Le elezioni europee di maggio non si svolgono in una primavera fiorita, ma in un clima autunnale nebbioso. Il capitalismo in crisi tenta con tutti i mezzi, anche anticostituzionali e antidemocratici, di ristrutturarsi e di far pagare la sua ristrutturazione a donne e uomini, la cui condizione, la cui vita, la cui libertà, la cui dignità sembrano dipendere da meccanismi al di fuori di loro, apparentemente “oggettivi”, “neutri”, inevitabili, fatali.
“L’Europa ce lo chiede” è diventata una formula di costrizione, di dominio, di oppressione. Continua a leggere