Ucraina: oltre le tifoserie (noi tifosi della pace)

di ERICH

In quest’opera (che dura da tempo) di semplificazione estrema e schematizzazione di ogni concetto, si creano oltre ad individualismo e indifferenza dei gruppi veri e propri di tifosi. La parola tifosi…. Eh sì, le ragioni che danno molte persone per giustificare l’adesione ad una causa sono labili ed hanno davvero pochi riscontri reali. Il tutto diventa alla stregua di un fenomeno commerciale, folkloristico, nel quale ogni attore contemporaneo vuole la propria foto e la propria parte. Continua a leggere

Un sogno che può tornare a vivere

di Erich

Le persone che ci circondano sono cambiate. Che frase ad effetto, una frase che può avere l’effetto di un masso in uno stagno. Sono cambiate in rapporto alla storia del movimento socialista. Il movimento socialista ha attraversato differenti fasi. Differenti fasi e differenti lotte. Differenti lotte in differenti periodi storici. Le persone ovvero il popolo cambiava. Cambiava esteriormente, cambiava il proprio modo di comunicare ed anche il proprio aspetto ed il proprio linguaggio. È ciò che stiamo vivendo adesso. Siamo nel XXI secolo. Abbiamo vissuto un ventennio nel quale le lotte che io ritengo legittime contro lo sfruttamento del territorio (la lotta no Tav) ed altre lotte sindacali sono state volutamente irrise e rese degne di un passato che non deve tornare. Mi riferisco ai beceri proclami di Berlusconi: ogni qualvolta si chiedeva qualsiasi tipo di miglioramento salariale veniva sventolata la velina con scritto che Stalin era morto. Becerate rese ai potenti, beceri atteggiamenti non meno diversi dai governi successivi. Atteggiamenti e prassi non poi così diversi dal salvinismo. Tutto va bene purché si garantisca la pace sociale. Pace sociale? Ah davvero, viene da chiedersi a che prezzo e a scapito di chi. Continua a leggere

La dura lotta del socialismo contro l’individualismo della società occidentale

di LEONARDO MARZORATI

Il filosofo Oswald Spengler più di cent’anni fa scriveva di un Occidente in declino. Quello che oggi si dichiara “Occidente” ha accumulato benessere, sempre peggio redistribuito. Le sue nazioni, un tempo potenze imperiali, oggi sono sempre meno influenti dal punto di vista politico nelle altre parti del mondo. Cresce il benessere in paesi dell’Asia, dell’America e anche dell’Africa; acquisiscono potere le big tech. La cultura e il costume dell’Occidente hanno però intaccato quelle che Spengler avrebbe definito “altre civiltà”. L’Occidente si è sparso in tutti i cinque continenti, mutando dove più dove meno le società incontrate. Continua a leggere

“Io non ci sto”

di Gennaro Annoscia

In una nazione nella quale il Papa pontifica da Fabio Fazio e gli italioti sono commossi dalla generosità di Mattarella, che accetta di sacrificarsi, per il bene della nazione, sottoponendosi ad un altro settennato da regnante, con tutti i privilegi del caso; mentre tutti salvano le proprie poltrone, dal governo al parlamento, il festival di Sanremo funge da, pacchiano, collante del ritrovato spirito della nazione.

Vecchi e giovani si stringono a corte, superando ogni contrasto e confronto; un giovane di successo recupera, dal fango della malasorte, il talento di chi ha smarrito la retta via, offrendogli, ancora una chance. Ma in questo trionfo del “volemose bene”, a primeggiare è, soprattutto, l’amarsi diversamente: finalmente due uomini sono liberi di manifestarsi il proprio amore, e di manifestarlo al mondo intero.

Siamo davvero alla palingenesi, è quindi nell’ordine delle cose che qualcuno si battezzi da solo, perché questo è davvero il trionfo del pensiero unico, ragion per cui non importa se le garanzie democratiche sono a brandelli, o se, anche oggi, qualcuno si darà fuoco per affermare i propri diritti, o deciderà di farla finita non sapendo come fare a tirare avanti.

