La sinistra e la questione dell’euro

di Enrico Grazzini – 

La casa brucia e gli abitanti cercano disperatamente l’acqua per spegnere l’incendio, mentre i filosofi dibattono su come sarebbe bello avere una nuova meravigliosa abitazione. Come spegnere l’incendio della crisi europea? Quali scenari attendono i cittadini europei? Quali potrebbero essere le possibili risposte della sinistra alla crisi? Continua a leggere

Il programma del Movimento Comunità di Adriano Olivetti

Il Movimento Comunità è antifascista, repubblicano, democratico, federalista, cristiano e laico, socialista e personalista. Ma tali caratterizzazioni, se possono servire a situare il Movimento Comunità in un settore dello schieramento culturale e politico italiano, ne indicano la realtà solo in modo generico. L’ azione programmatica del Movimento Comunità esula infatti dai limiti tradizionali della «politica» intesa come rapporto di forze, e si fonda su una diversa moralità sociale: «politica» è per noi la possibilità dell’uomo di armonizzare e sintetizzare esigenze e vocazioni diverse, e azione politica è lo sforzo di creare istituzioni che rendano operante tale possibilità. Politica è rapporto attivo, consapevole, armonioso tra l’uomo e l’ambiente del suo operare quotidiano, e azione politica è la ricerca delle condizioni in cui questo rapporto possa avere vita. Di qui, ad esempio, il grande valore «politico» che ha per noi l’urbanistica. Di qui soprattutto il nostro rifiuto di distinguere tra morale personale e morale politica. Il nostro rifiuto di subordinare i mezzi ai fini. Il rifiuto della violenza se non di fronte alla aperta prevaricazione. La fiducia nella tolleranza come attivo dialogo e non come passiva rassegnazione. Il rifiuto di ogni forma di sfruttamento dell’uomo. Il rispetto assoluto della persona umana.

Dovunque ci sia conflitto, per esempio, tra la macchina e l’uomo, tra lo stato e un ente territoriale locale, Continua a leggere

Dove siete finiti ragazzi di Firenze?

Però ricordo chi voleva al potere la fantasia
erano giorni di grandi sogni sai, eran vere anche le utopie
ma non ricordo se chi c’era, aveva queste facce qui
non mi dire che è proprio così, non mi dire che son quelli lì.

Vasco Rossi
Stupendo

di Fabio Monti, SEL Teramo (n.d.r. che ringraziamo per averlo condiviso con noi)

Ieri mattina Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera dei deputati di Sel ha detto testualmente che: “L’energia della Leopolda mi ricorda il social Forum che si fece anni fa proprio nello stesso luogo. Un’energia che vuole interrompere il flusso di quanti vogliono mantenere lo status quo”.
In considerazione di queste dichiarazioni, non intendo né commentarle – anche perché si commentano da sole -, né provare ad analizzare le differenze (o forse dovrei dire: le antitesi) che contraddistinguevano il movimento di Firenze del 2002, che nasceva sull’onda del movimento globale di Seattle e di Porto Alegre, rispetto al giovanilismo qualunquista di Renzi Continua a leggere

La rivolta popolare siriana e la crisi del pacifismo – parte III

di Lorenzo Galbiati

Il nome dell’abbaglio che stanno prendendo molti pacifisti italiani si chiama Marie Agnes (o Agnes-Mariam) de la Croix, libanese di origine ma siriana di adozione, 61 anni, suora. È lei la principale fonte della controinformazione “pacifista” che, grazie al lavoro inizialmente di Marinella Correggia e poi di molti altri volontari, ha riempito il web, dal Manifesto a vari siti e mailing list pacifisti, con notizie di massacri di civili compiuti invariabilmente dai ribelli e mai dal regime siriano. E’ lei la principale voce siriana che ha avuto audience in Europa nello screditare i media che denunciavano i crimini di al-Asad, e parliamo non solo dei media occidentali e arabi, ma in pratica di tutto il mondo, agenzie per i diritti umani (Amnesty International, Human Rights Watcch) e ONU compresi. Tutto un complotto, tutta una guerra mediatica Continua a leggere

