Considero ancora un privilegio della mia generazione quello di essere uscita dalla fanciullezza ad esser giunta alle soglie dell’età della ragione proprio negli anni turbinosi della prima guerra mondiale e di quell’incandescente dopoguerra, che vide il crollo di tanti vecchi miti, il tramonto di tante ideologie, la trasmutazione di tanti valori sociali, e vide per la prima volta il proletariato protagonista sulla scena della storia su scala europea. Ma per saper trarre le conseguenze di questo privilegio di nascita, e non correre il rischio di perdersi nel caos che la decomposizione del vecchio mondo produceva così nei rapporti sociali come nelle idee, così nella vita materiale come in quella spirituale, bisognava possedere una personalità intellettuale e morale capace di intendere il senso delle vicende circostanti e di sceverare il nuovo dal vecchio senza ossequi alla tirannia del passato a senza il velo di pregiudizi, capace di resistere alle lusinghe del compromessi morali, alle seduzioni della facilità e della pigrizia, capace soprattutto di inserirsi in quella vicenda come protagonista di una lotta in favore della società nuova contro la società morente. Continua a leggere
Landini: «applicare la Costituzione!»
L’intervento di Maurizio Landini alla manifestazione della Fiom del 18 maggio 2013
Il socialismo di Lelio Basso
«Nella società italiana ci sono forti tendenze all’autoritarismo. La nostra classe dirigente è troppo arretrata politicamente, troppo paurosa di affrontare il libero confronto democratico, e in fondo sempre nostalgica di un regime autoritario».
«Antifascismo oggi è il rifiuto di cancellare quelle che sono state le conquiste fondamentali della Resistenza, il respingere i tentativi di ributtare l’Italia indietro».
«Ho l’impressione che ci sia una notevole chiusura, una tendenza alla professionalizzazione della politica, una visione limitata al mondo politico, quindi un distacco dalla realtà e dai problemi veri del Paese. Si fa ormai tutto ai vertici, in cerchie sempre più ristrette. Ma la politica è essenzialmente partecipazione alla vita del Paese. Partecipazione nel senso letterale della parola». Continua a leggere
Le due Italie
L’Italia che in schiacciante maggioranza ha votato qualche settimana fa per una svolta di giustizia e libertà, e si ritrova invece con il governo della Casta voluto da Giorgio Napolitano e dominato da Silvio Berlusconi, l’Italia civile che vuole realizzare la Costituzione, che vuole combattere il regime della corruzione e del privilegio, dell’acquiescenza con le mafie e del servilismo dei media, l’Italia che resiste, che progetta, che ha ogni titolo morale per governare, è scesa oggi in piazza a Roma e si è raccolta in corteo fino a San Giovanni intorno ai metalmeccanici della Fiom per una manifestazione di lotta e di proposta. Continua a leggere
Nel ritorno all’agricoltura una delle risposte alla crisi italiana
Da Eddyburg
La rinascita e le potenzialità strategiche dell’agricoltura, una delle vie d’uscita dalla crisi provocata dalla globalizzazione capitalista. “Ritorno alla terra per la sovranità alimentare e il territorio bene comune”: ecco il tema del quale si discuterà al convegno della Società dei territorialisti. il manifesto, 16 maggio 2013. Continua a leggere
Il… cuore socialista di Edmondo De Amicis (seconda parte)
di GIANCARLO IACCHINI –
«Penso che, così com’è ora, la società è tutta organizzata e diretta a beneficio d’una piccola minoranza, che sfrutta tutte le energie dei lavoratori, con la protezione della legge che ha fatto essa sola e per sé sola; che tutto l’edificio si regge sull’ignoranza e sull’abbrutimento delle moltitudini; che è la sola violenza che lo tiene insieme; che questo stato di cose ci corrompe tutti, è come un’infezione nell’atmosfera morale; la causa prima di tutte le più tristi passioni e delle più nefande azioni e dell’affanno di tutti, e della menzogna d’ogni istituzione e d’ogni parola; e che questo stato non può durare, e non durerà, e che è sacro dovere d’ogni uomo onesto il far tutto il possibile perché non duri, se anche si dovesse sconvolgere il mondo».
