MRS Fano: “La sinistra dopo Tsipras”

Questo è il report della riunione – protrattasi fino all’una di notte e davvero straordinaria per partecipazione e contenuti del dibattito – tenutasi ieri sera (10 giugno 2014) presso la Casa della Sinistra di Fano.

Tantissime persone (anche in rappresentanza delle forze politiche della sinistra provinciale) hanno accolto volentieri l’invito di MRS a discutere del “che fare” e delle prospettive della sinistra italiana (nazionale e locale) dopo l’esperienza della Lista Tsipras alle elezioni europee. Erano presenti i tre portavoce del Comitato provinciale de “L’Altra Europa con Tsipras” (Fiorenza Martufi per Pesaro, Gianguido Biral per Fano e Giovanni Torrisi per Urbino), Andrea Zucchi e lo stesso Torrisi per SEL di Pesaro e di Urbino (nessun esponente invece di SEL o Sinistra Unita di Fano), Marco Savelli per Rifondazione Pesaro, Corrado Filippini di Ross@ (Cremaschi) e naturalmente il gruppo di MRS a cominciare dal portavoce Simone Genovese, più Elisa Bartoli (Mosler Economics-Mmt) ed altri membri di comitati e associazioni cittadine. Continua a leggere

Una scelta miope: Spinelli va a Strasburgo

di Francesco Gismondi

Tempo fa mi chiedevo dove fossero gli “intellettuali” di Sinistra. Me lo chiedevo perché ritenevo che fossero mattoni necessari per costruire le fondamenta della nuova Sinistra italiana. Qualcuno di loro si è fatto vivo, ma invece di mattoni ci ritroviamo sabbia.
La scelta della Spinelli di andare a Strasburgo non è un problema di parola data (una stupidaggine visto che sono poi gli elettori a decidere, al massimo non ti presenti), è un problema di miopia politica. La scelta presa denota una scarsa visione generale delle dinamiche in atto nella Sinistra nazionale favorendo così le fughe settarie e/o di collaborazionismo con i neoliberisti. Continua a leggere

Il grazie di Alexis ai compagni italiani

di Alexis Tsipras – Sono molto fiero di voi. Il vostro successo è la vittoria per tutta la Sinistra Europea. Sempre avanti! Voglio ringraziarvi calorosamente per il successo ottenuto, per aver superato lo sbarramento del 4% e per aver rappresentato la sinistra italiana nel Parlamento Europeo. È un successo che deriva interamente dall’impegno di ognuna e ognuno di voi e di tutti i volontari che hanno lavorato duramente per tre mesi per far sentire la voce dell’Altra Europa in Italia.

Voglio ringraziarvi perché siete riusciti a fare una campagna elettorale molto importante senza mezzi, senza sostegno, senza il supporto economico dai poteri forti, senza aver garantita la possibilità della par condicio nei mezzi di informazione in Italia. Il vostro successo elettorale in realtà dimostra che la Sinistra sociale in Italia ha radici molto profonde. Il vostro successo elettorale dimostra che il popolo italiano vuole condannare l’austerità, vuole condannare i programmi che hanno condotto al disastro di tutta la periferia d’Europa. Il vostro successo si aggiunge alla voce di protesta complessiva dei popoli d’Europa di fronte alla politica dell’austerità: una voce che si è fatta sentire distintamente in queste elezioni europee. Non è un voto di protesta congiunturale. È un voto che getta le basi per un percorso di prospettiva.

Con le forze politiche di sinistra di tutta Europa formeremo, partendo dal nostro programma comune, la strada comune nel gruppo europarlamentare della sinistra di tutta Europa nel prossimo Parlamento Europeo: andremo nel GUE/NGL, in cui avremmo l’occasione di continuare questo sforzo molto importante che abbiamo cominciato e abbiamo registrato con successo nelle elezioni di quest’anno.

Continuiamo la nostra lotta per un’altra Europa, per un’Europa democratica, sociale, per un’Europa di solidarietà. Continuiamo il nostro sforzo da posizioni più forti e migliori per poter intervenire e far emergere il valore di collaborazione e dell’azione comune, per evidenziare che la Sinistra unisce i popoli, che dopo il voto sono ancora più forti e possono, da posizioni migliori, rivendicare i loro diritti.

Complimenti a tutti, di cuore.

