Gramsci e il “fordismo”

di GIANCARLO IACCHINI ♦

«Tutta l’attività industriale di Henry Ford si può studiare da questo punto di vista: una lotta continua, incessante per sfuggire alla legge della caduta del saggio di profitto» (Quaderni, 1281-2). Così Antonio Gramsci sintetizza la quintessenza del fordismo, ancorando con ciò la propria analisi sociologica ed anche psicologica dell’importante fenomeno ai cardini economici del sistema teorico di Karl Marx, al nucleo strutturale della critica marxiana dell’economia politica. Continua a leggere →

Manifesto della laicità

La laicità rappresenta l’incontro dei due fondamentali valori umani e civili: la libertà e l’eguaglianza. Essa fornisce la massima garanzia dell’autonomia di ciascun individuo, della sua indipendenza da qualunque potere o imposizione di carattere religioso, ideologico, etico e politico; del suo diritto alla diversità e alla differenza, nelle quali consiste la sua libertà effettiva; delle sue possibilità di emancipazione ed autodeterminazione, della sua convivenza pacifica con gli altri individui e dunque della sua sicurezza più autentica e reale. E garantendo tali diritti a tutti e a tutte, realizza la loro eguaglianza sostanziale nella forma della libertà eguale e delle pari opportunità assicurate ad ogni essere umano. Continua a leggere →

In Puglia…sant’iddio

Ci sono comportamenti che da sempre mi fanno incazzare: chi parla bene e razzola male. Chi si spaccia per puro ma puro non è. Chi pretende di darti lezioni ma è in fondo è un cattivo maestro.

Al TG3 di questa sera (Lunedì 3 giugno) le telecamere ci hanno mostrato un campo di schiavi extracomunitari che lavorano nei campi e che vivono in baracche degne delle peggiori favelas di Nairobi o Mexico City.
La troupe televisiva non era della BBC o della CNN, tornata in sede forse avrebbe cenato con orecchiette alla cima di rapa. Quel campo era nelle campagne del foggiano. In quella Puglia governata da 10 anni dal Presidente del partito a cui tra pochi giorni rinnoverò la tessera.

Si compagno Vendola, rinnoverò la tessera a SEL per poterti chiedere conto a pieno titolo di quanto ho visto in quel servizio televisivo. Chiederti conto del perchè dopo 10 anni di amministrazione regionale nella tua Puglia la schiavitù di centinaia di uomini e donne è ancora realtà.

Considerato che questo post esprime una posizione personale mi sembra giusto firmarlo: Francesco Gismondi, Co-Portavoce nazionale MRS

Jacopo Fo al funerale di Franca Rame: «Siate ottimisti perché Dio c’è ed è comunista»

Dal Fatto Quotidiano Tv

«Se si sono estinti i dinosauri, si estingueranno anche questi qua. Queste persone che non hanno amore né rispetto per l’umanità. Vorrei che andaste a casa con un po’ di fiducia, perché, come diceva mia madre Dio c’è ed è comunista. E io aggiungo che è anche femmina». Così, in un toccante discorso, Jacopo Fo ha voluto ricordare la madre Franca Rame durante il funerale laico che si è svolto a Milano e a cui hanno partecipato migliaia di persone. Jacopo Fo ha parlato anche dell’impegno politico della madre: «Quando sento i compagni delusi che dicono che non abbiamo combinato nulla in questi 40 anni io dico non è vero. Oggi abbiamo dei problemi enormi, ma 40 anni fa era peggio e noi abbiamo lottato per questo».

Alessandro Madron (31 maggio 2013)

Mario Paterni, il radicale intransigente amico di Mazzini

di GIANCARLO IACCHINI –

A digitare il suo nome su un qualunque motore di ricerca su internet escono fuori quasi soltanto notizie sportive, per il fatto che nella via della zona mare che la sua città, Pesaro, gli ha intitolato ha avuto sede per anni la squadra di basket della Scavolini. Chissà che cosa ne direbbe Mario Paterni, uomo politico radicale e giornalista combattivo che nella seconda metà dell’Ottocento fu una delle personalità più amate nella città di Rossini ed uno dei politici locali più famosi a livello nazionale. Forse rifletterebbe con amaro stupore sull’ingratitudine dei tempi nostri, o forse quella devozione per il “popolo” di cui in ogni circostanza diede ampia dimostrazione lo spingerebbe ad una divertita indulgenza. Continua a leggere →

