Altro che rossobruna, Sahra Wagenknecht è una vera socialista!

di LEONARDO MARZORATI –
Una cosa accomuna la stampa liberal-progressista capitanata dal quotidiano “La Repubblica” e quella neoconservatrice capitanata da “La Verità”: entrambe definiscono “rossobruna” Sahra Wagenknecht. I primi in chiave denigratoria, i secondi per affiancarla alle destre radicali che appoggiano. Niente di più falso. Continua a leggere

“Ricordare” sì, ma senza ideologia

di MASSIMO AMADORI –
In occasione del Giorno del ricordo come sempre si sprecano le polemiche ideologiche sui massacri delle foibe. Purtroppo infatti, a distanza di tanti anni da questa tragedia, si continua ad avere una lettura politicizzata di questa vicenda, a destra come a sinistra. A sinistra si tende a dare una lettura "riduzionista" o addirittura "negazionista": le foibe sarebbero state una vendetta contro i criminali di guerra fascisti, responsabili di inenarrabili atrocità contro la popolazione civile slava. I numeri del massacro vengono quindi abbassati e le foibe giustificate. A destra invece si tende a dare numeri gonfiati e a presentare i massacri delle foibe come una pulizia etnica contro gli italiani o addirittura come un genocidio, facendo quindi assurde equiparazioni fra Auschwitz e le foibe e fra nazismo e comunismo. Il fine è screditare la Resistenza partigiana, riabilitare il fascismo e presentare gli italiani come vittime della violenza slavo-comunista, in chiave ovviamente nazionalista.
La tesi della destra e dei neofascisti purtroppo è diventata la tesi ufficiale dello Stato italiano, che sceglie di ricordare solo le vittime italiane e non quella slave. Ma anche la tesi dell’estrema sinistra sulle vendette contro i fascisti è parziale e ideologica. Secondo gli storici che si sono occupati della vicenda, come Raoul Pupo, le foibe furono principalmente una repressione politica del regime "comunista" di Tito. Tali eccidi furono realizzati dalla polizia politica iugoslava, per eliminare tutti gli oppositori, reali e presunti, del comunismo titino. Fra queste vittime ci furono slavi e italiani, fascisti e antifascisti. La maggioranza delle vittime di Tito furono slave. Che senso ha quindi parlare di genocidio contro gli italiani? Furono uccisi fascisti e collaborazionisti ma anche partigiani socialisti, azionisti e cattolici, esponenti del CLN "colpevoli" solo di opporsi al regime stalinista di Tito. Che senso ha quindi parlare di vendetta contro i fascisti? Sarebbe ora di lasciare perdere le tesi "militanti" e ascoltare gli storici, che hanno studiato e analizzato le fonti. In primis gli archivi della polizia politica di Tito.

Li aspetta l’inferno (e in questo caso… speriamo che ci sia!)

di MASSIMO AMADORI
Le dichiarazioni di Trump sono una chiara legittimazione al genocidio del popolo palestinese.
Deportare l’intera popolazione di Gaza porterebbe a compimento la pulizia etnica voluta da Netanyahu e dall’estrema destra sionista. Fra le altre cose i Paesi arabi non sono disposti ad accogliere i profughi palestinesi, quindi il progetto di Trump significherebbe lo sterminio di buona parte degli abitanti di Gaza. Coloro che ancora si rifiutano di vedere il genocidio in corso dovrebbero aprire gli occhi.
Il governo israeliano non rappresenta gli interessi dei cittadini israeliani e tantomeno quelli del popolo ebraico, ma solo gli interessi dell’imperialismo USA, che vuole radere al suolo Gaza per farne una nuova "costa azzurra" per gli oligarchi occidentali. Un genocidio motivato da ragioni economiche, come tutti i genocidi coloniali.
L’occidente si presenta come moralmente superiore al resto del mondo, ma la verità è che fa le stesse cose della Russia e della Cina, violando il diritto internazionale e invadendo altri Paesi.
L’imperialismo ha sempre le mani sporche di sangue, che sia quello russo, cinese o statunitense. Trump, Netanyahu e Putin sono tutti guerrafondai assassini: la differenza è che i primi due sono tollerati dalle "democrazie" occidentali, perché saranno pure dei brutti bastardi, ma sono i nostri brutti bastardi.
Meno male che per la destra (e per i "compagni" scemi) Trump doveva essere un pacifista e portare la pace in Ucraina e in Medio Oriente.
Solo una rivolta dei popoli oppressi di tutto il mondo può fermare la guerra e l’imperialismo. Allora finalmente potremo consegnare i criminali come Trump, Putin e Netanyahu alla corte penale internazionale.
Non so se questo avverrà, forse la giustizia non è di questo mondo. In ogni caso spero che esista l’inferno, affinché questi criminali assassini di bambini possano bruciare per l’eternità.
Sicuramente finiranno nella pattumiera della storia assieme ai loro colleghi Hitler, Mussolini e Stalin.
Assassini!

