secondo me è tutto ancora da costruire… Come potrebbe essere caratterizzato?
– Innanzi tutto dovrà essere sicuramente ecologista/ambientalista data la situazione dell’ecosistema Terra, della biosfera. la crescita sregolata, non pianificata a livello mondiale, che produce inquinamento in rapidissima ascesa, rischia di danneggiare per sempre l’equilibrio biologico del pianeta. I socialisti del nuovo secolo potranno proporre la decrescita come parola d’ordine a livello economico mondiale.