È il preannuncio del passaggio dalla consapevolezza teorica al concreto impegno politico per cambiare la società: «Bisogna fare una critica costante, infaticabile, implacabile al capitalismo; perché il sentire e comprendere un’ingiustizia è già un principio dell’abolirla». Continua a leggere
Il capitalismo e la crisi della sinistra
di MAURIZIO ZAFFARANO –
L’essenza della sinistra è la critica, il contrasto, l’obbiettivo dello smantellamento o almeno della radicale trasformazione del sistema capitalistico. Come afferma Ken Loach, con disarmante chiarezza: «Se si è a favore del mercato e della deregulation si è di destra, se si crede nell’economia pianificata e nella proprietà comune si è di sinistra». E’ unicamente nella lotta al capitalismo e alla dittatura delle logiche del mercato e del profitto, quali unici criteri che devono improntare l’organizzazione di un sistema economico, che può essere perseguito e realizzato – nella gamma di posizioni che vanno dal riformismo socialdemocratico e keynesiano al radicalismo comunista passando per la suggestione del ‘benecomunismo’, cioè di un’economia caratterizzata dalla prevalenza delle forme di auto-organizzazione e di auto-gestione della produzione da parte di gruppi locali – ciò che corrisponde alla visione e ai valori ideali della sinistra: la fratellanza universale, l’eguaglianza, la giustizia sociale, la liberazione dal bisogno che sola rende effettivo l’esercizio dei diritti civili e politici. Continua a leggere
Il… cuore socialista di Edmondo De Amicis (prima parte)
di GIANCARLO IACCHINI –
Quattro anni dopo il celeberrimo “Cuore”, uscito nel 1886, Edmondo De Amicis (1846-1908) scrive un appassionato, commovente romanzo intitolato Primo maggio, che suggella la sua adesione al nascente socialismo italiano. Un libro molto bello ma rimasto incredibilmente inedito (e sconosciuto) per quasi un secolo: è stato pubblicato infatti solo nel 1980. In esso, lo scrittore mette davvero tutto il suo… cuore, insieme ai tumultuosi studi sulla teoria marxista ed ai frutti di una sincera autocritica a proposito del melenso patriottismo che aveva caratterizzato Cuore. Non si può infatti amare la patria senza amare tutte le patrie, né esaltare la propria a spese di quelle altrui, «come se l’amor di patria fosse qualche cos’altro che l’amore dei milioni di creature umane che hanno diritto a goder di qualche bene sulla terra dove lavorano e soffrono». Ma le ragioni del cuore, quelle no, De Amicis non le rinnega affatto. Se molti padri del socialismo si adoperano alacremente per dare al materialismo storico marxiano – fin troppo “scientifico”, “razionale”, “necessario” ed anche impersonale – un “motore” in più, una indispensabile spinta propulsiva proveniente dalla volontà, in Primo maggio la spinta viene dai sentimenti: in primis, dalla bontà e dall’amore. Parole di cui forse qualcuno si vergogna: De Amicis no. E il suo socialismo “del cuore” ne risulta tutt’altro che intenerito o edulcorato; niente affatto pallido e… riformista. Continua a leggere
Intervista a Giorgio Cremaschi
Nei giorni scorsi alcuni importanti esponenti di varie realtà politiche, sociali e sindacali hanno lanciato un appello per la costruzione di un “Movimento politico anticapitalista e libertario”. Oggi a Bologna al Cinema Galliera dalle ore 10.00 si tiene la prima assemblea nazionale per avviare questo percorso. Ne parliamo con Giorgio Cremaschi, portavoce del Comitato No Debito e membro del Direttivo nazionale CGIL, tra i principali promotori dell’appello.
Come nasce questa iniziativa?
L’idea è semplice. In Italia ci sono tanti movimenti, forze, organizzazioni che nei fatti lottano contro il capitalismo, ma manca un movimento unitario che abbia come obiettivo specifico quello di dire che il problema che dobbiamo affrontare è questo tipo di capitalismo, la sua aggressività contro le persone e contro la natura, con la sua follia e l’ipersfruttamento. Continua a leggere
“18 maggio, il Terzo Stato con la Fiom”. Firma l’appello anche tu
Il 18 maggio la Fiom scende in piazza con una grande manifestazione nazionale (“BASTA! NON POSSIAMO PIU’ ASPETTARE. Diritto al lavoro, all’istruzione, alla salute, al reddito, alla cittadinanza, per la giustizia sociale e la Democrazia”). Già nelle parole d’ordine, chiama alla mobilitazione non solo i lavoratori metalmeccanici ma l’intero “Terzo Stato”.
Sarà la prima manifestazione di opposizione e lotta costruttiva al governo Letta-Alfano da parte di tutti i cittadini che ancora si riconoscono nella Costituzione repubblicana e hanno come programma politico la realizzazione dei valori di giustizia e libertà che la informano.
Crediamo sia dovere del mondo della cultura, inteso nel senso più ampio, partecipare in modo attivo alla realizzazione e al successo di questa giornata di lotta, caratterizzata dalla più autentica e positiva “larga intesa”, quella fra cittadini che non si piegano alla crescente diseguaglianza, alla crescente illegalità, alla crescente dismisura del privilegio, alla crescente distanza fra i cittadini-elettori e i centri di decisione politica ed economica, nazionali e sovranazionali. In questa “larga intesa” tra cittadini non può esserci spazio per revisioni della Costituzione affidate a “Convenzioni” che si adopereranno per stravolgerla.
Andrea Camilleri, Roberta De Monticelli, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Adriano Prosperi, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Barbara Spinelli, Gino Strada, Gustavo Zagrebelsky