Guerra, disuguaglianze e dominio delle élites: una prospettiva socialista libertaria

di FRANCO CONSALES
La guerra è stata a lungo uno degli strumenti più potenti nelle mani delle élites per rafforzare il loro potere, aumentare le disuguaglianze e mantenere il controllo sulle masse. Sin dall’epoca moderna, le guerre non sono mai state solo conflitti tra nazioni, ma soprattutto scontri di interessi economici e strategici che hanno avvantaggiato le classi dirigenti a discapito delle popolazioni coinvolte. I socialisti libertari e gli anarchici hanno sempre denunciato questa realtà, opponendosi al militarismo e alle logiche belliciste imposte dai governi e dai capitalisti.
La guerra come strumento delle élites
Le guerre moderne non sono mai state decise dai popoli, ma dalle élite economiche e politiche. I grandi capitalisti, le industrie belliche e i gruppi finanziari traggono enormi profitti dai conflitti, vendendo armi, controllando le risorse nei territori occupati e sfruttando il caos per espandere il loro potere. A pagarne il prezzo, invece, sono sempre le classi popolari, costrette a combattere, a subire distruzioni e a sopportare le conseguenze economiche delle guerre. Continua a leggere

Più Stato? No. Anzi meno (e meglio)!

di MASSIMO AMADORI
In un certo senso Bruno Vespa ha ragione: non esiste Stato al mondo che non sia responsabile o complice di torture, stupri e omicidi. Tali crimini sono sempre compiuti nel nome della "sicurezza", ma in realtà per gli interessi delle classi dirigenti. Il problema è che per Vespa questa cosa è giusta, o comunque inevitabile. Invece si tratta di crimini contro l’umanità.
Lo Stato è un apparato di violenza e di coercizione, qualsiasi Stato. Una violenza esercitata sempre nell’interesse delle oligarchie al potere. Era così nell’antica Roma, era così nel Seicento ed è così anche oggi. Nell’ultimo secolo lo Stato ha affinato ulteriormente i suoi strumenti di tortura e di assassinio, anche grazie alle nuove tecnologie.
Come socialista democratico e libertario io rifiuto il potere statale, anche se a differenza degli anarchici penso che non sia possibile abolirlo completamente da un giorno all’altro e fare a meno di qualsiasi istituzione. Ma di certo sarebbe possibile e auspicabile porre fine immediatamente agli aspetti più violenti e repressivi del potere statale, andando verso una società fondata sulla democrazia diretta e sull’autogestione dei cittadini.
Era ciò che voleva Marx, quando parlava di "spezzare" il potere statale centralizzato. Poi i leninisti se lo sono dimenticato, per non parlare degli stalinisti.
C’è chi pensa che il socialismo voglia dire più Stato, ma in realtà il socialismo mira a togliere potere allo Stato per restituirlo alla società civile. In una società socialista i ruffiani come Bruno Vespa resterebbero senza lavoro, perché non avrebbero più potenti a cui leccare il sedere.
Nel caso, ce ne faremo una ragione.

La Giornata della Memoria (corta)

