La sofferenza economica e quella indiscriminata verso tutto e tutti ormai si confondono e si alimentano. Una forte risposta sindacale, extrasindacale, movimentista, del ceto medio, dei senza niente, ma anche una reazione di paura di chi, povero e ghettizzato, diventa carne da macello di una politica reazionaria pronta a generare mostri e a prendere di mira i più deboli, gli immigrati. Tra i quali purtroppo viene pescata la manovalanza della piccola criminalità quotidiana, che ferisce e indigna più di quella organizzata dalle forze e bande criminali che controllano larghe fette del nostro territorio.
Però la risposta operaia e quella battezzata come “sciopero sociale”, così come le esplosioni di xenofobia nelle nostre banlieue, non mostrano soltanto cosa c’è in gioco: mettono soprattutto in evidenza la necessità e l’urgenza di una risposta di sinistra alla ricetta simil-liberista del governo Renzi, che non solo non risolve ma aggrava e avvicina il declino del paese. Continua a leggere
