Per una sinistra socialista

di MANUEL SANTORO

Inizierò dicendo che sono contrario a qualsiasi modifica dell’assetto istituzionale, di cui si parla e si riparla, da più direzioni. Sono contrario a qualsiasi modifica in senso semipresidenzialista oppure, peggio, presidenzialista che creino le condizioni per stravolgere il lavoro nobile ed attento fatto dai padri costituenti. Reputo, infatti, la valenza culturale e, soprattutto, morale degli uomini e delle donne che nell’immediato dopoguerra crearono le condizioni istituzionali del nostro vivere, di gran lunga superiore rispetto a quella riscontrabile oggi nei Palazzi. Sarò tacciato anche io di conservatorismo? Si, grazie, poiché su questo punto lo sono. Ben venga, quindi, l’incontro con Rodotà e Landini. Continua a leggere

Le trappole della moneta

di Alessandro Pedone

Da pochi giorni è disponibile la traduzione in italiano del bel libro di Nicholas Wapshott Keynes o Hayek. Lo scontro che ha definito l’economia moderna sulle vite parallele dei due più influenti economisti dell’ultimo secolo: Keynes e Hayek. Conoscere, almeno superficialmente, il pensiero di questi due grandi economisti ci aiuta molto a comprendere la politica economica e monetaria del nostro tempo e gli errori che sono stati fatti (e che si continuano a fare). Il libro è piacevole perché non è un noioso trattato di economia bensì la storia incrociata dei due personaggi e dello sviluppo del loro pensiero che ha definito, come dice il titolo, l’economia moderna. Continua a leggere

Cremaschi: appello a Rodotà e Landini

di Giorgio Cremaschi – 

Mi rivolgo a tutti i promotori dell’appello per una mobilitazione a difesa della Costituzione, sperando di essere ascoltato. La Via Maestra, come titola l’appello, ci propone un percorso che va subito illuminato dalla luce del rigore, per allontanare quelle ombre di incertezza e ambiguità che proprio nel nostro campo, come voi avete ben detto, sono sinora state corresponsabili del degrado della nostra democrazia. Continua a leggere

Non c’è fretta? E invece sì!

di Maurizio Zaffarano – 

Provo a dare il mio personale e opinabilissimo giudizio sull’assemblea dell’8 settembre promossa da Maurizio Landini e Stefano Rodotà per lanciare il movimento in difesa della Costituzione.

Rispetto alle incertezze sulla natura dell’iniziativa (determinate in parte dalle speranze del popolo della sinistra, in parte da una certa ambiguità con cui i promotori hanno presentato l’assemblea parlando di un non ben definito “spazio politico”) e cioè se questa fosse finalizzata anche alla nascita di un nuovo soggetto politico, soprattutto Stefano Rodotà è stato chiarissimo: ciò che si vuole costruire è un movimento di opinione e della società civile per richiedere alla politica (dunque ad altri soggetti che sono quelli oggi esistenti: il PD, SEL, il centrosinistra, i 5 Stelle) il rispetto e l’attuazione della Costituzione. In futuro si vedrà, e qualora vengano disattese le richieste di chi non accetta che la Costituzione venga calpestata da un ceto politico screditato si potrà pensare a qualcosa di diverso. Continua a leggere

Il trionfo della disuguaglianza

Uno studio recente dell’Istituto mondiale per la ricerca sull’economia dello sviluppo (World Institute for Development Economics Research) dell’Università delle Nazioni Unite riferisce che nel 2000 l’1 per cento delle persone adulte più ricche possedeva da solo il 40 per cento delle risorse globali, e che il 10 per cento più ricco deteneva l’85 per cento della ricchezza mondiale totale. La metà inferiore della popolazione adulta del mondo possedeva l’1 per cento della ricchezza globale. Ma questa è solo l’istantanea di un processo in corso… Continua a leggere

