di Guido Viale –
Se ne parla ormai da tempo. Sono intervenuti tra gli altri Barbara Spinelli, Paolo Flores, Roberto Musacchio e Alfonso Gianni. Riprovare a proporre per le elezioni europee una lista “di cittadinanza” che cerchi di riunire in un fronte comune, e su un programma condiviso, i mille organismi base che operano nel paese e un numero crescente di personalità – giornalisti, scrittori, docenti, artisti e uomini di spettacolo – impegnati a contrastare senza se e senza ma la politica delle larghe intese e di una governance europea completamente asservite alle esigenze della grande finanza? A molti di noi il solo pensiero di ripetere un’esperienza fallimentare come “Cambiare si può”, per vedersi poi scippare il progetto dall’Ingroia di turno – magari affiancato dagli altri revenant della cosiddetta “sinistra radicale”, accomunati nella imposizione di un altro aborto politico, morale ed elettorale come fu Rivoluzione civile – fa accapponare la pelle. Ma è altrettanto deprimente consentire che siano le ambizioni – vere o supposte, ribadite o negate – di quei “signori della politica” a bloccare a tempo indeterminato qualsiasi tentativo di restituire una sponda istituzionale a un popolo disperso, disilluso e sbandato, e tuttavia impegnato in mille iniziative di base e in lotte sempre più dure la cui posta in gioco è ormai spesso la sopravvivenza stessa dei suoi protagonisti. Continua a leggere
