Politica
MRS e la “libertà eguale”
MRS è contro qualsiasi forma di pensiero unico, unanimismo, conformismo e omologazione. Il suo pensiero radicalsocialista si fonda sulla differenza, sulle pari opportunità tra soggetti diversi, sulla piena libertà individuale di opinione e di scelte esistenziali. La nostra “eguaglianza” è la “libertà uguale” dei nostri maestri (da Gobetti a Rosselli alla teoria della giustizia di John Rawls) e dell’art.3 della Costituzione repubblicana, secondo cui è compito dello stato intervenire per rimuovere tutto ciò che impedisce la piena affermazione della dignità umana e la libera realizzazione di ogni persona.
Rendiamo onore agli Arditi del Popolo!
di LEONARDO MARZORATI –
Cent’anni fa nascevano gli Arditi del Popolo. Di loro si è parlato troppo poco, relegati a poche pagine nei manuali di storia e non celebrati per quello che sono stati: i primi ad aver impugnato le armi e combattuto contro l’emergente fascismo nei quindici mesi precedenti alla Marcia su Roma e all’incarico di governo affidato dal re Vittorio Emanuele III a Benito Mussolini.
Gli Arditi del Popolo nascono nel 1921 ed è proprio l’estate di quell’anno il loro primo banco di prova. Il biennio rosso è terminato. Quasi tutti gli storici sono concordi nel ritenere nel 1921 improbabile una rivoluzione socialista in Italia. Eppure c’è chi soffia sul fuoco. Continua a leggere
La pluralità di MRS: Daniela Talarico si candida col Partito comunista
di DANIELA TALARICO –
Ho sempre lavorato per la sovranità dell’Italia e per il socialismo, quindi proseguo il mio impegno con Marco Rizzo e col Partito comunista.
Dopo quasi tre anni di militanza nel Fronte Sovranista Italiano ora Riconquistare l’Italia, anni intensi e fecondi di idee e di positive relazioni ed esperienze politiche e umane, a seguito della drammatica accelerazione dei processi politici già in atto e della crisi sociale e democratica causata dalla gestione governativa europea dell’epidemia Covid, ho preso atto della inadeguatezza dei piccoli partiti e gruppi dell’area neosocialista e patriottica a rispondere in modo politicamente e strutturalmente adeguato alla gravità della congiuntura. Continua a leggere
CHI SIAMO
Il Movimento RadicalSocialista è un’associazione fondata il 9 dicembre 2006 a Bologna per iniziativa di donne e uomini di varie regioni d’Italia, provenienti dalla sinistra socialista, radicale, comunista, ecologista e anarchica, allo scopo di unire e rivitalizzare, riscoprendone le genuine radici libertarie, le migliori e più gloriose tradizioni della sinistra italiana ed europea. Continua a leggere
Il depistaggio del 1° maggio
di ANTONIO DI SIENA –
Che la “sinistra” abbia trovato il suo nuovo messia in uno che se ne va in giro in Lamborghini a tirare spiccioli ai barboni poco mi interessa. Salvo il fatto che riesca a darci la cifra della fine che ha fatto. Quello che, invece, sarebbe interessante discutere è a cosa stia effettivamente servendo tutto il polverone di ieri. Continua a leggere
Jean-Paul Sartre: il mio umanismo esistenzialista
Vorrei qui difendere l’esistenzialismo da un certo numero di critiche che gli sono state mosse. Innanzitutto lo si è accusato di indurre gli uomini ad un quietismo disperato, poiché, precluse tutte le soluzioni, si dovrebbe considerare in questo mondo l’azione del tutto impossibile e sfociare, come conclusione, in una filosofia contemplativa. Altri invece ci accusano di mettere in evidenza i lati peggiori dell’uomo, e di trascurare gli aspetti belli e luminosi della natura umana. Ed anche di venir meno alla solidarietà, cioè di considerare l’uomo come isolato. I cattolici inoltre ci rimproverano di negare i valori morali, visto che se sopprimiamo i comandamenti di Dio ed escludiamo valori stabiliti in eterno non resterebbe altro che la gratuità pura e semplice, per cui ognuno può fare ciò che vuole. A tutte queste critiche cerco di rispondere oggi: ecco perché ho intitolato questa mia breve esposizione «L’esistenzialismo è un umanismo». Continua a leggere
Una risposta alla pandemia: fronte unito per il Socialismo
di LEONARDO MARZORATI –
Due terzi di garantiti e un terzo di non garantiti. Questa narrazione viene spesso portata avanti dai liberali. La pandemia ha penalizzato maggiormente il terzo di lavoratori non garantiti e meno i due terzi garantiti. I lavoratori dipendenti hanno continuato in molti casi a ricevere un regolare stipendio durante i mesi di lockdown. I dipendenti pubblici, additati dai liberali come i maggiormente garantiti, non hanno avuto decurtazioni dovute alla cassa integrazione o a riduzioni d’orario, lavorando nella maggior parte dei casi dalla propria abitazione. Il telelavoro ha permesso a molti dipendenti del privato, soprattutto impiegati, di svolgere la propria mansione da casa, a parità di stipendio (in alcuni casi il buono pasto è stato tolto). Ad alcuni vantaggi innegabili, come il tempo e il denaro guadagnato dal superamento del tragitto casa-lavoro, si sono aggiunti svantaggi, come l’utilizzo di utenze private per mansioni lavorative o la riduzione di vita sociale. Ad altri è però andata peggio, specie in settori duramente colpiti dalla pandemia, come la ristorazione, il turismo, la cultura e lo sport, dove le buste paga sono state molto più magre. La cassa integrazione e la riduzione d’orario hanno penalizzato parecchie categorie di lavoratori. Continua a leggere
Migranti: la UE peggio di Salvini
di LEONARDO MARZORATI –
I mass media nel 2019 si erano fiondati sul Mediterraneo, per raccontare il braccio di ferro tra l’allora ministro degli Interni Matteo Salvini e l’Unione Europea. La contesa verteva tutta su che fare dei migranti stipati sulle navi Sea-Watch 3 e Diciotti. Il nostro ministro, dopo aver fatto approvare dall’allora maggioranza giallo-verde con a capo Giuseppe Conte i Decreti Sicurezza, fu oltranzista nel non voler far sbarcare in Italia poche decine di migranti. Cinicamente, cercò di ricattare quella Ue che aveva mal sopportato l’alleanza di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle. Continua a leggere
Per ricordare John Rawls nel centenario della nascita
di GIANCARLO IACCHINI ♦
Accanto ai grandi italiani come Carlo Pisacane, Piero Gobetti, i fratelli Rosselli, Lelio Basso ecc. che hanno storicamente riempito di contenuti l’unità dialettica degli ideali di giustizia e libertà, deve trovare posto il filosofo americano che ha teorizzato la “forma a priori” di quella equal freedom (libertà eguale) tipica del “liberalsocialismo”. Il filosofo statunitense John Rawls, nato esattamente cent’anni fa (il 21 febbraio del 1921) a Baltimora e scomparso nel 2002, può essere definito il Kant della giustizia sociale, colui che ne ha delineato le condizioni “universali e necessarie”, individuandone la radice nella razionalità dell’uomo anziché nella “struttura economica e sociale” di stampo marxista. Continua a leggere

