Jacopo Fo al funerale di Franca Rame: «Siate ottimisti perché Dio c’è ed è comunista»

Dal Fatto Quotidiano Tv

«Se si sono estinti i dinosauri, si estingueranno anche questi qua. Queste persone che non hanno amore né rispetto per l’umanità. Vorrei che andaste a casa con un po’ di fiducia, perché, come diceva mia madre Dio c’è ed è comunista. E io aggiungo che è anche femmina». Così, in un toccante discorso, Jacopo Fo ha voluto ricordare la madre Franca Rame durante il funerale laico che si è svolto a Milano e a cui hanno partecipato migliaia di persone. Jacopo Fo ha parlato anche dell’impegno politico della madre: «Quando sento i compagni delusi che dicono che non abbiamo combinato nulla in questi 40 anni io dico non è vero. Oggi abbiamo dei problemi enormi, ma 40 anni fa era peggio e noi abbiamo lottato per questo».

Alessandro Madron (31 maggio 2013)

Mario Paterni, il radicale intransigente amico di Mazzini

di GIANCARLO IACCHINI

A digitare il suo nome su un qualunque motore di ricerca su internet escono fuori quasi soltanto notizie sportive, per il fatto che nella via della zona mare che la sua città, Pesaro, gli ha intitolato ha avuto sede per anni la squadra di basket della Scavolini. Chissà che cosa ne direbbe Mario Paterni, uomo politico radicale e giornalista combattivo che nella seconda metà dell’Ottocento fu una delle personalità più amate nella città di Rossini ed uno dei politici locali più famosi a livello nazionale. Forse rifletterebbe con amaro stupore sull’ingratitudine dei tempi nostri, o forse quella devozione per il “popolo” di cui in ogni circostanza diede ampia dimostrazione lo spingerebbe ad una divertita indulgenza. Continua a leggere

Lelio Basso: «Il mio amico e maestro Gobetti» (quarta e ultima parte)

È interessante seguire come Piero Gobetti giunga, per questa sua via, a chiarire sempre i motivi veri della lotta. Scriveva nel marzo 1923: «Non è ancora possibile parlare in sede di cultura e di obiettività storica del fascismo, il quale ha risolto prima il problema di governo che il problema della sua identità. L’interpretazione comune (reazione ai miti antipatriottici e alle ebbrezze rivoluzionarie) ha un valore pratico ed è parso sin qui destinato a far fortuna, ma non presenta alcun significato in sede politica, dove gli interessi e la retorica dovrebbero trasformarsi in situazioni storiche. Anche l’interpretazione marxistica (reazione borghese) è insufficiente». Ma nell’aprile 1924 egli dichiara di avere «una visione più rettilinea», che così sintetizza: «Una dittatura di ceti plutocratici unita ad una dittatura demagogica e burocratica che controlla i cittadini persino nei mezzi di sussistenza». Continua a leggere

La lettera di don Gallo ai giovani

(Tratta dal libro Se non ora adesso)

Comprendo profondamente quello che i giovani vivono, e sono costernato, addolorato per l’assenza di futuro cui sembrano condannati. Come faccio ad avere la pretesa di sradicare questa assenza di futuro? I responsabili delle grandi agenzie, dei grandi poteri, delle istituzioni sembrano interessati solo a giovani che “servono”, che rinunciano alla loro coscienza critica, alla loro autonomia, alla loro autogestione: il potere vuole solo giovani ubbidienti. Continua a leggere

Contro la dittatura mondiale del capitale far rinascere l’internazionalismo dei popoli e dei lavoratori

da Micromega

Altersummit: gambe di popolo per un’altra Europa

L’8 e il 9 giugno prossimi, ad Atene, si terrà l’Altersummit, un grande incontro europeo di sindacati, associazioni e movimenti provenienti da venti paesi. Con una consapevolezza in comune: a un progetto europeo alternativo servono le “gambe di popolo” sulle quali camminare.

di Raffaella Bolini*

Nessuno si illude che Atene segnerà la soluzione del problema. Ma tutti gli attori sociali che saranno lì hanno molto chiaro il problema: a un progetto europeo alternativo servono le gambe su cui camminare. Gambe di popolo. Presi uno per uno, i pezzi di un progetto alternativo europeo ci sono tutti. Una parte di essi è riconquista di ciò che il liberismo ha attaccato e distrutto con accanimento: lo stato sociale. Una parte arriva invece dai pensieri e dalla pratiche sociali per un cambio di paradigma, a partire dalla tragedia climatica che incombe sul pianeta. Continua a leggere

