Ingrao: il mio ricordo di Lelio Basso

di PIETRO INGRAO

Non riesco a sottrarmi alla passione del ricordo, a tornare sulla battaglia di Lelio Basso, su ciò che conobbi di lui e su ciò che da lui appresi. E non stupitevi se, ricordando quanto devo all’amico carissimo, ciò che prima di tutto mi piace ricordare è quello che io e tanti in questo paese abbiamo avuto da Lelio come conquista della libertà. Io sono molto avanti negli anni e posso dire che uno scrupolo grave mi prende se ripenso a ciò che ho vissuto, al secolo che ho attraversato; ed è che noi che vivemmo quegli anni, noi figli di questo secolo, non abbiamo forse raccontato abbastanza la carneficina attraverso cui siamo passati, le cataste di morti, le città incendiate, la tortura elevata a scienza, i morti di Auschwitz e infine la paura folle che avemmo che Hitler potesse diventare il padrone del mondo.

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MRS a Bologna il 28 aprile

Il nostro movimento ha convocato una riunione nazionale organizzativa a Bologna domenica 28 aprile 2013 presso il Circolo Passpartout in Via Galliera 25, dalle ore 10 alle ore 17.

Non si tratta di un’Assemblea Nazionale, della cui convocazione discuteremo proprio a Bologna, ma di un incontro rigorosamente aperto a iscritti e simpatizzanti per discutere di organizzazione e iniziative future.

Chi vuole può annunciare la sua partecipazione inviando una mail a: movimento.radicalsocialista@gmail.com

Per un movimento politico anticapitalista e libertario

Questo non è un appello, ma una proposta di lotta. Vediamo e viviamo la miseria, l’offesa alla libertà e alla dignità della persona, la devastazione della natura esercitate ogni giorno da parte di un capitalismo criminale. Un giorno una corte di giustizia dovrà essere istruita contro i responsabili di questi crimini contro l’umanità. Ma ora dobbiamo prima di tutto smettere di piangere, rimboccarci le maniche e lottare.

Siamo donne e uomini con diversi percorsi politici, di lotta sociale e ambientalista, per le libertà civili la democrazia e l’uguaglianza. Abbiamo in comune la volontà, la passione e la rabbia di non rassegnarci e di non arrenderci. Certo il socialismo reale è crollato nel passato per sue colpe, ma il capitalismo reale oggi distrugge il presente e il futuro. Per questo torna all’ordine del giorno la necessità di costruire un’alternativa all’attuale sistema economico, sociale e politico. Per questo oggi più che mai sentiamo vive le nostre radici comuniste e libertarie, antifasciste e antirazziste, femministe e ambientaliste. Continua a leggere

Sinistra unita: se non ora quando?

L’enormità della sconfitta che abbiamo subito nelle ultime elezioni politiche ci obbliga ad un atteggiamento diverso dal passato e ad assumerci responsabilità guardando in faccia le cose per come sono. Non è una sconfitta tra tante, è una disfatta che riguarda tutta la sinistra, sia quella riformista sia quella di alternativa e radicale. Una disfatta che non investe solo – e forse neanche prevalentemente – l’ambito elettorale, ma più in radice quello sociale del nostro Paese, evidenziando lo scollamento ormai conclamato tra le forze organizzate della sinistra e i soggetti che esse dicono di rappresentare o credono di rappresentare, lasciati senza voce e senza sogni. Continua a leggere

La storia di Maria, testimone di giustizia

mafia-uccide-silenzio-pureHanno subìto crimini e soprusi sulla propria pelle, oppure hanno visto e sentito. Ma hanno rifiutato la vergogna morale dell’omertà e coraggiosamente hanno deciso di parlare, dando un contributo determinante alle inchieste e facendo arrestare esecutori e mandanti di ricatti, estorsioni, delitti di mafia; con tutti i pericoli del caso. Sono i testimoni di giustizia, eroi del nostro tempo. Maria C., calabrese, è una di loro, particolarmente attiva e decisa a far valere i diritti suoi e di tutti coloro ai quali lo Stato aveva promesso, in cambio della loro preziosa testimonianza, il massimo della sicurezza e della protezione.

Maria, chi sono i testimoni di giustizia?

«Sono normali cittadini, onesti, che mossi da un alto senso civico hanno denunciato gli uomini delle mafie esponendosi al rischio della vendetta. L’adempimento del loro dovere ha comportato un radicale stravolgimento della loro vita. In cambio dallo stato ricevono – o meglio: dovrebbero ricevere – protezione e la possibilità di vivere dignitosamente». Continua a leggere

Il costo della democrazia

Democracydi Francesco Gismondi (Portavoce MRS)

Iniziano a filtrare le prime notizie sul lavoro dei cosiddetti “saggi”.
Ecco cosa scrive Repubblica: “Dimezzamento dei parlamentari: si cambiano i criteri di rappresentatività alla Camera (un deputato ogni 120mila elettori). I deputati passerebbero così da 630 a 470. In più il Senato verrebbe sostituito dalla Camera delle Regioni i cui membri saranno indicati dai consigli regionali che li pagheranno con l’attuale stipendio. Con il taglio di 315 senatori a carico dello Stato i parlamentari passerebbero dunque da 945 a 470.” E ancora: “Accordo anche sulla riforma dei regolamenti parlamentari: più poteri per governo e maggioranza con tempi certi per l’approvazione delle leggi bilanciati da uno Statuto dell’opposizione. Sulla forma di governo Quagliariello vuole il semipresidenzialismo caro a Berlusconi mentre gli altri tre saggi spingono per un rafforzamento dei poteri del premier”.

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Proletario, chi sei veramente ?

framarxdi Norberto Fragiacomo

Il proletario occidentale vanta un’età veneranda, visto che ha mosso i primi passi nella Roma repubblicana, e forse addirittura sotto il potere regio1In quei giorni lontani, la società romana risultava suddivisa al suo interno in base al censo2: i cittadini più poveri, dotati di un patrimonio inferiore agli 11 mila assi3, formavano la “sesta classe” che, se non altro, non aveva l’obbligo di fornire soldati all’esercito. Si osservi che la citata sesta classe costituiva solamente una porzione della plebe romana4 e, a quanto pare, raccoglieva poveri, poverissimi e veri e propri nullatenenti. Continua a leggere

Per fare una nuova legge elettorale ci vuole un referendum popolare

Alfonso Giannidi Alfonso Gianni

Ilvo Diamanti definisce stravagante la scelta di Napolitano di costituire due commissioni di “saggi” come una in-decisione. In realtà è qualche cosa di peggio: è la sospensione della democrazia e del sistema parlamentare su cui si fonda la Repubblica. Una scelta che viene da lontano. Quando cadde Berlusconi era il momento di andare al voto. Napolitano, con la complicità del Pd che ora se ne lamenta, come fa Mario Tronti in una recente riflessione, impose la soluzione Monti per tranquillizzare i mercati. Quel governo aveva un obiettivo interno molto palese: spaccare il centrodestra e il centrosinistra. Obiettivo riuscito, soprattutto sul secondo versante. Poi le strade di Monti e Napolitano si divaricarono, soprattutto per le manie di grandezza del primo.

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