di GENNARO ANNOSCIA
È terminato un anno nel quale sono state stravolte non solo le nostre abitudini, bensì l’intera nostra esistenza. La stabilità lavorativa e quella economica, specie per chi già faticava per arrivare a fine mese, si sono ulteriormente ridotte. La larvata socializzazione che si faceva largo nelle piazze, nei bar, sul luogo di lavoro o a scuola, si è trasformata in un flusso digitale di dati. Il senso di vuoto che ne è derivato, unitamente all’isolamento individuale, accresciuto dalle misure restrittive imposte da una oligarchia, che si fa scudo della maschera del politico o dello scienziato, anche tramite il sostanzioso ausilio dei media, che confondono con notizie contraddittorie, hanno limitato e limitano la possibilità di ragionare su dati reali, che appaiono, invece, spesso manipolati. Il perenne stato di ignoranza e dipendenza ha come effetto la più totale inazione. Continua a leggere →