di MASSIMO AMADORI

La Giornata della Memoria purtroppo è diventata per molti la giornata della memoria corta. I sopravvissuti alla barbarie nazifascista hanno sempre sostenuto che "mai più" dovrebbe significare "mai più per nessuno". Ricordare gli ebrei, i Rom, gli omosessuali, i disabili e tutte le vittime del nazismo dovrebbe servire a non tollerare più che degli esseri umani possano fare queste cose ad altri esseri umani. La Shoah è certamente unica nel suo orrore e nella sistematicità nello sterminio, ma purtroppo ancora oggi i diritti umani delle minoranze vengono sistematicamente violati.
I politici che oggi ricordano ipocritamente i campi di sterminio sono gli stessi che hanno finanziato i lager per migranti in Libia, in cui ogni giorno uomini, donne e bambini vengono torturati, violentati e assassinati. Il governo Meloni ha sottratto alla giustizia internazionale un criminale libico responsabile di stupri, torture e omicidi di massa, anche di bambini di 5 anni. Lo hanno riportato in Libia con un volo di Stato pagato dai cittadini italiani. Allo stesso tempo sostiene il governo israeliano, che sta portando avanti un genocidio a Gaza e una pulizia etnica in Cisgiordania.
Purtroppo in questo sistema esistono esseri umani di serie B, le cui vite per chi è al potere non valgono nulla, come i migranti e i palestinesi. Senza voler fare paragoni con la Shoah le affinità con il nazismo sono evidenti. Ricordiamoci quindi degli ebrei, dei Rom, dei Sinti, dei disabili e di tutte le persone assassinate nei campi di sterminio nazisti, ma ricordiamoci anche delle attuali vittime: dei migranti, dei palestinesi e di tutte le persone perseguitate per motivi razziali.
Contrastiamo l’antisemitismo e tutte le forme di razzismo e di discriminazione, perché, come diceva Primo Levi, il razzismo porta sempre al lager. Ricordare significa che "mai più" deve essere mai più per nessuno. Non ci devono essere più genocidi e persecuzioni. Gli esseri umani sono tutti fratelli e guai a chi fomenta odio e razzismo.
La Giornata della Memoria in questo contesto è particolarmente importante, dato che l’estrema destra avanza in tutto il mondo, portando a nuove forme di fascismo e di autoritarismo. È una destra razzista e intollerante, che senza vergogna parla di deportazione dei migranti e delle minoranze. È lo stesso linguaggio che usavano i nazisti. Per questo non dobbiamo dimenticare. Lo dobbiamo a tutte le vittime del nazifascismo.

Giù le mani dai simboli del movimento operaio!

di MASSIMO AMADORI
La destra vorrebbe parificare la svastica nazista e la falce e martello comunista. Peccato che la falce e martello non sia solo un simbolo comunista/stalinista ma di tutto il movimento operaio. Nel 900 è stata utilizzata da tutta la sinistra e anche dai socialisti, tanto è vero che fino ai tempi di Craxi la falce e martello era il simbolo anche del PSI. Certo era anche utilizzata da Stalin, da Mao e da tutte le dittature staliniste e i regimi totalitari comunisti, ma è stata anche il simbolo dei comunisti antistalinisti e dei socialisti democratici e libertari. Demonizzare la falce e il martello significa criminalizzare anche Sandro Pertini, Pietro Nenni, Lelio Basso, Giacomo Matteotti e tante altre persone che hanno dato la loro vita per la libertà e la democrazia. Chi odia la falce e martello non disprezza solo lo stalinismo e il comunismo totalitario, ma anche il socialismo, la democrazia e il movimento operaio. Magari oggi può essere un simbolo anacronistico, ma paragonarlo alla svastica nazista è un insulto alla memoria storica. Invece di criminalizzare i simboli del movimento operaio e socialista la destra pensi piuttosto a rimuovere la sua fiamma tricolore, emblema del neofascismo e un insulto alla nostra costituzione.

Le disuguaglianze crescenti e la “distrazione” dai veri bisogni della vita

di FRANCO CONSALES
Per l’ennesima volta il rapporto dell’Oxam ci conferma che le diseguaglianze aumentano.
Sono tutti numeri ampiamente prevedibili. Mentre nel mondo la prima la preoccupazione e urgenza delle più grandi potenze mondiali è quella della spesa scriteriata in armamenti di ogni genere, la popolazione mondiale si trova sempre più divisa tra super ricchi che diventano sempre più ricchi e classi medie e basse che si trovano ad affrontare la quotidianità con sempre meno servizi dello Stato sociale, che da decenni vive una inesorabile fase di indebolimento.
I governi delle superpotenze, per distrarre l’attenzione dai temi centrali della vita umana, si inventano nuovi obiettivi che servono solo a consolidare il potere di chi già vive in una situazione di prosperità e ricchezza imparagonabile con la condizione media del resto dell’umanità. Abbiamo ascoltato nello show degli ultimi tre giorni che l’obiettivo sarà portare l’essere umano su Marte come se effettivamente al 99% dell’umanità importasse qualcosa o servisse a migliorarne le condizioni.
La diseguaglianza economica è fondata su uno squilibrio di intenti tra chi ha accumulato ricchezze inimmaginabili per un cittadino medio e chi si trova a dover cercare di sopravvivere giorno dopo giorno. La forbice delle diseguaglianze aumenta sia nel mondo “industrializzato” (cosi si indicava qualche anno fa quella parte di mondo che basa lo sviluppo economico sullo sviluppo tecnologico) sia a livello globale. È voluta e supportata da chi ne sta beneficiando, che può godere d’altronde di strumenti potentissimi, sofisticati e intrusivi. Per ultimi le innovazioni nel campo dell’elaborazione dei dati, machine learning, intelligenza artificiale, robotica e via dicendo. La tecnologia non nasce con un colore politico ma in un mondo così “disuguale” non può che essere al servizio di chi gode già di maggiori risorse.
È un tema che ovviamente non si può esaurire in un post e andrebbe ulteriormente approfondito.
Per chi vuole documentarsi un po’ di più, consiglio la lettura di un articolo su Pressenza: https://www.pressenza.com/it/2025/01/nel-2024-la-ricchezza-di-71-miliardari-italiani-e-aumentata-di-166-milioni-di-euro-al-giorno/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR27Qr4B0Cc9_oLRxsytn4I2H-NW9NQ5-4nd4pbBAjyZ4VqiilSTkSSOGNc_aem_0BA0F1kpEv8qVqw009kUEQ
e la lettura del rapporto Oxam: https://www.oxfamitalia.org/report-disuguaglianza/?utm_source=news&utm_medium=ORG&utm_campaign=Davos

