di MANUEL SANTORO –
Inizierò dicendo che sono contrario a qualsiasi modifica dell’assetto istituzionale, di cui si parla e si riparla, da più direzioni. Sono contrario a qualsiasi modifica in senso semipresidenzialista oppure, peggio, presidenzialista che creino le condizioni per stravolgere il lavoro nobile ed attento fatto dai padri costituenti. Reputo, infatti, la valenza culturale e, soprattutto, morale degli uomini e delle donne che nell’immediato dopoguerra crearono le condizioni istituzionali del nostro vivere, di gran lunga superiore rispetto a quella riscontrabile oggi nei Palazzi. Sarò tacciato anche io di conservatorismo? Si, grazie, poiché su questo punto lo sono. Ben venga, quindi, l’incontro con Rodotà e Landini. Continua a leggere