Arcipelaghi attuali… Conosciamoli!

Arcipelaghi? Posso già immaginare la reazione di un ipotetico lettore. Magari un militante reduce da svariate esperienze, confronti e immancabili delusioni. Si parla di isole? Si vuole forse avviare un percorso di conoscenza di realtà legate ad esperienze pseudo mistiche stile fine anni 70?… Immagino o posso immaginare le reazioni. Ebbene, niente di tutto questo. La pandemia non è finita, siamo immersi in un contesto turbocapitalista o come lo vogliamo definire. Poco importano le classificazioni scientifiche, il capitalismo ha sempre generato guerre affinché ci fossero riassestamenti delle classi borghesi. I borghesi talvolta alleati con i loro vecchi nemici nobiliari per cercare un senso mistico a queste imprese che null’altro servivano e servono se non a buttare al macello vite di poveri ragazzi. Questo è il contesto attuale. Continua a leggere

Manifesto del Liberalsocialismo

Dal MANIFESTO DEL LIBERALSOCIALISMO

di GUIDO CALOGERO (1940):

«Di fronte al conservatorismo che si definisce liberale e all’estremismo sociale che non risolve i problemi della libertà, noi affermiamo la nostra volontà di combattere per l’unico e indivisibile ideale della giustizia e della libertà. Facciamo nostra la rivendicazione e l’ulteriore promozione di tutti quegli istituti della democrazia che hanno assicurato il fiorire dello stato moderno, ma siamo convinti di poter procedere in tal senso solo affrontando e risolvendo insieme anche il problema sociale.

Vogliamo che agli uomini siano assicurate non soltanto le garanzie istituzionali, giuridiche e politiche della libertà, ma anche le condizioni economiche che permettano ad essi di valersene per la piena espansione della loro vita. Alla libertà di parola e di voto, non vogliamo che si accompagni la libertà di morire di fame! Ma nello stesso tempo sappiamo che nessuna riforma sociale può realmente assicurare agli uomini la giustizia, se in seno ad essa non opera, perenne, il controllo e l’iniziativa della libertà. Né la libertà può essere un futuro, rispetto alla giustizia, né la giustizia un futuro rispetto alla libertà. Entrambe debbono essere presenti ed operanti, a garantirsi e a promuoversi a vicenda. Continua a leggere

Guido Calogero

di GIANCARLO IACCHINI ♦Guido Calogero

Mentre il “socialismo liberale” di Carlo Rosselli (e di Giustizia e Libertà) voleva rappresentare un socialismo che attraverso la lezione riformistica di Eduard Bernstein virava verso l’ideale liberale, allargandolo di conseguenza a tutti i cittadini e rompendo consapevolmente il suo triste confinamento “moderato” ad una ristretta élite di borghesi privilegiati, il liberalsocialismo ideato da Guido Calogero (1904-1986) fa il percorso inverso: da un liberalismo ispirato a Croce e Gentile a un socialismo innanzitutto ideale, maturato a fatica in epoca fascista, tra arresti e schedature dei primi militanti. I due movimenti, da sponde opposte, pervengono alla stessa “piazza” democratica e radicale, quella che darà vita al Partito d’Azione, punta avanzata dell’antifascismo militante. Continua a leggere

Il “nostro” liberalsocialismo (anzi l’unico)

La “riscoperta” – di per sé ovviamente encomiabile – delle radici azioniste e liberalsocialiste da parte di forze centriste e moderate come il partito di Carlo Calenda, ci costringe ad alcune puntualizzazioni, diciamo da “esperti” della materia, avendo fondato questo movimento 16 anni fa proprio sulla base dello studio attento e (a nostro avviso) innovativo di quelle radici politico-ideali. Anche pensando al profilo fortemente progressista se non rivoluzionario delle forze storiche di riferimento, quali Giustizia e Libertà e Partito d’Azione (Gobetti parlava esplicitamente di “rivoluzione liberale”, suscitando le ire di un liberale “classico” come Croce!), fin da allora ci era parsa profondamente sbagliata la lettura moderata dell’incontro tra liberalismo e socialismo, come se si trattasse di unire una destra “perbene” e una sinistra “riformista” dentro un contenitore inevitabilmente di centro. Continua a leggere

Ucraina: oltre le tifoserie (noi tifosi della pace)

di ERICH

In quest’opera (che dura da tempo) di semplificazione estrema e schematizzazione di ogni concetto, si creano oltre ad individualismo e indifferenza dei gruppi veri e propri di tifosi. La parola tifosi…. Eh sì, le ragioni che danno molte persone per giustificare l’adesione ad una causa sono labili ed hanno davvero pochi riscontri reali. Il tutto diventa alla stregua di un fenomeno commerciale, folkloristico, nel quale ogni attore contemporaneo vuole la propria foto e la propria parte. Continua a leggere