foto di oxfam

foto di oxfam

Il nostro “vecchio” CHI SIAMO (si accettano aggiornamenti…)

bandieramrsIl Movimento RadicalSocialista è un’associazione fondata il 9 dicembre 2006 per iniziativa di donne e uomini di tutte le regioni d’Italia – di orientamento socialista, democratico-radicale, comunista, ecologista, anarchico, pacifista e nonviolento – allo scopo di riscoprire, rivitalizzare, unire e rilanciare le migliori radici libertarie della sinistra italiana e mondiale.

MRS non vuol essere un partito ma un laboratorio di idee e di proposte; un movimento agile, aperto, libertario come le idee che professa e dunque autogestito collegialmente. E intende rappresentare una proficua occasione di confronto tra quanti nella società civile hanno il desiderio e la volontà di impegnarsi attivamente per la causa dell’unità e della rinascita della sinistra, all’insegna di un respiro ideale e morale che da troppo tempo si è perso, con il risultato di allontanare dalla politica proprio le persone più coscienti della sua possibile “nobiltà” e radicale alterità rispetto alle meschine logiche di potere e di spartizione delle cariche pubbliche.

MRS vuole esercitare un ruolo di stimolante avanguardia nel cammino verso la possibile, necessaria ricostruzione e ricomposizione unitaria della sinistra, su un terreno radicalmente diverso rispetto a quello (moderato e centrista) scelto dal Pd. Senza pregiudiziali ideologiche o visioni dogmatiche e dottrinali, ma nella consapevolezza che la sinistra debba rimanere tale, ovvero socialista e radicale, e non rincorrere eternamente il centro conservatore ma anzi rilanciando con decisione i suoi antichi ma sempre nuovi ideali di giustizia e liberazione (insegnati negli ultimi due secoli, nella teoria e nella prassi, da una serie di maestri che elenchiamo e analizziamo nell’apposita sezione del sito). Continua a leggere

Socialisti e craxiani

di MASSIMO AMADORI
I socialisti veri non commemorano Bettino Craxi, uno dei più squallidi statisti italiani.
Non solo fu un politico corrotto, ma ebbe anche la grave responsabilità di aver trasformato un grande partito socialista democratico come il PSI in un partito filocapitalista, atlantista e anticomunista, disposto a governare con la peggiore DC.
Craxi portò il PSI fuori dalla tradizione del marxismo e del movimento operaio, trasformandolo in un partito borghese. La corruzione arrivò di conseguenza, quando il PSI cominciò a prendere finanziamenti dai capitalisti.
Fu Craxi a cancellare la scala mobile e può quindi essere considerato come l’antesignano della "sinistra" liberista, oggi rappresentata dal PD. Ha anche aperto la strada a Berlusconi.
La più grave colpa di Craxi fu quella di aver distrutto il PSI di Nenni, Pertini, Lombardi, Lelio Basso, Foa e Panzieri.
Aver trasformato l’eroico partito di Giacomo Matteotti in un covo di ladri e corrotti è imperdonabile, al di là dell’aspetto giudiziario.
Lasciamo quindi che a commemorare Craxi siano i finti "socialisti" e i suoi eredi berlusconiani. Noi socialisti preferiamo ricordare Sandro Pertini, Lelio Basso e Riccardo Lombardi, non chi ha distrutto il nostro partito!