Lelio Basso: «Il mio amico e maestro Gobetti» (quarta e ultima parte)

È interessante seguire come Piero Gobetti giunga, per questa sua via, a chiarire sempre i motivi veri della lotta. Scriveva nel marzo 1923: «Non è ancora possibile parlare in sede di cultura e di obiettività storica del fascismo, il quale ha risolto prima il problema di governo che il problema della sua identità. L’interpretazione comune (reazione ai miti antipatriottici e alle ebbrezze rivoluzionarie) ha un valore pratico ed è parso sin qui destinato a far fortuna, ma non presenta alcun significato in sede politica, dove gli interessi e la retorica dovrebbero trasformarsi in situazioni storiche. Anche l’interpretazione marxistica (reazione borghese) è insufficiente». Ma nell’aprile 1924 egli dichiara di avere «una visione più rettilinea», che così sintetizza: «Una dittatura di ceti plutocratici unita ad una dittatura demagogica e burocratica che controlla i cittadini persino nei mezzi di sussistenza». Continua a leggere →

La lettera di don Gallo ai giovani

(Tratta dal libro Se non ora adesso)

Comprendo profondamente quello che i giovani vivono, e sono costernato, addolorato per l’assenza di futuro cui sembrano condannati. Come faccio ad avere la pretesa di sradicare questa assenza di futuro? I responsabili delle grandi agenzie, dei grandi poteri, delle istituzioni sembrano interessati solo a giovani che “servono”, che rinunciano alla loro coscienza critica, alla loro autonomia, alla loro autogestione: il potere vuole solo giovani ubbidienti. Continua a leggere →

Contro la dittatura mondiale del capitale far rinascere l’internazionalismo dei popoli e dei lavoratori

da Micromega

Altersummit: gambe di popolo per un’altra Europa

L’8 e il 9 giugno prossimi, ad Atene, si terrà l’Altersummit, un grande incontro europeo di sindacati, associazioni e movimenti provenienti da venti paesi. Con una consapevolezza in comune: a un progetto europeo alternativo servono le “gambe di popolo” sulle quali camminare.

di Raffaella Bolini*

Nessuno si illude che Atene segnerà la soluzione del problema. Ma tutti gli attori sociali che saranno lì hanno molto chiaro il problema: a un progetto europeo alternativo servono le gambe su cui camminare. Gambe di popolo. Presi uno per uno, i pezzi di un progetto alternativo europeo ci sono tutti. Una parte di essi è riconquista di ciò che il liberismo ha attaccato e distrutto con accanimento: lo stato sociale. Una parte arriva invece dai pensieri e dalla pratiche sociali per un cambio di paradigma, a partire dalla tragedia climatica che incombe sul pianeta. Continua a leggere →

Lelio Basso: «Il mio amico e maestro Gobetti» (parte terza)

Piero Gobetti sognava una società articolata, ricca di iniziative autonome, in cui ogni classe ed ogni ceto esprimessero liberamente le proprie esigenze attraverso partiti politici ben distinti, senza attendere dallo stato concessioni o favori, e dove l’equilibrio scaturisse dal gioco dialettico delle forze in contrasto, senza indulgenze verso il paternalismo e il burocratismo. Se di questa futura società vedeva negli operai i primi suscitatori, auspicava però anche la formazione di una nuova classe di industriali coraggiosi, capaci di iniziativa autonoma e non legati alle avariate forme di parassitismo economico. Per ora, ammoniva, «la nuova borghesia produttrice appena nascente nelle grandi industrie delle città settentrionali deve ancora provare le sue virtù di conduttrice della libera lotta e nel gioco autonomo delle iniziative, ma la democrazia nascerà in Italia come conseguenza della maturazione capitalistica e della lotta dei partiti politici», e «la politica italiana non avrà un ritmo di serietà prima che siano nate le avanguardie del movimento proletario e borghese. Anche se queste forze saranno una minoranza basteranno per rompere il blocco dei parassiti e costringerli a differenziarsi secondo responsabilità precise». Continua a leggere →