Alexis Tsipras

«La mia campagna per Tsipras»

di Daniela Padoan – 

Finora ho fatto poli­tica con i miei libri, occu­pan­domi di Shoah, raz­zi­smo, resi­stenza ai regimi. Nel mio primo incon­tro elet­to­rale, mi sono tro­vata a parlare della tas­so­no­mia di Lin­neo e della costruzione che è all’origine di quella “gerar­chia del disprezzo” che costi­tui­sce una radice pro­fonda della nostra cul­tura. Mi sono inter­rotta per scu­sarmi: di certo non era il lin­guag­gio della poli­tica che ci è con­sueto, ma mi è stato chie­sto di con­ti­nuare. È ini­ziata una mera­vi­gliosa discus­sione, forse eccen­trica in una cam­pa­gna elet­to­rale; tutti ne era­vamo un po’ stu­piti, ma abbiamo par­lato delle categorie che sepa­rano l’umano dall’animale, della nascita dello schia­vi­smo, dell’attribuzione alla natura della dico­to­mia tra uomo e donna. Continua a leggere

Bologna, 17 maggio: Incontro della Sinistra socialista, azionista e repubblicana

Si è tenuto a Bologna il 17 maggio 2014 un incontro preliminare tra alcuni rappresentanti di forze della Sinistra socialista, azionista e repubblicana. All’incontro organizzato da Sinistra d’Azione erano presenti delegati del Network per il Socialismo Europeo, della Rete Socialista – Gruppo di Volpedo, del Circolo Rosselli di Milano, Sinistra d’Azione, Sinistra PSI, Lega dei Socialisti Livorno, Repubblica e Progresso e del Movimento RadicalSocialista. La Segreteria nazionale di MRS era rappresentata da Francesco Gismondi e Germana Foscheri. Continua a leggere

Il sindacato è un’altra cosa

di SIMONE GENOVESE

Rimini, 6 maggio, si riunisce in congresso la CGIL. Il sindacato della Camusso si presenta diviso e la mozione di Cremaschi, documento 2, con lo slogan “Il sindacato è un’altra cosa”, rivendica una CGIL indipendente, democratica e di lotta. Non si riconosce negli accordi firmati in questi anni, in un mondo del lavoro precarizzato, alla mercé del capitale. Continua a leggere

Se la Banca d’Inghilterra rovescia le teorie ufficiali

La scorsa settimana è successo qualcosa di notevole.La Banca d’Inghilterra ha vuotato il sacco. In un documento intitolato “La creazione della moneta nell’economia moderna”, tre economisti del dipartimento di Analisi Monetaria della banca hanno dichiarato in maniera inequivocabile chele convinzioni generali riguardanti le modalità con cui lavorano le banche sono sbagliate, e che invece le posizioni del tipo più eterodosso e populista, più comunemente associate a gruppi come ad esempio Occupy Wall Street, sono corrette. In questo modo, hanno di fatto gettato dalla finestra l’intera teoria alla base dell’austerità. Continua a leggere

Quale Europa?

di Giancarlo Iacchini

L’Italia è uno strano paese. Mentre in tutta Europa si discute delle politiche più efficaci per garantire lavoro e reddito, che sono i due pilastri economici di una vita sociale degna di questo nome, in Italia si riesce perfino a litigare tra gli alfieri del «lavoro per tutti» e quelli del «reddito universale», per cui se proponi un «reddito di cittadinanza» non solo vieni tacciato di “utopismo”, ma ti guarda storto per primo chi ha un lavoro precario e rischia di perderlo dall’oggi al domani, perché ti dirà che bisogna dare il lavoro, e non “soldi facili” a chi “non fa niente”. Come se “non far niente”, in una società che condanna alla disoccupazione il 13% della popolazione in età lavorativa ed oltre il 42% dei giovani, sia una colpa morale di cui vergognarsi. Una società, quella italiana, in cui i senza lavoro sono 3,3 milioni e altrettanti sono i lavoratori precari, che percepiscono in media 836 euro al mese senza alcuna garanzia di continuare a guadagnarli anche il mese dopo. Continua a leggere

La “patacca” di Renzi

di Antonio Di Luca

Matteo Renzi ha più volte dichiarato che la sua politica economica è in piena continuità con le esperienze di governo che l’hanno preceduto. Ma le linee economiche di chi lo ha preceduto (e ricordo che il Pd è al governo da due anni e mezzo, tre governi, nessuno dei quali scelto dai cittadini) hanno portato i risultati devastanti sul fronte dell’occupazione stando alle tabelle dell’Istat di qualche giorno fa. Ogni mese ci aspettiamo che la disoccupazione cali di qualche decimale e ogni mese, puntualmente, restiamo delusi. Del resto chi vive tra la gente, nei quartieri popolari, nelle periferie, sa benissimo che la notizia di qualche conoscente che ha perso il lavoro è assai più frequente di chi lo ha trovato. E quanti amici o figli di amici abbiamo dovuto salutare perché partiti per l’estero in cerca di miglior fortuna? Sembra di essere tornati agli anni del primo dopoguerra. L’analisi sociologica di quanto può far male questa situazione potrei continuarla a lungo, mi limito a ricordare un dato statistico. I dati sulla disoccupazione diramati oggi sono i peggiori dal 1977. Continua a leggere