Gli ultimi “utili idioti” del capitale

di LEONARDO MARZORATI

Il capitalismo mondiale sta utilizzando la pandemia in corso per dividere le classi popolari, specialmente in Europa. A contribuire a gettare benzina sul fuoco sono i vari esponenti della galassia “no vax”. Non si tratta di chi pone legittime domande sulle misure restrittive attuate dai diversi governi, come per il discusso green pass voluto dall’esecutivo italiano, ma di chi cerca di mettere gli uni contro gli altri senza focalizzare l’attenzione sui principali problemi della sanità. Continua a leggere

I due pensieri dominanti non difendono i lavoratori: creiamo una forza politica che li rappresenti!

di LEONARDO MARZORATI

Checché ne dicano certi opinionisti della destra populista, il pensiero dominante non è uno, ma sono due, entrambi fedeli al Capitale. Il primo è quello liberal progressista, ben rappresentato in Italia da Pd e dai suoi cespugli, tra cui ora figura anche il Movimento 5 Stelle; il secondo è quello delle destre populiste e reazionarie, che si spacciano per oppositrici dell’ordocapitalismo mondiale, ma in realtà gli sono fedeli, creando divisioni all’interno dei ceti popolari. Le nuove destre aizzano la guerra tra poveri in tutta Europa, criminalizzando gli stranieri e deviando l’attenzione dal tema fondamentale per i ceti popolari: il lavoro e la lotta di classe. Continua a leggere

Per un sapere critico

di GENNARO ANNOSCIA

Lo stesso governo che non ha saputo fare nulla in termini di edilizia scolastica, in relazione al covid, ricorrendo, unicamente, all’obbligo vaccinale camuffato da green pass, ne ha pensata un’altra: la trasformazione di tutti i docenti, nelle cui classi siano presenti studenti con disabilità o bisogni educativi speciali, in insegnanti di sostegno, tramite l’obbligo di un corso di formazione di 25 ore, chiaramente non retribuito.

Questa misura è l’ulteriore segnale di una situazione di tagli e risparmi indiscriminati sulla scuola pubblica, nonostante il vuoto e continuo blaterare. Ma è, in pari tempo, da considerare in una visione complessiva che, da anni, attanaglia la scuola pubblica, trasformata in un docile strumento di indottrinamento e non di promozione e produzione culturale, secondo un’ottica di semplificazione e riduzione al ribasso dei saperi, limitati al generico o al particolare decontestualizzato in funzione acritica.

L’obiettivo, di carattere, chiaramente, politico, è infatti proprio questo, la messa al bando del sapere critico e la promozione di generazioni di decerebrati, funzionali alla piena attuazione del pensiero unico.

“Professor Barbero, scenda in campo!”

di LEONARDO MARZORATI

Nella serie televisiva 1992, il protagonista Leonardo Notte, esperto di marketing interpretato da Stefano Accorsi, fa un test in una scuola media: chiede ai ragazzi presenti in una classe di scrivere i nomi dei 10 personaggi famosi preferiti. La storia è ambientata nel 1992 e uno dei nomi più ricorrenti sui diversi foglietti dei ragazzi è quello di Silvio Berlusconi. Da lì il protagonista della serie capisce che il Cavaliere può essere una figura spendibile politicamente dopo tangentopoli. Continua a leggere

Il socialismo che vogliamo e i traditori di Turati e del socialismo italiano

di LEONARDO MARZORATI

Da quasi quarant’anni lo Stato Sociale viene smantellato. Il primo passo fu opera del Psi craxiano, che con il decreto di San Valentino tagliò nel 1984 tre punti della scala mobile, lo strumento che indicizzava i salari in funzione degli aumenti dei prezzi, al fine di contrastare la diminuzione del potere d’acquisto dato dall’aumento del costo della vita. Il governo Craxi seguì di due anni quanto fatto dal ministro delle finanze francese Jacques Delors, anche lui socialista, che smantellò la “échelle mobile des salaires” introdotta a Parigi nel 1952 dal presidente Vincent Auriol, socialista, frontista e partigiano. La Storia ci insegna che c’è socialista e socialista: pure Benito Mussolini lo era stato. Continua a leggere

Il giovane Marx e il signor Schulz (seconda versione)

Ripubblichiamo in forma parzialmente modificata l’articolo su Wilhelm Schulz – geniale ma sconosciuto anticipatore di molte intuizioni poi riprese e sviluppate da Marx – inserendo però (a grande richiesta) anche una sintesi dei passi dei “Manoscritti” marxiani che contengono il pieno sviluppo di quelle intuizioni umanistiche e libertarie.

di GIANCARLO IACCHINI

È il 1843: uno sconosciuto economista tedesco, Wilhelm Schulz, pubblica un libro intitolato – in maniera direi poco accattivante – “Bewegung der Produktion” (Movimento della produzione), che passa quasi inosservato e – per quel che ne so – non viene mai tradotto in nessun’altra lingua. Quel “quasi” è però importante, perché Moses Hess, amico e collaboratore del giovane Karl Marx (allora venticinquenne), lo legge e ne viene molto colpito, tanto da annotarne diversi passi in un quaderno, che poi passa direttamente a Marx, avido di quegli studi economici nei quali si era appassionatamente tuffato dopo aver abbandonato (ma non del tutto) la filosofia. Continua a leggere