Lelio Basso: «Il mio amico e maestro Gobetti» (parte terza)

Piero Gobetti sognava una società articolata, ricca di iniziative autonome, in cui ogni classe ed ogni ceto esprimessero liberamente le proprie esigenze attraverso partiti politici ben distinti, senza attendere dallo stato concessioni o favori, e dove l’equilibrio scaturisse dal gioco dialettico delle forze in contrasto, senza indulgenze verso il paternalismo e il burocratismo. Se di questa futura società vedeva negli operai i primi suscitatori, auspicava però anche la formazione di una nuova classe di industriali coraggiosi, capaci di iniziativa autonoma e non legati alle avariate forme di parassitismo economico. Per ora, ammoniva, «la nuova borghesia produttrice appena nascente nelle grandi industrie delle città settentrionali deve ancora provare le sue virtù di conduttrice della libera lotta e nel gioco autonomo delle iniziative, ma la democrazia nascerà in Italia come conseguenza della maturazione capitalistica e della lotta dei partiti politici», e «la politica italiana non avrà un ritmo di serietà prima che siano nate le avanguardie del movimento proletario e borghese. Anche se queste forze saranno una minoranza basteranno per rompere il blocco dei parassiti e costringerli a differenziarsi secondo responsabilità precise». Continua a leggere

Lelio Basso: «Il mio amico e maestro Gobetti» (parte seconda)

Nel suo rifiuto dell’Italia reale, il criterio discriminatore che guidava Piero Gobetti era sempre dettato dalla sua personalità morale; era un giudizio etico quello che esprimeva sinteticamente il suo atteggiamento verso uomini o situazioni. Chi scorra la galleria di ritratti che egli venne pubblicando nel corso degli anni vedrà che l’accento – sia che parli di Matteotti o di Einaudi, di Amendola o di Croce – è posto in ultima analisi sull’insegnamento morale, sul valore di esempio che si può ricavare da questi uomini. E a sua volta questo giudizio morale si fondava sui valori di libertà, intesi come autonomia della persona, come rifiuto del conformismo, come capacità di esprimere se stessi anche contro un mondo ostile, anche in mezzo a difficoltà di ogni sorta. Questa capacità di eresia, anche solitaria e anche disperata, rappresenta per Gobetti un eroismo doveroso, e il suo ideale rimarrà fino alla fine un ideale eroico. Continua a leggere

Un giorno a Milano…

Don_Gallo con la FIOM

Milano, gennaio 2011

Don Gallo sul palco della FIOM in occasione dello sciopero nazionale dei metalmeccanici.
Quel giorno a Milano faceva un freddo cane mentre migliaia di lavoratori sfilavano per il diritto alla dignità.
Anche lui aveva freddo, ma quel giorno riscaldò i cuori di tutti !

Ciao Don Gallo, ci si vede in giro…

L’attacco ai diritti delle donne

di ENRICA FRANCO

Le difficoltà che le donne in Italia affrontano tutti i giorni dovrebbero essere argomento di approfondimento e motivo di lotta: sono invece spesso sottaciute, quasi non esistessero.

Le donne per prime sono silenti riguardo alla loro condizione, ammutolite da anni di attacchi pesantissimi. Il precariato, la disoccupazione, il taglio dei servizi sociali hanno colpito uomini e donne, ma sono queste ultime ad averne pagato il prezzo più alto. Una donna che si affaccia al mondo del lavoro, per quanto possa essere capace, trova porte sbarrate e umiliazioni. Dopo aver superato imbarazzanti colloqui riguardanti il proprio desiderio di maternità, lavora senza sosta nella vana speranza di ottenere un contratto a tempo indeterminato; le ore di straordinario non pagate non si contano e purtroppo, spesso, subisce in silenzio anche le angherie del proprio capo.

Tutto questo per ottenere, il più delle volte, un contratto a tempo determinato che si protrae all’infinito, fino all’eventuale gravidanza che coinciderà con il licenziamento, mentre i colleghi uomini guadagnano di più a parità di lavoro svolto e avanzano di carriera al di là delle loro reali capacità. Continua a leggere