Costruire una vera alternativa

di Giorgio Cremaschi

Il nuovo pacchetto di misure del governo si colloca nella più classica metodologia democristiana.
Si toglie la tassa sulla prima casa a poveri e ricchi e se ne redistribuisce il costo in nuovi balzelli distribuiti a pioggia. Che alla fine peseranno ancora sui poveri, ma in modo più complicato da dimostrare.
Si distribuiscono un po’ di mance a licenziati e cassaintegrati, guardandosi bene però dall’affrontare davvero la loro condizione. Si tolgono diritti e si distribuiscono un po’ di elemosine selettive
E soprattutto si continua con la politica di austerità e massacro sociale, coprendola però con benedizioni e auspici ottimisti. Continua a leggere

I nostri maestri: Paolo Volponi

di Giuseppe Scherpiani

Paolo Volponi (1924 – 1994) è sicuramente uno degli scrittori più inclassificabili del Novecento perché, tanto per la sua vicenda artistica quanto per quella umana, non può assolutamente essere incluso in alcuna corrente, gruppo, cenacolo, accademia o circoli vari di cui il ’900 italiano fu ricco. Si dice che Flaubert, a chi gli domandava chi fosse Madame Bovary, usasse rispondere: «Madame Bovary c’est moi». Allo stesso modo l’urbinate Paolo disegna in quasi tutte le sue opere una serie di autoritratti propri. I quali possono riconoscersi sia nei luoghi che descrive, sia nei protagonisti dei suoi lavori: individui ora spigolosi e ispidi, ora generosi e volitivi; animati da tensioni verso mete altissime, duri e secchi come le crete appenniniche ma pervasi da furori cosmici; afflitti da spleen urbinate o languori metropolitani, in perenne conflitto fra Rinascimento e computer era; spesso contadini feltreschi ma anche ceti medi urbani industrializzati e postfordisti, tutti costantemente angosciati dalla catastrofe incombente ma ugualmente contaminati dal consumismo, irrevocabilmente solitari e arrovellati al pari di Amleto. E, sotto le loro sembianze, l’autore si pone come polo catalizzatore di un trapasso epocale che avanza in un cielo tetro e anticipatore di sventura. Continua a leggere

Dal 25 luglio di Berlusconi-Mussolini all’8 settembre di Letta-Badoglio

di Marco Revelli

Un paese che prende anche solo lontanamente in considerazione l’idea che si debba «garantire l’agibilità politica» a un condannato in via definitiva per una «ciclopica frode fiscale» ai danni dello stato, è un paese che vale poco. Un mondo politico che, fin dai suoi massimi vertici, esprime comprensione per una tale esigenza, è un mondo che ha smarrito il senso del confine tra normalità e indecenza. O che ha fatto dell’indecenza la condizione della normalità. Un sistema dell’informazione che, salvo poche eccezioni, registra compiacente tutto ciò senza un unanime moto di ripulsa anzi mettendoci del suo (si leggano gli editoriali del Corriere della sera), è un sistema che ha smarrito la propria elementare funzione di controllo democratico (e anche il senso della dignità professionale). Continua a leggere

Il vecchio Marx e il nuovo nulla…

di Monica Ravalico

Karl Marx è ancora attuale al giorno d’oggi? Perché il celebre autore del Manifesto del partito comunista è ancora attuale? In fondo Marx è considerato un filosofo, un classico della cultura, uno di quegli autori che si studiano a scuola, oltre che l’ideologo del comunismo, del socialismo di stato, il papà della sinistra. In treno poco tempo fa ho visto una ragazzina che leggeva un’edizione moderna del Manifesto, e a voler essere proprio sinceri lo stesso Marx quando ha scritto il Manifesto aveva solo trent’anni. La lunga barba bianca con cui viene sempre rappresentato è successiva. E poi dicono che è una filosofia vecchia, il marxismo! Continua a leggere

USA, ricchi e… alla fame

C’è un paese al mondo che possiede un quarto della ricchezza mondiale. È un paese che negli ultimi dieci anni ha speso tre trilioni di dollari in guerre e armamenti. Lo stesso paese che ha destinato pochi spiccioli alla FAO per sfamare i poveri. È il paese più obeso del mondo e allo stesso tempo quello in cui 36 milioni di poveri vivono grazie alle social card. Benvenuti nel nuovo incubo degli Stati Uniti d’America: la fame. Continua a leggere