Un sogno che può tornare a vivere

di Erich

Le persone che ci circondano sono cambiate. Che frase ad effetto, una frase che può avere l’effetto di un masso in uno stagno. Sono cambiate in rapporto alla storia del movimento socialista. Il movimento socialista ha attraversato differenti fasi. Differenti fasi e differenti lotte. Differenti lotte in differenti periodi storici. Le persone ovvero il popolo cambiava. Cambiava esteriormente, cambiava il proprio modo di comunicare ed anche il proprio aspetto ed il proprio linguaggio. È ciò che stiamo vivendo adesso. Siamo nel XXI secolo. Abbiamo vissuto un ventennio nel quale le lotte che io ritengo legittime contro lo sfruttamento del territorio (la lotta no Tav) ed altre lotte sindacali sono state volutamente irrise e rese degne di un passato che non deve tornare. Mi riferisco ai beceri proclami di Berlusconi: ogni qualvolta si chiedeva qualsiasi tipo di miglioramento salariale veniva sventolata la velina con scritto che Stalin era morto. Becerate rese ai potenti, beceri atteggiamenti non meno diversi dai governi successivi. Atteggiamenti e prassi non poi così diversi dal salvinismo. Tutto va bene purché si garantisca la pace sociale. Pace sociale? Ah davvero, viene da chiedersi a che prezzo e a scapito di chi. Continua a leggere

La dura lotta del socialismo contro l’individualismo della società occidentale

di LEONARDO MARZORATI

Il filosofo Oswald Spengler più di cent’anni fa scriveva di un Occidente in declino. Quello che oggi si dichiara “Occidente” ha accumulato benessere, sempre peggio redistribuito. Le sue nazioni, un tempo potenze imperiali, oggi sono sempre meno influenti dal punto di vista politico nelle altre parti del mondo. Cresce il benessere in paesi dell’Asia, dell’America e anche dell’Africa; acquisiscono potere le big tech. La cultura e il costume dell’Occidente hanno però intaccato quelle che Spengler avrebbe definito “altre civiltà”. L’Occidente si è sparso in tutti i cinque continenti, mutando dove più dove meno le società incontrate. Continua a leggere

“Io non ci sto”

di Gennaro Annoscia

In una nazione nella quale il Papa pontifica da Fabio Fazio e gli italioti sono commossi dalla generosità di Mattarella, che accetta di sacrificarsi, per il bene della nazione, sottoponendosi ad un altro settennato da regnante, con tutti i privilegi del caso; mentre tutti salvano le proprie poltrone, dal governo al parlamento, il festival di Sanremo funge da, pacchiano, collante del ritrovato spirito della nazione.

Vecchi e giovani si stringono a corte, superando ogni contrasto e confronto; un giovane di successo recupera, dal fango della malasorte, il talento di chi ha smarrito la retta via, offrendogli, ancora una chance. Ma in questo trionfo del “volemose bene”, a primeggiare è, soprattutto, l’amarsi diversamente: finalmente due uomini sono liberi di manifestarsi il proprio amore, e di manifestarlo al mondo intero.

Siamo davvero alla palingenesi, è quindi nell’ordine delle cose che qualcuno si battezzi da solo, perché questo è davvero il trionfo del pensiero unico, ragion per cui non importa se le garanzie democratiche sono a brandelli, o se, anche oggi, qualcuno si darà fuoco per affermare i propri diritti, o deciderà di farla finita non sapendo come fare a tirare avanti.

Gli ultimi “utili idioti” del capitale

di LEONARDO MARZORATI

Il capitalismo mondiale sta utilizzando la pandemia in corso per dividere le classi popolari, specialmente in Europa. A contribuire a gettare benzina sul fuoco sono i vari esponenti della galassia “no vax”. Non si tratta di chi pone legittime domande sulle misure restrittive attuate dai diversi governi, come per il discusso green pass voluto dall’esecutivo italiano, ma di chi cerca di mettere gli uni contro gli altri senza focalizzare l’attenzione sui principali problemi della sanità. Continua a leggere

I due pensieri dominanti non difendono i lavoratori: creiamo una forza politica che li rappresenti!

di LEONARDO MARZORATI

Checché ne dicano certi opinionisti della destra populista, il pensiero dominante non è uno, ma sono due, entrambi fedeli al Capitale. Il primo è quello liberal progressista, ben rappresentato in Italia da Pd e dai suoi cespugli, tra cui ora figura anche il Movimento 5 Stelle; il secondo è quello delle destre populiste e reazionarie, che si spacciano per oppositrici dell’ordocapitalismo mondiale, ma in realtà gli sono fedeli, creando divisioni all’interno dei ceti popolari. Le nuove destre aizzano la guerra tra poveri in tutta Europa, criminalizzando gli stranieri e deviando l’attenzione dal tema fondamentale per i ceti popolari: il lavoro e la lotta di classe. Continua a leggere