La rivolta popolare siriana e la crisi del pacifismo – parte II

di Lorenzo Galbiati – 

Come descritto nella prima parte dell’articolo, molti ambienti pacifisti e nonviolenti non si sono accorti che in Siria è avvenuta per mesi una grande sollevazione popolare spontanea e nonviolenta, fino a che alcuni manifestanti, spinti dalla sanguinosa repressione del regime, hanno cominciato a prendere le armi, prima per difendersi, e poi per organizzarsi in bande armate (il Libero Esercito Siriano) con l’obiettivo di rovesciare il regime. Persone appartenenti alla Rete No War, a partiti come il PdCI e Per il Bene comune, sono attive da tempo nelle piazze, su siti internet come sibialiria.org e nelle mailing list di Peacelink e del Movimento Nonviolento con presidi, comunicati e petizioni che di fatto hanno negato e negano la natura spontanea della rivolta nonviolenta siriana, che secondo questi attivisti altro non è stata se non una insurrezione etero-diretta ben presto diventata violenta e condotta da milizie straniere. Continua a leggere

La via maestra per l’alternativa

di MAURIZIO ZAFFARANO

Nel giorno della manifestazione per la difesa e l’attuazione della Costituzione ed in attesa di eventi di mobilitazione non meno importanti quali lo sciopero generale dei sindacati conflittuali del 18 ottobre e dei movimenti sociali contro austerità e precarietà e per il diritto alla casa del 19 ottobre, si deve onestamente riconoscere che oggi Maurizio Landini e Stefano Rodotà sono tra i pochissimi, se non gli unici, personaggi a sinistra in grado di raccogliere – per autorevolezza, carisma, prestigio – un seguito popolare vasto. Continua a leggere

La rivolta popolare siriana e la crisi del pacifismo – parte I

di LORENZO GALBIATI – 

Chi parla oggi della “rivoluzione siriana”? Nessuno, se non per dire che è stata tradita, da laica sarebbe diventata fondamentalista: questo ha detto, in sostanza, il giornalista Domenico Quirico1 appena rientrato in Italia. Ma c’è chi dice2 che la rivoluzione siriana più che tradita è stata dimenticata in Occidente, dove non si sono viste negli ultimi mesi grandi reazioni agli oltre 100 000 morti né di recente si è visto alcuno sdegno per il migliaio di persone gassate nella Ghouta. C’è voluto lo spettro di un intervento USA per vedere mobilitati i politici e il Papa, che con la sua iniziativa ha risvegliato i pacifisti, molti dei quali aspettano da due anni di potersi attivare contro l’ennesimo attacco imperialista americano, e in assenza di questo non sanno che fare, anche perché non sanno decifrare quel che succede in Siria, così come non hanno saputo cogliere quel che è stata, e ancora è, la rivolta popolare siriana. Facciamo quindi un passo indietro, per cercare di capire perché la rivolta siriana ha evidenziato la profonda crisi, forse irreversibile, del pacifismo nonviolento italiano, se non europeo. Continua a leggere

In piazza anche contro il “Lettalfano”

di Paolo Flores d’Arcais – 

Sabato l’Italia civile scende in piazza a Roma con la parola d’ordine “realizzare la Costituzione”. Dopo il voto di fiducia al governo Lettalfano dei berlusconiani di ogni risma e del Delinquente di Arcore in prima persona, e dopo la proposta della Giunta del Senato perché l’assemblea plenaria, entro venti giorni, decreti la cacciata di Berlusconi da Palazzo Madama, alcune cose devono essere chiare. Continua a leggere

12 ottobre, ma anche oltre…

di Andrea Martini

Forze potenti, politiche e sociali, nazionali e internazionali, da tempo vogliono ridurre o annientare gli spazi di democrazia presenti nella vita politica del nostro paese. Questo disegno si condensa attorno al progetto di riforma costituzionale e istituzionale che da decenni attraversa il dibattito tra e nelle principali forze politiche. Continua a leggere